Il segreto della memoria, di Boris Nikolai Konrad

Il segreto della memoria – Come allenare il nostro cervello a ricordare tutto ciò che ci serveLibro Il segreto della memoria di Boris Nikolai Konrad non è, come può sembrare a prima vista, solo un manuale di trucchi e segreti per migliorare la memoria. L’autore, Boris Nikolai Konrad, è certamente un esperto di questi metodi, avendo vinto in più occasioni i Campionati Mondiali di Memoria, ma è prima di tutto un neuroscienziato (con pure una laurea in fisica). Ne Il segreto della memoria, uscito in Italia per Garzanti nel 2018, troverete quindi sia tecniche di allenamento mnemonico, sia una rassegna di ricerche, esperienze ed esempi su come funziona il nostro cervello, dagli studi di Pavlov al caso del paziente HM, dal mondegreen ai flashback.

Il punto di forza del libro: l’autorevolezza di Konrad gioca certamente il suo ruolo nella scelta di comprare Il segreto della memoria. Del resto, saper memorizzare in 15 minuti le facce e i nomi di 215 persone è la prova più evidente che l’autore conosce la materia. In più, il campione tedesco ha uno stile facile e divertente, riuscendo a rendere comprensibili anche gli argomenti e i termini più tecnici. Le simpatiche illustrazioni di Selma Koopman completano il quadro, facilitando qualche spiegazione o fornendo la base per proporre un test al lettore.

Perché è un libro da leggere: perché affronta un tema complesso, come il funzionamento del cervello, dell’intelligenza e della memoria, in modo discorsivo e piacevole. E perché Konrad è uno dei massimi “esperti della memoria”, pur dimostrando, risonanza magnetica nucleare alla mano, di avere un cervello decisamente normale e quindi aprendo a tutti la possibilità di migliorare le proprie abilità mnestiche. E infine perché, se la cultura è ciò che rimane dopo che abbiamo dimenticato tutto il resto, imparare a ricordare è di sicuro una scelta intelligente.

Genere: saggio
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Lungo la Pedemontana, di Paolo Malaguti

Lungo la Pedemontana. In giro lento tra storia, paesaggio veneto e fantasie è un libro diLungo la Pedemontana, di Paolo Malaguti Paolo Malaguti, padovano trapiantato nella provincia di Treviso e già apprezzato autore della storia veneta con romanzi quali La reliquia di Costantinopoli (finalista al Premio Strega nel 2016). In questo saggio, Malaguti parte da un fatto recentissimo, addirittura ancora in essere, quale la costruzione della superstrada Pedemontana Veneta, e lo intreccia con i ricordi della sua infanzia, con le parole di Zanzotto, Meneghello, Rigoni Stern e Piovene, nonché con i racconti di chi vive a ridosso del tanto discusso cantiere. In sella a un bicicletta, pianificando sei tappe, l’autore prova a percorrere il tracciato di questa nuova arteria di traffico, costeggiando il più possibile gli scavi, andando fin sul ciglio dei muri di contenimento, come si faceva da piccoli, di fronte alle fondamenta fresche della villetta in costruzione nel campo davanti a casa. Uscito nel 2018 per Marsilio Editori, Lungo la Pedemontana fornisce una inedita chiave di lettura della “grande opera”, ancora incompiuta, ma che ha ormai segnato per sempre il territorio: la superstrada si inserisce, nell’interpretazione dell’autore, nella concezione che i veneti hanno del lavoro e della vita e si giustifica proprio nel sentimento che essi provano verso il loro territorio.

Il punto di forza del libro: il motivo per leggere Lungo la Pedemontana si trova nelle parole stesse dell’autore. Malaguti afferma che, nelle opere di Meneghello “il dubbio sull’effettiva bontà del cambiamento è espresso con delicatezza”. Medesima delicatezza usata dallo scrittore padovano, che nel suo libro non accusa né assolve, ma semplicemente cerca di capire in quale substrato sociale, economico e pure linguistico questo imponente cantiere è riuscito ad insediarsi, senza suscitare nemmeno troppe resistenze.

Perché è un libro da leggere: perché il racconto, piacevolmente divertente e scanzonato, è oltremodo carico di spunti e rimandi letterari, che arricchiscono quasi inconsapevolmente il lettore; e soprattutto perché fa riflettere, invitando a non fermarsi a una prona accettazione, ma nemmeno a un riottoso rifiuto del cambiamento.

Genere: saggio (autobiografia)

Vox, di Christina Dalcher

Vox è il romanzo d’esordio di Christina Dalcher, una sorta di diario fittizio su unRomanzo Vox di Christina Dalcher agghiacciante futuro distopico. Uscito in Italia nel 2018 per la casa editrice Nord, il libro si basa su un’idea semplice e spiazzante: negli Stati Uniti una nuova legge impone alle donne, fin dalla nascita, di portare un braccialetto al polso che conti il numero di parole che ognuna pronuncia in una giornata, emettendo poi una forte scarica elettrica al raggiungimento della centesima parola. Così ogni donna smette di parlare, ma anche di lavorare, di uscire, di vivere; le bambine non solo non imparano a parlare, ma nemmeno a leggere e a scrivere, condannate a una vita da schiave, ovviamente mute, degli uomini. Così è per la dottoressa Jean McClellan e per sua figlia Sonia, cristallizzate in un presente silenzioso destinato a peggiorare. Ma Jean è un’esperta in disturbi del linguaggio  e quando le sue competenze scientifiche vengono richieste dal Presidente, si profila l’opportunità di fare qualcosa per cambiare il proprio destino e quello di tutte le donne americane.

Il punto di forza del libro: è l’idea su cui si basa, talmente assurda e terrificante da far sorgere il dubbio che, un giorno, qualcuno potrebbe trovarla ragionevole. Il romanzo in realtà è poi un po’ debole in alcuni punti, soprattutto nelle ultime pagine, dove l’autrice usa un artificio per non dilungarsi a raccontare i singoli avvenimenti che portano al finale. Finale che è anche troppo semplicistico e buonista, un finale che accontenta un po’ tutti e forse scontenta quei lettori che avrebbero voluto qualche capitolo e molta azione in più.

Perché è un libro da leggere: perché fa riflettere su disuguaglianza e sopraffazione, concetti che devono essere accuratamente eliminati da ogni ambito umano, partendo da quello sociale e passando per l’economico e il politico. Perché è un “primo romanzo” e merita la comprensione tributata a chi compie un’opera importante, anche se non perfetta. E infine perché parla di futuro, e sta ad ognuno di noi costruirlo su fondamenta solide fatte di parità, rispetto e dignità.

Genere: romanzo giallo (distopico)

Come è profondo il mare, di Nicolò Carnimeo

La plastica ha migliorato e allungato la nostra vita: con la plastica si produconoCome è profondo il mare, libro inchiesta sull'inquinamento da plastica, di Nicolò Carnimeo cannule per flebo e contenitori per conservare cibi e bevande al riparo da contaminazioni, si progettano auto e aerei più sicuri, si rendono democratici e alla portata di tutti numerosissimi prodotti, dai vestiti all’arredamento. Ma il rifiuto di plastica ci sta lentamente uccidendo, e lo fa, prima di tutto, soffocando gli oceani. Questo racconta, con lucida precisione, Nicolò Carnimeo in Come è profondo il mare – La plastica, il mercurio, il tritolo e il pesce che mangiamo, libro-inchiesta del 2014, pubblicato dall’editore Chiarelettere.
Carnimeo, scrittore ma anche docente universitario, raccoglie dati e testimonianze, dimostrando quanto il mare, che ci è sempre apparso così lontano, così “altro” da noi e dalle nostre vite ormai diventate terrestri, sia al collasso, riempito di rifiuti che si è preferito dimenticare, sperando che non tornassero mai a riva. Rifiuti che invece tornano, o direttamente, come le paperelle di plastica o le scarpe da ginnastica di cui scrive nella Prima Parte del testo, o attraverso la catena alimentare, come il pesce velenoso, protagonista della Seconda Parte e dell’Appendice.

Il punto di forza del libro: è proprio il tema trattato, o meglio i tre temi: il rifiuto di plastica, la presenza di carichi di tritolo e iprite nascosti in mare e la contaminazione del pesce a causa di mercurio e altre sostanze altamente tossiche. Tre temi che l’autore non solo affronta con la necessaria cognizione di causa, ma soprattutto usando uno stile chiaro e pacato, supportato dalle parole dei testimoni dello scempio del mare. Non servono toni apocalittici per narrare una realtà che tutti possono vedere e conoscere, anche senza arrivare al famigerato Great Pacific Garbage Patch. Basta frequentare una spiaggia libera sulle coste italiane, inoltrarsi per un bosco che non sia un “parco giochi” pettinato ad arte, passeggiare su una strada di campagna fuori dalle rotte della nettezza urbana municipale: troveremo ogni tipo di oggetto di plastica, da quelli usa-e-getta, come bicchieri e cucchiaini, bottigliette e shopper, a quelli diventati immondizia perché rotti, vecchi, inutilizzati.

Perché è un libro da leggere: perché è essenziale rallentare nel consumo di plastica, rendendosi conto che questo materiale, così versatile e dagli indubbi benefici, sta diventando una maledizione a causa l’inquinamento che produce. Bisogna conoscere per cambiare, e il libro di Nicolò Carnimeo è perfetto per iniziare a documentarsi e a capire. Il riciclo della plastica già prodotta, la creazione di materiali sostitutivi, l’utilizzo di materie prime diverse e compatibili con uno sviluppo sostenibile: le possibilità di salvare il mare, e noi stessi, sono numerose, l’importante è cominciare. Ciò che forse manca è una visione macro del problema: da più parti si continua a ripetere che tanti piccoli sforzi individuali possono portare un grande risultato. Che sia vero o meno, ai “piccoli sforzi” deve essere aggiunto un ulteriore impegno, a livello nazionale se non mondiale, sotto forma di leggi, divieti e incentivi, per raggiungere obiettivi ancora maggiori e in minor tempo.

Potete trovare post e articoli di Nicolò Carnimeo sul suo blog su Il Fatto Quotidiano.it.

Genere: saggio

Esercizi di memoria, di Andrea Camilleri

Dopo aver legato indissolubilmente il suo nome a quello di Salvo Montalbano, AndreaRaccolta di racconti di Camilleri, Esercizi di memoria Camilleri ci sorprende con Esercizi di memoria, una serie di storie raccolte da Isabella Dessalvi “sotto dettatura” dell’autore siciliano e, per tale motivo, scritte in italiano. E in un italiano così scorrevole, forte di una limpida ironia e di una quasi inconsapevole ricercatezza, da non far rimpiangere né il dialetto vigatese, né il famoso commissario.
Uscito per Rizzoli nel 2017, Esercizi di memoria si compone di 23 racconti, uno per ogni giorno delle vacanze agostane di Camilleri, mescolando le ceneri di Pirandello con l’isola di Eduardo De Filippo, uno zio coraggioso e una controversa spia maltese, un misterioso dramma surrealista e un tuffo “portafortuna”.

Il punto di forza del libro: è l’utilizzo perfetto che Camilleri fa delle parole, inanellate come perle nella collana del raccontare, e intervallate, per cinque volte (o sei, se si considera anche la copertina), dalle originali, e inedite, illustrazioni di Gipi, Alessandro Gottardo, Lorenzo Mattotti, Tullio Pericoli, Guido Scarabottolo e Olimpia Zagnoli.
Il risultato ricrea immagini vivide e reali, pezzi di mondo e di storia, sequenze di vita.

Perché è un libro da leggere: perché, pur se citato, non racconta del Commissario Montalbano, regalandoci un Andrea Camilleri inedito ai più; perché è scritto in un italiano splendido, frutto certamente delle capacità della “trascrittrice”, ma in primis della cristallina dialettica dell’autore. E perché dipinge un’Italia scomparsa, divorata, nel bene e nel male, dalla modernità e dal progresso.

Siete pazzi a indossarlo, di Elizabeth L. Cline

Siete pazzi a indossarlo – Perchè la moda a basso costo avvelena noi e il pianeta è il titolo cheArticolo sulla fast fashion, Siete pazzi a indossarlo, di Elizabeth L. Cline l’editore italiano, Piemme, ha voluto dare al libro Overdressed della scrittrice e giornalista americana Elizabeth L. Cline. L’idea era quella di richiamare Siete pazzi a mangiarlo, l’inchiesta-denuncia di Christophe Brusset, un ex manager dell’agroalimentare che ha deciso di raccontare gli scandalosi “dietro le quinte” di quel settore industriale. Elizabeth L. Cline fa lo stesso con il mondo della moda, soprattutto di quella che prende il nome di fast fashion, non più solo il “pronto moda”, bensì una produzione che, per ritmi di lavoro massacranti e costi ridotti all’osso, non può che creare capi di scarsa qualità e di immediata obsolescenza. Capi che poi sono venduti al consumatore finale, cioè noi, con prezzi che vanno dalle 10 alle 100 volte il costo di produzione, in una beffa in cui perdiamo su tutti i fronti.
In realtà, il titolo e la copertina lasciano immaginare che l’autrice parli soprattutto dei danni causati, all’ambiente e alle persone, dalla produzione e dalla tintura dei filati, e, se pur queste catastrofi esistono e nel libro sono citate, l’attenzione della Cline si sofferma principalmente sui problemi legati alle condizioni di lavoro di chi produce i capi per grandi catene di abbigliamento, come Zara e H&M, ma anche per stilisti americani ben conosciuti in Italia come Ralph Lauren e Tommy Hilfiger.

Il punto di forza del libro: Siete pazzi a indossarlo si legge soprattutto perché si è interessati al mondo della moda, e non solo per la sua capacità di regalarci emozioni e farci sentire a nostro agio, ma anche per le ripercussioni che questo settore ha sull’economia e sull’ambiente. La Cline si è documentata, ha viaggiato, ha toccato con mano le materie prime, ha parlato con chi, di questa fast fashion, vive e muore. La professionalità che sta alla base di questo “lungo articolo” di 260 pagine è il motivo per cui leggere questo libro, che a volte risulta un po’ lento, citando anche persone e imprese che in Italia sono scarsamente o per nulla conosciute.

Perché è un libro da leggere: per continuare a tenere vivo il nostro senso critico; per non accontentarci del “poco e subito”; per ricordarci che ogni scelta del presente ci presenterà il conto nel futuro; per sviluppare o tenere vivo il nostro senso etico e il rispetto degli altri e di noi stessi.

Genere: saggio

Fiori sopra l’inferno, di Ilaria Tuti

Fiori sopra l’inferno, pubblicato da Longanesi nel 2018, è il primo romanzo di Ilaria Tuti,Fiori sopra l'inferno di Ilaria Tuti già scrittrice di racconti per i Gialli Mondadori. Il racconto inizia in un inquietante orfanotrofio in Austria, nel 1978, dove i bambini sono contrassegnati con un numero. Le immagini dell’orfanotrofio ritornano spesso nel racconto, come angoscianti flash back, funzionali al dipanarsi della storia principale. In questa, ambientata ai giorni nostri a Travenì, un immaginario paesino di montagna del Friuli, un assassino sembra uscire dal bosco per ghermire e torturare le sue vittime con animalesca ferocia. Teresa Battaglia è il commissario di polizia che si occupa del caso, una donna forte e segnata dalla vita, che, con la sua fermezza e intelligenza, si è conquistata il rispetto di tutta la sua squadra. Massimo Marini è l’ispettore che la affianca, fresco di trasferimento, impreparato a muoversi tra i boschi innevati, nonché a trattare con la chiusa comunità locale. Lucia, Mathias, Diego e Oliver, quattro amici tra i nove e i dieci anni, sono i bambini che il paese di Travenì dovrebbe proteggere.

Il punto di forza del libro: è la principale ambientazione del libro, un bosco imbiancato di neve, che nasconde, sotto un ipocrita candore, inaudite crudeltà e violenze. Ma anche il modo in cui la Tuti ha creato Teresa Battaglia, una detective dagli spigoli taglienti, e il suo braccio destro, Marini, il quale, insieme al lettore, impara a conoscere e ad apprezzare il suo capo lungo lo scorrere delle pagine.

Perché è un libro da leggere: già il fatto che sia di una scrittrice italiana, con un passato che mescola studi in economia e un lavoro come illustratrice, è un motivo sufficiente per staccare questo libro dallo scaffale e portarselo a casa. Aprirlo e trovarci dentro un mondo antico eppur raccontato in maniera nuova ed emozionante, capace di trasmettere brividi non solo di paura ma addirittura di freddo, è una scoperta inattesa. Fiori sopra l’inferno è un romanzo che parla di bambini ma che non è per bambini, e non (solo) per l’atrocità con cui vengono compiuti gli omicidi: raggelante è la vicinanza e la mescolanza di normalità e degenerazione, il confine labile tra colpa e giustificazione.

Genere: romanzo giallo/thriller