Lungo la Pedemontana, di Paolo Malaguti

Lungo la Pedemontana. In giro lento tra storia, paesaggio veneto e fantasie è un libro diLungo la Pedemontana, di Paolo Malaguti Paolo Malaguti, padovano trapiantato nella provincia di Treviso e già apprezzato autore della storia veneta con romanzi quali La reliquia di Costantinopoli (finalista al Premio Strega nel 2016). In questo saggio, Malaguti parte da un fatto recentissimo, addirittura ancora in essere, quale la costruzione della superstrada Pedemontana Veneta, e lo intreccia con i ricordi della sua infanzia, con le parole di Zanzotto, Meneghello, Rigoni Stern e Piovene, nonché con i racconti di chi vive a ridosso del tanto discusso cantiere. In sella a un bicicletta, pianificando sei tappe, l’autore prova a percorrere il tracciato di questa nuova arteria di traffico, costeggiando il più possibile gli scavi, andando fin sul ciglio dei muri di contenimento, come si faceva da piccoli, di fronte alle fondamenta fresche della villetta in costruzione nel campo davanti a casa. Uscito nel 2018 per Marsilio Editori, Lungo la Pedemontana fornisce una inedita chiave di lettura della “grande opera”, ancora incompiuta, ma che ha ormai segnato per sempre il territorio: la superstrada si inserisce, nell’interpretazione dell’autore, nella concezione che i veneti hanno del lavoro e della vita e si giustifica proprio nel sentimento che essi provano verso il loro territorio.

Il punto di forza del libro: il motivo per leggere Lungo la Pedemontana si trova nelle parole stesse dell’autore. Malaguti afferma che, nelle opere di Meneghello “il dubbio sull’effettiva bontà del cambiamento è espresso con delicatezza”. Medesima delicatezza usata dallo scrittore padovano, che nel suo libro non accusa né assolve, ma semplicemente cerca di capire in quale substrato sociale, economico e pure linguistico questo imponente cantiere è riuscito ad insediarsi, senza suscitare nemmeno troppe resistenze.

Perché è un libro da leggere: perché il racconto, piacevolmente divertente e scanzonato, è oltremodo carico di spunti e rimandi letterari, che arricchiscono quasi inconsapevolmente il lettore; e soprattutto perché fa riflettere, invitando a non fermarsi a una prona accettazione, ma nemmeno a un riottoso rifiuto del cambiamento.

Genere: saggio (autobiografia)
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