Sperando che il mondo mi chiami, di Mariafrancesca Venturo

Prendendo in mano distrattamente il romanzo di Mariafrancesca Venturo si rischia diSperando che il mondo mi chiami di Mariafrancesca Venturo rimetterlo sullo scaffale senza nemmeno leggere il risvolto di copertina. Eppure Sperando che il mondo mi chiami è un buon titolo, e se l’Editore Longanesi ha deciso di dare fiducia ad una maestra semi sconosciuta, un motivo ci deve pur essere. Si rigira il libro tra le mani, se ne soppesa il numero di pagine: sarà quel gelato troppo grande e troppo posticcio tra le mani della ragazza col cappottino rosso, o forse quello stesso cappottino rosso, decisamente inflazionato, ma guardando il libro qualcosa stona ed è un peccato. Perché in realtà Sperando che il mondo mi chiami è una splendida scoperta, ancora più sorprendente se consideriamo che la trama è semplice, all’apparenza banale. Carolina Altieri vive a Roma ed è una maestra supplente, sempre pronta ad accettare sostituzioni anche brevissime, nel tentativo di arrivare a maturare un punteggio sufficiente per aspirare ad un incarico annuale o, ancora meglio, ad una docenza a tempo indeterminato. Intorno a lei ruotano le storie di amici e familiari, di un collega dalle mille risorse e di un fidanzato milanese, di un dirigente dispotico e di una nonna molto saggia. E, su tutto, le storie personali di alunni a cui Carolina insegna anche solo per un paio di giorni, ma a cui non può non affezionarsi.

Il punto di forza del libro: è lo stile fresco, originale, pulito della Venturo, che sviluppa un monologo interiore chiaro e avvincente, in cui il lettore può riconoscersi, fosse solo con riguardo ai divertenti rapporti familiari. Anche i personaggi di Sperando che il mondo mi chiami sono ben caratterizzati e danno vivacità a una storia che parte in sordina, per rivelarsi poi brillante e molto piacevole.

Perché è un libro da leggere: perché Mariafrancesca Venturo è una giovane scrittrice italiana da seguire, sperando che abbia già una nuova storia da raccontarci. E perché Carolina Altieri è un personaggio positivo, ricco di quella passione e purezza che vorremmo ritrovare in ogni insegnante. E anche perché di maestre come Carolina Altieri ce ne sono molte di più di quante si possa immaginare, ed è necessario parlare di loro, per non dimenticarci che sono il primo, fondamentale, ingranaggio di un sistema educativo che forma, culturalmente ma anche eticamente, le donne e gli uomini di domani.

Genere: romanzo d’amore
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Ciollansia – Il Libro Nero del Disagio, di Andrea Cerrone

Ciollansia – Il Libro Nero del Disagio è la raccolta su carta delle frasi più pungenti eLibro da Facebook Insanity Page #Ciollansia di Andrea Cerrone azzeccate comparse negli ultimi cinque anni sul sito e sulla pagina Facebook Insanity Page. Edito da Longanesi e curato da Andrea Cerrone, fondatore appunto di Insanity Page, mescola citazioni e disegni “ansiogeni”, suddivisi in capitoli come “Amore e altre catastrofi” o “A ogni stagione la sua sfiga”. In meno di 200 pagine, c’è spazio anche per un divertente oroscopo, che consiglia pure l’ansiolitico più adatto in base al segno zodiacale.

Il punto di forza del libro: è l’intelligente ironia con cui Cerrone ha raccolto pensieri suoi e dei suoi numerosi follower, creando un libro divertente e scanzonato. Tra chi non trova l’anima gemella e chi deve lottare contro la bilancia, chi non vorrebbe mai che arrivasse il lunedì e chi non sa separarsi dall’albero di Natale, chi non vorrebbe crescere e chi è assillato da WhatsApp, è facile riconoscersi almeno un po’.

Perché leggere Ciollansia – Il Libro Nero del Disagio: perché è un libro spassoso, in cui ogni frase, breve ed arguta, riesce sempre a sorprenderti, e perché le illustrazioni (di Dibujando los días e di Elena Triolo) sono esilaranti e originali. Perché una sana autoironia è sintomo di intelligenza e perché, come dice il risvolto di copertina, “recenti studi sostengono che una buona risata vale più di mille mele al giorno”. Ma soprattutto perché, leggendolo, troverete di certo la vostra frase preferita. La mia è sicuramente: “Ognuno dovrebbe credere in qualcosa. Io credo che dovrei essere in spiaggia”.

Genere: saggio (umoristico)

Ragione & sentimento, di Stefania Bertola

Ragione & sentimento è un romanzo di Stefania Bertola, pubblicato nel 2017 da EinaudiRomanzo moderno Ragione e sentimento, di Stefania Bertola Editore. La Bertola è già conosciuta per i suoi libri che uniscono il romanticismo all’ironia, ma in questo caso il plus è dato dall’aver riscritto, in chiave moderna, l’omonimo romanzo di Jane Austen. Elinor, Marianne e Margaret diventano Eleonora, Marianna e Margherita, trapiantate dal Devonshire del 1800 alla Torino del 2014. Improvvisamente orfane di padre, devono lasciare la casa in cui sono cresciute, Villa dei Lillà, che per testamento andrà al fratellastro Edoardo. Grazie alla generosità di un cugino della madre Maria Cristina, si trasferiscono quindi in un piccolo appartamento in città, in quanto il padre, ad eccezione della villa, ha dilapidato al gioco tutto il resto del patrimonio. L’adolescente Margherita è costretta a lasciare l’esclusiva scuola privata per un liceo pubblico e la ventiquattrenne Marianna deve trovarsi un impiego. Eleonora, l’unica a portare a casa uno stipendio con il suo lavoro di maestra elementare, è anche l’unica che affronta razionalmente il disastro economico della famiglia.

Il punto di forza del libro: è il modo di raccontare dell’autrice, così colloquiale e fluido che pare di ascoltare le confidenze di un’amica. Battute mordaci, ritratti sarcastici, ma anche descrizioni poetiche, in una rappresentazione così realistica e coinvolgente che diventa faticoso, ogni volta, dover chiudere il libro per rincorrere i propri impegni.

Perché leggere Ragione & sentimento: troppo facile rispondere “perché è scritto bene”: la Bertola è un’ottima scrittrice, con un suo stile personale e piacevolissimo. Ragione e sentimento è un libro da leggere perché è un romanzo d’amore fuori dagli schemi, in cui i sogni fanno i conti con le bugie, le passioni con il dovere, le regole con la realtà.

Genere: romanzo d’amore (umoristico)

Dell’amore ho solo le maniglie, realizzato dal collettivo di Starwalls

Dell’amore ho solo le maniglie, pubblicato da Edizioni Piemme nel 2017, è una raccolta, per immagini e commenti, di alcune delleLibro collettivo Starwalls, Dell'amore ho solo le maniglie più surreali scritte sui muri che riguardano l’amore. Disseminate in giro per l’Italia da amanti focosi e innamorati respinti, fidanzate deluse e corteggiatori intraprendenti, sono state messe insieme dal collettivo di Starwalls, un aggregatore di foto di scritte sui muri di tutto il mondo. Ad ogni foto, gli autori hanno accoppiato un aforismo, o il brano di una canzone, la battuta di un film, un verso poetico, collegando modi diversi di “cantare l’amore”.

Il punto di forza del libro: è l’abbinata tra writing e letteratura, ma anche cinema, poesia, musica, giornalismo. Le scritte sui muri, già di per sé divertenti, diventano travolgenti grazie alla scelta della citazione associata. Ed è proprio grazie a questo ottimo lavoro di ricerca e accostamento che il collettivo di Starwalls rende autentica la sua precisazione iniziale. Nelle prime pagine del volume, infatti, gli autori chiariscono che questo testo non intende favorire o promuovere la pratica del writing illegale, ma solo descrivere un fenomeno sociale molto diffuso. Un fenomeno che in realtà è sempre esistito nella nostra Penisola, come dimostrano le scritte ritrovate a Pompei ed Ercolano.

Perché leggere Dell’amore ho solo le maniglie: perché, se invece che su muri di palazzi o su ponti di autostrade, dove non sono permesse, queste scritte fossero su una rivista o su un blog, sarebbero considerate vera espressione di umorismo e, in qualche caso, anche di letteratura, come lo erano un tempo gli scritti di Marziale o Folengo. E perché il collettivo di Starwalls ha operato una buona scelta, evitando frasi personali, violente o razziste, e quelle inserite in Dell’amore ho solo le maniglie, pur se spesso sboccate e licenziose, strappano sempre un sorriso.

Genere: saggio

Smith & Wesson, di Alessandro Baricco

Smith & Wesson è un testo per il teatro scritto da Alessandro Baricco e pubblicato daCopertina libro Smith & Wesson di Alessandro Baricco Feltrinelli Editore nel 2014. Proprio per la sua natura di opera teatrale, il libro si compone principalmente di dialoghi, suddivisi in due atti, con qualche sporadica, e spesso divertente, annotazione dell’autore su sceneggiatura e atteggiamenti degli attori. Personaggi principali sono: Wesson, che ripesca i cadaveri di chi si suicida dalle Cascate del Niagara; Smith, in visita alle Cascate per raccogliere dati sul tempo meteorologico degli ultimi settantasette anni; e Rachel, una giovane giornalista che deve trovare al più presto una storia “da prima pagina” per non essere licenziata. E se subito i più squinternati sembrano Smith e Wesson, la ventitreenne Rachel non è da meno. La sua idea è quella di scrivere un pezzo sulla prima persona che si sia buttata dalle Cascate del Niagara e sia sopravvissuta. E quella persona vuole essere lei, aiutata dai due bislacchi personaggi che danno il titolo al libro e alla pièce teatrale.

Il punto di forza del libro: non uno ma molti. Dallo stile di Baricco, sempre originale, coinvolgente, facile e profondo allo stesso tempo, alla trama, paradossale ma verosimile, perfettamente lineare, fino alla caratterizzazione dei personaggi, spassosi e stravaganti.

Perché leggere Smith & Wesson: perché può essere letto come un romanzo, ma è impossibile non immaginarsi Smith e Wesson che battibeccano tra loro su un palcoscenico. E perché Smith & Wesson è un libro che ha il raro pregio di essere comico ma anche spiazzante, concreto e surreale; un libro in cui lacrime e risate si mescolano, così come succede nella vita reale.

Genere: testo teatrale

Esercizi di meraviglia, di Vittoria Baruffaldi

Esercizi di meraviglia – Fare la mamma con filosofia di Vittoria Baruffaldi, pubblicatoEsercizi di meraviglia Fare la mamma con filosofia, Vittoria Baruffaldi da Einaudi Editore nel 2016, è un libro a metà tra un saggio e un’autobiografia. La Baruffaldi mette insieme Schopenhauer e Peppa Pig, Rousseau e la Panda, Aristotele e i giardinetti, il tutto stemperato con leggera ironia, ritrovando la filosofia in ogni aspetto del rapporto madre-figlio.

Il punto di forza del libro: è lo scoprire, insieme all’autrice, quanto lo filosofia faccia parte della nostra vita. Il libro diventa quasi un piccolo manuale, che spinge a riconsiderare alcune nostre frenesie di adulti e ad aprirsi al mondo con la spontaneità dei bambini. Come scrive l’autrice: “Per rinascere bisogna passare da zone d’ombra a zone di luce; attraversare il nulla. Spogliarsi dalle speranze altrui, come un bambino che scappa in giro per la casa nudo e libero, fino a riconoscersi davvero per quello che si è“.

Perché leggere Esercizi di meraviglia: perché è un libro particolare, nato da un blog altrettanto originale come La filosofia secondo babyP. E perché è un libro di un’autrice italiana dallo stile fresco e al contempo profondo, una nuova, bella sorpresa per la letteratura italiana.

Genere: saggio

Due figlie e altri animali feroci, di Leo Ortolani

“Due figlie e altri animali feroci” è un romanzo divertente, anzi, è proprio un libro che faDue figlie e altri animali feroci, Leo Ortolani ridere, e tanto. Scritto da Leo Ortolani, disegnatore del fumetto Rat-Man, è stato pubblicato dalla Sperling & Kupfer nel 2011, e, a un testo esilarante, aggiunge qualche vignetta nello stile del fumettista emiliano. Nel racconto, e nei fumetti, Ortolani e sua moglie Caterina sono volati in Colombia, per incontrare Johanna e Lucy Maria, le due sorelline che hanno adottato. La trafila burocratica dell’adozione internazionale, fatta di infiniti documenti da recuperare e di snervanti incontri con psicologi e assistenti sociali, é stata lunga e faticosa. Finalmente insieme alle bambine, Leo e Cate pensano che il loro unico pensiero possa essere quello di costruire una famiglia insieme. Ma le scartoffie li perseguitano anche lì, con tanto di timbri, visti, nulla osta e qualsiasi altra autorizzazione immaginabile.

Il punto di forza del libro: è l’ironia contagiosa di Ortolani, che riesce a sdrammatizzare anche i momenti più sconfortanti del difficile percorso di adozione. Johanna e Lucy Maria hanno il loro bel caratterino e il libro, se narrasse solo delle peripezie della famiglia Ortolani, sarebbe già spassoso di suo. A questo si aggiungono un avvocato che parla come il corvo Rockfeller, un amico colombiano affetto da melomania, una Paris Hilton in miniatura a cui manca solo il chihuahua, altre coppie incastrate nello stesso lentissimo meccanismo, il tutto narrato in un diario che sembra quasi un romanzo.

Perché leggere Due figlie e altri animali feroci: perché Ortolani è veramente un bravissimo scrittore, oltre che un fenomenale fumettista, e riesce a raccontare un tema complesso con semplicità e allegria. Non c’è presunzione nel libro, nonostante l’autore e sua moglie abbiano compiuto un gesto di grandissimo amore. E non ci sono dettagliate recriminazioni per l’ottusa burocrazia che ha rallentato il loro percorso: Ortolani ha il suo stile mordace sia quando disegna che quando scrive, e, con metafore ed epiteti buffi, colpisce sempre nel segno. Un grande merito va quindi all’autore, che ha descritto magnificamente questo momento importante nella vita della famiglia Ortolani. E un grande merito va anche a tutte le famiglie adottive, che creano amore dove c’era abbandono, solidità dove c’era sofferenza, futuro dove il passato è un peso sul cuore.

Genere: romanzo umoristico (autobiografia)