Perché il commercialista va amato e protetto (come i panda)

Perchè il commercialista va amato e protetto (come i panda)E’ uno dei professionisti più utili ed utilizzati nella vita quotidiana, da chi ha un’attività in proprio o anche solo un dubbio fiscale. Ma non è certo quello più amato.

Eppure il commercialista è un essere umano come tutti, con i suoi pregi e i suoi difetti, le sue idiosincrasie e i suoi desideri. A volte sembrerà che apprezzi un bilancio più di sua moglie, che passi più tempo in Agenzia delle Entrate che non in famiglia, ma è solo un’impressione data dalla passione sfrenata con cui svolge il suo lavoro. I clienti potranno contestargli parcelle esose o consigli troppo cauti, ma sempre da lui torneranno quando quei consigli li avranno salvati da ispezioni della Guardia di Finanza o, peggio ancora, dal fallimento.

Un commercialista da amare, anche per le sue debolezze, e da proteggere da chi pensa, a torto, che si possa vivere senza di lui.  

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Estratto: dal capitolo 7 “Il commercialista e la fiscalità”

“Tartassato da questionari, studi di settori, ricavometri, redditometri e spesometri, il commercialista inizia a settembre a fare previsioni sul ricavato dell’anno ancora in corso. E lo fa non per uno, non per dieci, ma mediamente per un centinaio di clienti. Clienti che non saranno mai contenti di quanto dirà loro, convinti, una volta di più, che il loro consulente non abbia ancora capito come va il mondo.

– Dott. Sandri, buongiorno –

– Sig. Scampoli, buongiorno – il Dott. Sandri lo fa accomodare nel suo studio e gli stringe calorosamente la mano – Sua moglie? –

– Ancora viva e in ottima salute, purtroppo –

– Il solito burlone! –

– No, no, dico sul serio – e lancia uno sguardo d’intesa al figlio, che lo ha accompagnato.

– Beh… – il commercialista cambia prudentemente discorso – L’ho convocata per fare il punto sul bilancio di quest’anno. Ormai siamo ad ottobre e …-

– C’è qualcosa che non va! – il Sig. Scampoli lo interrompe – Me lo dica, dottore, c’è qualcosa che non va! –

Il commercialista prende un respiro profondo. Il Sig. Scampoli ha un singulto.

– Dottore! – la voce del cliente è strozzata – Me lo dica… c’è reddito, vero? –

Il commercialista non ha il coraggio di guardarlo negli occhi. Allunga un braccio sulla scrivania e prende la mano fredda e sudata che il cliente ha inconsciamente proteso verso di lui. La afferra forte prima di sussurrare:

– Sì, c’è reddito –

– No, no, no – il Sig. Scampoli scuote la testa incredulo – Non è possibile, con tutti i costi che abbiamo avuto! Quelli, me lo ha insegnato lei, abbattono il reddito e quindi le tas… – non riesce a finire la parola perché una nuova e terrorizzante idea gli ha chiuso la gola. – Dottore… – stenta a parlare – … non mi starà dicendo che non c’è nulla da fare, vero? Non mi starà dicendo che devo pagare le tass… – quella parola è troppo amara perché riesca a pronunciarla.

– Sig. Scampoli – il commercialista allenta e stringe la presa sulla mano, in segno di conforto – purtroppo sì, ci sono imposte da pagare –

– Nooooo! – La segretaria, all’ingresso, fa un salto sulla sedia – Oddio, oddio, il mio cuore! –

Il figlio Alberto, naturale successore nell’attività di famiglia, si porta al suo fianco, pronto a ricevere l’indiscussa eredità. Ma il Sig. Scampoli, che da quando aveva tredici anni lavora per dieci ore in fabbrica ogni giorno, sabati e prefestivi compresi, ha un cuore da far concorrenza a Maiorca.

– Sig. Scampoli, vuole che le faccia portare un bicchier d’acqua? –

– Ma che acqua e acqua! – il Sig. Scampoli si è ripreso benissimo e il figlio ritorna mogio alla sua poltrona – Non è possibile, è inconcepibile, con tutti quei costi per i dipendenti! Ma lo sa quanto pago di stipendi? Lo sa? –

– Sì, lo so, teniamo noi la contabilità della sua società! –

– E di INPS? Lo sa quanto paghiamo di INPS? –

– Sì, sì…- il commercialista cerca di tenere un tono accomodante ma il Sig. Scampoli ha sfilato la mano e ora gliela agita sotto il naso come a voler scacciare una mosca

– Saranno ben dei costi questi, o no? –

– Sì, ma indeducibili IRAP – è la secca risposta.

– E le utenze? Cosa mi dice delle utenze? La corrente elettrica! Sa quanto spendiamo di corrente elettrica? .

– Sì, lo so, ma… – viene nuovamente interrotto.

– E il telefono? Con tutta ‘sta storia delle mail! Il cliente ti scrive una mail, tu gli rispondi per mail e quello ti riscrive per mail che non ha capito niente della tua mail e allora cosa fai? Prendi il telefono e gli rispieghi tutto per telefono. Sarà pure un costo, il telefono! –

– Parzialmente indeducibile IRES –

Il Sig. Scampoli serra i pugni e sposta convulsamente gli occhi a destra e a sinistra, pensando.

– E cosa mi dice del capannone? Ma lo sa quanto pago di imposta comunale sul capannone? Mill… -Il Sig. Scampoli è paonazzo; afferra la sua copia del bilancio e l’occhio gli cade sulle prime voci dello Stato Patrimoniale.

Il commercialista, che gli prepara puntualmente, ad ogni scadenza, la delega per il pagamento, lo precede: – Milleottocentoquarantatre euro… – e, prima ancora che il cliente riesca a ribattere – … totalmente indeducibili IRES –

– Abbiamo fatto anche degli acquisti importanti: un tornio a controllo numerico, un impianto refrigeratore, un apparecchio lavante – e intanto cerca di decifrare qualcosa tra le voci delle immobilizzazioni.

Il commercialista fa scivolare il dito sui fogli, fino ad arrivare al Conto Economico.

– L’ammortamento del tornio è qua – con la matita fa un cerchiolino su una cifra – interamente deducibile IRES! – commenta con voce suadente.

Il cliente guarda il misero numero e batte il palmo sulla scrivania, stizzito.

– E gli altri due? Dove sono gli altri due? –

– Il frigorifero “side-by-side con dispenser di bevande” e la lavatrice “18 programmi di lavaggio”? – il commercialista fa una pausa per godersi la mascella del Sig. Scampoli che lentamente scivola verso il mento e poi prosegue – Nella sua casa in montagna! –”

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4 pensieri su “Perché il commercialista va amato e protetto (come i panda)

  1. Pingback: Perché il commercialista va amato e protetto (come i panda) | informazione fiscale gratuita

  2. Pingback: Il “panda” in formato tradizionale | Michela Pettinà

  3. Ma come hai fatto a scrivere questo testo così divertente??? L’ho letto in un’ora…. e ora voglio farlo leggere a mia moglie! Da morire dal ridere (io sono un commercialista… e non hai idea di come mi sia ritrovato lì dentro!). O siamo colleghi…….o c’è qualche collega che ti è molto molto vicino…..

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