Basta plastica, di Martin Dorey – pag. 140

Basta plastica – Cosa possiamo fare per fare davvero la differenza è un libro facile e veloce da leggere, scritto con lo scopo di sostenere una filosofia altrettanto semplice, da capire e da applicare: la #soluzionein2minuti. Martin Dorey è uno scrittore e un surfista, ma soprattutto è il fondatore di Beach Clean Network, nonché del movimento #2minutebeachclean (su Facebook e Instagram), progetto nato con l’intento di spronare chiunque metta piede su una spiaggia a raccogliere i rifiuti che vede (ma per solo due minuti). Se tutti lo facessero, non solo la raccolta dei rifiuti aumenterebbe esponenzialmente, ma, soprattutto, si diffonderebbe l’idea che per la plastica, come per molte delle risorse del nostro pianeta, l’approccio deve essere sempre più quello del “Riduco – Riuso – Riciclo“.

Il libro è edito in Italia da Aboca S.p.A. e, oltre a una utile serie di utili “soluzioni in 2 minuti”, propone anche una check-list di azioni da mettere in pratica, trenta consigli sensati e concreti per iniziare subito a proteggere l’ambiente.

Il punto di forza del libro: è la sua semplicità, che lo rende praticamente inattaccabile anche dai più fanatici dell’ “usa-e-getta”. Dorey ricorda l’inutilità della “fast-fashion” (peraltro orribile), la pericolosità delle cannucce, l’assurdità delle borsette di plastica. Ma bacchetta anche consumi più stupidi ed inutili, che vediamo tutti i giorni, a partire dagli astucci di scuola dei bambini, zeppi di evidenziatori e penne biro (ma guai a suggerire ad una maestra di usare una penna stilografica per scrivere e una matita per sottolineare!).

Perché è un libro da leggere: perché è saggio, ma non pedante; perché è basato su ricerche e dati, ma esposti con una grafica divertente; perché presenta un problema enorme, ma non permette che questa dimensione sia una scusa per non fare nulla. E perché ci sprona a usare intelligenza e umiltà, non necessariamente in quest’ordine.

Genere: saggio

Fuga in Europa, di Stephen Smith

Fuga in Europa – La giovane Africa verso il vecchio continente è un libro di Stephen Smith, Saggio Fuga in Europa di Stephen Smithuscito in Italia per Giulio Einaudi Editore nel 2018. Basandosi su analisi statistiche, ma anche su considerazioni di tipo storico, economico e sociologico, l’autore affronta la questione delle migrazioni di massa che partono dall’Africa, soprattutto sub-sahariana e, attraversato il Mar Mediterraneo, arrivano in Europa. E lo fa in modo imparziale, come scrive nella prefazione: “Non è mio intento, in questa sede, esasperare ulteriormente tale dibattito, bensì fornire elementi di informazione che costituiscano una base fattuale sulla quale ognuno potrà innalzare la propria tribuna politica.”

Il punto di forza del libro: è l’attenzione alle fonti da cui Smith è partito. Pur senza dimenticare che si sta parlando di persone e la perdita di anche solo una di loro è una tragedia, l’autore mette a confronto dati puntuali, come il rischio per un migrante, in percentuale, di annegare nel Mediterraneo e quello di una madre del Sud Sudan di morire di parto nel suo Paese, offrendo al lettore le basi per farsi una propria idea, lontano sia dalle cassandre che paventano l’invasione dei “nuovi barbari“, sia dalla “politica della pietà“, che fallisce miseramente.

Con un taglio scientifico, ma affrontabile anche da chi non ha competenze specifiche in materia, analizza ad esempio le “trappole demografiche“, sia quella della “alta fertilità – bassi redditi”, per cui un numero elevato di figli riduce le risorse disponibili per garantire il benessere di ciascuno, sia quella del “figlio unico”, adottata in Cina dal 1965 al 2015, che “premia” in termini di distribuzione delle risorse nel breve periodo, ma diventa un problema nel lungo, data l’insufficienza di “popolazione attiva” per sostituire chi va in pensione o per sostenere gli “inattivi”.

Numeri alla mano, scardina anche il mito che le “giovani braccia” e i “giovani cervelli” africani siano necessari per finanziare il sistema pensionistico di un’Europa che invecchia velocemente, e al contempo pone l’accento sulla futura “mancanza di adulti” che, in questo modo, impedirà all’Africa di “crescere economicamente”.

 Perché è un libro da leggere: perché, riportando quanto affermato da Max Weber, Stephen Smith spinge ognuno di noi a farsi una propria opinione, non dimenticando l’etica della responsabilità, che ci obbliga a considerarci responsabili di tutte le conseguenze prevedibili dei nostri atti, di quelle immediate ma anche di quelle future, al di là del narcisismo morale. E perché la conoscenza è la base della libertà, fisica, ma soprattutto mentale.

Genere: saggio

Il segreto della memoria, di Boris Nikolai Konrad

Il segreto della memoria – Come allenare il nostro cervello a ricordare tutto ciò che ci serveLibro Il segreto della memoria di Boris Nikolai Konrad non è, come può sembrare a prima vista, solo un manuale di trucchi e segreti per migliorare la memoria. L’autore, Boris Nikolai Konrad, è certamente un esperto di questi metodi, avendo vinto in più occasioni i Campionati Mondiali di Memoria, ma è prima di tutto un neuroscienziato (con pure una laurea in fisica). Ne Il segreto della memoria, uscito in Italia per Garzanti nel 2018, troverete quindi sia tecniche di allenamento mnemonico, sia una rassegna di ricerche, esperienze ed esempi su come funziona il nostro cervello, dagli studi di Pavlov al caso del paziente HM, dal mondegreen ai flashback.

Il punto di forza del libro: l’autorevolezza di Konrad gioca certamente il suo ruolo nella scelta di comprare Il segreto della memoria. Del resto, saper memorizzare in 15 minuti le facce e i nomi di 215 persone è la prova più evidente che l’autore conosce la materia. In più, il campione tedesco ha uno stile facile e divertente, riuscendo a rendere comprensibili anche gli argomenti e i termini più tecnici. Le simpatiche illustrazioni di Selma Koopman completano il quadro, facilitando qualche spiegazione o fornendo la base per proporre un test al lettore.

Perché è un libro da leggere: perché affronta un tema complesso, come il funzionamento del cervello, dell’intelligenza e della memoria, in modo discorsivo e piacevole. E perché Konrad è uno dei massimi “esperti della memoria”, pur dimostrando, risonanza magnetica nucleare alla mano, di avere un cervello decisamente normale e quindi aprendo a tutti la possibilità di migliorare le proprie abilità mnestiche. E infine perché, se la cultura è ciò che rimane dopo che abbiamo dimenticato tutto il resto, imparare a ricordare è di sicuro una scelta intelligente.

Genere: saggio

Lungo la Pedemontana, di Paolo Malaguti

Lungo la Pedemontana. In giro lento tra storia, paesaggio veneto e fantasie è un libro diLungo la Pedemontana, di Paolo Malaguti Paolo Malaguti, padovano trapiantato nella provincia di Treviso e già apprezzato autore della storia veneta con romanzi quali La reliquia di Costantinopoli (finalista al Premio Strega nel 2016). In questo saggio, Malaguti parte da un fatto recentissimo, addirittura ancora in essere, quale la costruzione della superstrada Pedemontana Veneta, e lo intreccia con i ricordi della sua infanzia, con le parole di Zanzotto, Meneghello, Rigoni Stern e Piovene, nonché con i racconti di chi vive a ridosso del tanto discusso cantiere. In sella a un bicicletta, pianificando sei tappe, l’autore prova a percorrere il tracciato di questa nuova arteria di traffico, costeggiando il più possibile gli scavi, andando fin sul ciglio dei muri di contenimento, come si faceva da piccoli, di fronte alle fondamenta fresche della villetta in costruzione nel campo davanti a casa. Uscito nel 2018 per Marsilio Editori, Lungo la Pedemontana fornisce una inedita chiave di lettura della “grande opera”, ancora incompiuta, ma che ha ormai segnato per sempre il territorio: la superstrada si inserisce, nell’interpretazione dell’autore, nella concezione che i veneti hanno del lavoro e della vita e si giustifica proprio nel sentimento che essi provano verso il loro territorio.

Il punto di forza del libro: il motivo per leggere Lungo la Pedemontana si trova nelle parole stesse dell’autore. Malaguti afferma che, nelle opere di Meneghello “il dubbio sull’effettiva bontà del cambiamento è espresso con delicatezza”. Medesima delicatezza usata dallo scrittore padovano, che nel suo libro non accusa né assolve, ma semplicemente cerca di capire in quale substrato sociale, economico e pure linguistico questo imponente cantiere è riuscito ad insediarsi, senza suscitare nemmeno troppe resistenze.

Perché è un libro da leggere: perché il racconto, piacevolmente divertente e scanzonato, è oltremodo carico di spunti e rimandi letterari, che arricchiscono quasi inconsapevolmente il lettore; e soprattutto perché fa riflettere, invitando a non fermarsi a una prona accettazione, ma nemmeno a un riottoso rifiuto del cambiamento.

Genere: saggio (autobiografia)

Come è profondo il mare, di Nicolò Carnimeo

La plastica ha migliorato e allungato la nostra vita: con la plastica si produconoCome è profondo il mare, libro inchiesta sull'inquinamento da plastica, di Nicolò Carnimeo cannule per flebo e contenitori per conservare cibi e bevande al riparo da contaminazioni, si progettano auto e aerei più sicuri, si rendono democratici e alla portata di tutti numerosissimi prodotti, dai vestiti all’arredamento. Ma il rifiuto di plastica ci sta lentamente uccidendo, e lo fa, prima di tutto, soffocando gli oceani. Questo racconta, con lucida precisione, Nicolò Carnimeo in Come è profondo il mare – La plastica, il mercurio, il tritolo e il pesce che mangiamo, libro-inchiesta del 2014, pubblicato dall’editore Chiarelettere.
Carnimeo, scrittore ma anche docente universitario, raccoglie dati e testimonianze, dimostrando quanto il mare, che ci è sempre apparso così lontano, così “altro” da noi e dalle nostre vite ormai diventate terrestri, sia al collasso, riempito di rifiuti che si è preferito dimenticare, sperando che non tornassero mai a riva. Rifiuti che invece tornano, o direttamente, come le paperelle di plastica o le scarpe da ginnastica di cui scrive nella Prima Parte del testo, o attraverso la catena alimentare, come il pesce velenoso, protagonista della Seconda Parte e dell’Appendice.

Il punto di forza del libro: è proprio il tema trattato, o meglio i tre temi: il rifiuto di plastica, la presenza di carichi di tritolo e iprite nascosti in mare e la contaminazione del pesce a causa di mercurio e altre sostanze altamente tossiche. Tre temi che l’autore non solo affronta con la necessaria cognizione di causa, ma soprattutto usando uno stile chiaro e pacato, supportato dalle parole dei testimoni dello scempio del mare. Non servono toni apocalittici per narrare una realtà che tutti possono vedere e conoscere, anche senza arrivare al famigerato Great Pacific Garbage Patch. Basta frequentare una spiaggia libera sulle coste italiane, inoltrarsi per un bosco che non sia un “parco giochi” pettinato ad arte, passeggiare su una strada di campagna fuori dalle rotte della nettezza urbana municipale: troveremo ogni tipo di oggetto di plastica, da quelli usa-e-getta, come bicchieri e cucchiaini, bottigliette e shopper, a quelli diventati immondizia perché rotti, vecchi, inutilizzati.

Perché è un libro da leggere: perché è essenziale rallentare nel consumo di plastica, rendendosi conto che questo materiale, così versatile e dagli indubbi benefici, sta diventando una maledizione a causa l’inquinamento che produce. Bisogna conoscere per cambiare, e il libro di Nicolò Carnimeo è perfetto per iniziare a documentarsi e a capire. Il riciclo della plastica già prodotta, la creazione di materiali sostitutivi, l’utilizzo di materie prime diverse e compatibili con uno sviluppo sostenibile: le possibilità di salvare il mare, e noi stessi, sono numerose, l’importante è cominciare. Ciò che forse manca è una visione macro del problema: da più parti si continua a ripetere che tanti piccoli sforzi individuali possono portare un grande risultato. Che sia vero o meno, ai “piccoli sforzi” deve essere aggiunto un ulteriore impegno, a livello nazionale se non mondiale, sotto forma di leggi, divieti e incentivi, per raggiungere obiettivi ancora maggiori e in minor tempo.

Potete trovare post e articoli di Nicolò Carnimeo sul suo blog su Il Fatto Quotidiano.it.

Genere: saggio

Siete pazzi a indossarlo, di Elizabeth L. Cline

Siete pazzi a indossarlo – Perchè la moda a basso costo avvelena noi e il pianeta è il titolo cheArticolo sulla fast fashion, Siete pazzi a indossarlo, di Elizabeth L. Cline l’editore italiano, Piemme, ha voluto dare al libro Overdressed della scrittrice e giornalista americana Elizabeth L. Cline. L’idea era quella di richiamare Siete pazzi a mangiarlo, l’inchiesta-denuncia di Christophe Brusset, un ex manager dell’agroalimentare che ha deciso di raccontare gli scandalosi “dietro le quinte” di quel settore industriale. Elizabeth L. Cline fa lo stesso con il mondo della moda, soprattutto di quella che prende il nome di fast fashion, non più solo il “pronto moda”, bensì una produzione che, per ritmi di lavoro massacranti e costi ridotti all’osso, non può che creare capi di scarsa qualità e di immediata obsolescenza. Capi che poi sono venduti al consumatore finale, cioè noi, con prezzi che vanno dalle 10 alle 100 volte il costo di produzione, in una beffa in cui perdiamo su tutti i fronti.
In realtà, il titolo e la copertina lasciano immaginare che l’autrice parli soprattutto dei danni causati, all’ambiente e alle persone, dalla produzione e dalla tintura dei filati, e, se pur queste catastrofi esistono e nel libro sono citate, l’attenzione della Cline si sofferma principalmente sui problemi legati alle condizioni di lavoro di chi produce i capi per grandi catene di abbigliamento, come Zara e H&M, ma anche per stilisti americani ben conosciuti in Italia come Ralph Lauren e Tommy Hilfiger.

Il punto di forza del libro: Siete pazzi a indossarlo si legge soprattutto perché si è interessati al mondo della moda, e non solo per la sua capacità di regalarci emozioni e farci sentire a nostro agio, ma anche per le ripercussioni che questo settore ha sull’economia e sull’ambiente. La Cline si è documentata, ha viaggiato, ha toccato con mano le materie prime, ha parlato con chi, di questa fast fashion, vive e muore. La professionalità che sta alla base di questo “lungo articolo” di 260 pagine è il motivo per cui leggere questo libro, che a volte risulta un po’ lento, citando anche persone e imprese che in Italia sono scarsamente o per nulla conosciute.

Perché è un libro da leggere: per continuare a tenere vivo il nostro senso critico; per non accontentarci del “poco e subito”; per ricordarci che ogni scelta del presente ci presenterà il conto nel futuro; per sviluppare o tenere vivo il nostro senso etico e il rispetto degli altri e di noi stessi.

Genere: saggio

Denominazione di origine inventata, di Alberto Grandi

Denominazione di origine inventata – Le bugie del marketing sui prodotti tipici italiani è unBugie del marketing sull'enogastronomia italiana Saggio Denominazione di Origine Inventata di Alberto Grandi libro diventato velocemente molto popolare. Il merito va innanzitutto al titolo, una contraddizione che mette in dubbio gran parte delle certezze sulle cosiddette eccellenze dell’enogastronomia italiana. Ma un titolo azzeccato non è sufficiente a tenere in piedi un libro di centosessanta pagine. A questo ci pensa Alberto Grandi, professore universitario di Storia Economica e di Storia dell’Alimentazione, un autore, quindi, che conosce bene quello di cui sta scrivendo. Pubblicato per Mondadori nel 2018, Denominazione di origine inventata parte da un presupposto molto semplice: in Italia (ma lo stesso discorso vale anche all’estero) i prodotti enogastronomici tipici, esaltati da marchi di tutela, disciplinari, sagre e confraternite, in realtà non esistono. O meglio, sono intelligenti creazioni del marketing, che non hanno più di una quarantina d’anni.

Il punto di forza del libro: è il giusto equilibrio tra rigore scientifico e ironia, che rende il libro istruttivo e allo stesso tempo divertente. Lo stile formale “tradisce” a volte il professore universitario, che però sa catturare nuovamente il lettore con un aneddoto spiritoso, come quello sugli Atzechi, che, come i Templari, sono ormai una “pietra angolare della storia umana. Quando una storia non sta in piedi, infilateci, a martellate se serve, gli Atzechi o i Templari e il gioco è fatto“.

E con lo stesso equilibrio, Grandi non nega la bontà dei prodotti della cucina italiana. Anzi, ne riconosce la qualità e l’originalità, smontando però tutta l’agiografia che vedrebbe Michelangelo passar più tempo ad ingozzarsi di Lardo di Colonnata e di Casciotta d’Urbino che non a dipingere la Cappella Sistina.

Perché leggere Denominazione di origine inventata – Le bugie del marketing sui prodotti tipici italiani: perché è un libro originale, nonostante l’autore spieghi che l’idea da cui è nato fosse già stata trattata da Eric Hobsbawn trent’anni fa. Lo storico irlandese aveva infatti dimostrato “che la tradizione si può inventare, che il passato si può manipolare ad uso e consumo del presente”, come gli scozzesi avevano fatto con il kilt. La stessa idea, trasportata sulle tavole italiane, ci deve servire per apprezzare quello che di buono hanno i prodotti italiani (la qualità delle materie prime, il sapore unico e originale), senza farci prendere per il naso dalle “tradizioni antichissime”, dai “gesti sapienti tramandati da generazioni”, dalle ascendenze romane, celtiche, medievali, templari e pure atzeche di prodotti che sono più moderni dell’Amarena Fabbri (peraltro buonissima e, quella sì, tipicamente italiana!).

Genere: saggio

Fatti il letto, di William H. McRaven

Fatti il letto sembrerebbe, a prima vista, un libro nato sul filone de Il magico potere delFatti il letto, manuale Ammiraglio William H. McRaven riordino. Un libro, Il magico potere del riordino, che seppur (passatemi la necessaria ripetizione) io abbia letto, non troverete mai su questo sito di recensioni. Fatti il letto poteva quindi restarsene sul suo scaffale, a disposizione di chi sentisse l’impellente necessità di un manuale spiccio per raddrizzare la propria vita. Del resto, nemmeno il sottotitolo si discostava molto da quello di Marie Kondo. Se la Kondo propone “il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi e la vostra vita“, l’Ammiraglio William H. McRaven racconta di “piccole cose che cambieranno la tua vita… e forse il mondo“. Ma qualcosa stonava: perché un Ammiraglio doveva invitare a farsi il letto come una qualsiasi mamma che tenti di inculcare un po’ di rispetto e amore per la casa a dei figli indisciplinati?

La risposta è semplice ed è nel libro: iniziare la giornata con un compito, per quanto semplice, ci spinge ad affrontarne altri. Fare il letto, e farlo bene, ci rende consapevoli dell’importanza delle piccole cose: se non facciamo bene le piccole cose, come potremo far bene quelle grandi? In più, se avremo avuto una giornata orribile e tornando a casa ci sembrerà che vada tutto storto, trovare il letto rifatto, e proprio da noi, ci incoraggerà a sperare che domani andrà meglio. Infine, e questo lo aggiungo io, è incontestabile come in un letto ben rifatto si dorma infinitamente meglio.

Uscito negli Stati Uniti nel 2017 e pubblicato nel 2018 in Italia per la Piemme – Mondadori Libri, è in corso di traduzione in 24 lingue.

Il punto di forza del libro: è la sua disarmante semplicità. L’Ammiraglio McRaven usa esempi concreti, presi dai suoi 36 anni di servizio nella Marina Militare Statunitense, e precisamente nei Navy Seals. Li racconta con frasi dirette, parole comuni, e li fa diventare concetti così chiari e potenti da sembrare rivelazioni. E l’aspetto più sorprendente è che le sue “dieci lezioni di vita” trascendono la sua esperienza, il suo appartenere ad un corpo militare. Quindi, anche se non se ne approvassero le scelte e il lavoro, i consigli dell’Ammiraglio McRaven restano comunque validi, condivisibili, perfetti.

Perché leggere Fatti il letto – Piccole cose che cambieranno la tua vita … e forse il mondo: perché è autentico e intenso, semplice e diretto. Perché l’Ammiraglio McRaven racconta esperienze e momenti di rilevanza mondiale in modo naturale, senza autocompiacimento o piglio propagandistico. Perché le “dieci lezioni” dei Navy Seals sono applicabili in ogni momento della vita, e in ognuno di questi momenti possono cambiarcela, ovviamente in meglio. Perché, come dice l’Ammiraglio, se si vuole cambiare il mondo non bisogna arretrare davanti agli squali, ma soprattutto non bisogna suonare la campana, mai e poi mai.

Genere: saggio

Ciollansia – Il Libro Nero del Disagio, di Andrea Cerrone

Ciollansia – Il Libro Nero del Disagio è la raccolta su carta delle frasi più pungenti eLibro da Facebook Insanity Page #Ciollansia di Andrea Cerrone azzeccate comparse negli ultimi cinque anni sul sito e sulla pagina Facebook Insanity Page. Edito da Longanesi e curato da Andrea Cerrone, fondatore appunto di Insanity Page, mescola citazioni e disegni “ansiogeni”, suddivisi in capitoli come “Amore e altre catastrofi” o “A ogni stagione la sua sfiga”. In meno di 200 pagine, c’è spazio anche per un divertente oroscopo, che consiglia pure l’ansiolitico più adatto in base al segno zodiacale.

Il punto di forza del libro: è l’intelligente ironia con cui Cerrone ha raccolto pensieri suoi e dei suoi numerosi follower, creando un libro divertente e scanzonato. Tra chi non trova l’anima gemella e chi deve lottare contro la bilancia, chi non vorrebbe mai che arrivasse il lunedì e chi non sa separarsi dall’albero di Natale, chi non vorrebbe crescere e chi è assillato da WhatsApp, è facile riconoscersi almeno un po’.

Perché leggere Ciollansia – Il Libro Nero del Disagio: perché è un libro spassoso, in cui ogni frase, breve ed arguta, riesce sempre a sorprenderti, e perché le illustrazioni (di Dibujando los días e di Elena Triolo) sono esilaranti e originali. Perché una sana autoironia è sintomo di intelligenza e perché, come dice il risvolto di copertina, “recenti studi sostengono che una buona risata vale più di mille mele al giorno”. Ma soprattutto perché, leggendolo, troverete di certo la vostra frase preferita. La mia è sicuramente: “Ognuno dovrebbe credere in qualcosa. Io credo che dovrei essere in spiaggia”.

Genere: saggio (umoristico)

Vicini alla terra, di Silvia Ballestra

Vicini alla terra. Storie di animali e di uomini che non li dimenticano quando tutto trema è un libro di Silvia Ballestra, Vicini alla terra Storie di animali e di uomini che non li dimenticano quando tutto trema di Silvia Ballestrascritto nei giorni seguenti alle scosse di terremoto che, tra il 24 agosto e il 30 settembre 2016, hanno devastato il Centro Italia. Con lo stile di un reportage, racconta le numerose operazioni di recupero e salvataggio che i volontari dell’ENPA hanno compiuto nei paesi colpiti dal sisma, salvando animali intrappolati dalle macerie, ma anche portando loro cibo e medicinali. Si incontra così il gatto Pietro, sopravvissuto per sedici giorni sotto il crollo della casa che condivideva con la sua padrona, ma anche mucche da allevamento, lasciate sole, senza foraggio né mungitura, perché gli allevatori sono stati costretti a sfollare.

Il punto di forza del libro: è la coerenza e l’intelligenza con cui è scritto. In tutte le 140 pagine emerge chiaramente come l’assistenza alle persone, ferite, sole, senza più nulla, abbia la precedenza. Ma anche come la compassione e il rispetto per gli animali siano essenziali requisiti di civiltà per ogni essere umano. E il tutto senza estremismi o fanatismo. Veterinari e volontari ENPA salvano animali da compagnia e restituiscono un sorriso ai loro padroni, a quali spesso non è rimasto nient’altro. Ma proteggono anche gli animali degli allevamenti, per evitare che, oltre alla distruzione di stalle e ripari, vada perduta pure l’economia dei luoghi, basata su eccellenze enogastronomiche conosciute in tutto il mondo.

Perché leggere Vicini alla terra: perché affronta il tema della protezione degli animali in maniera molto razionale e concreta, contestualizzandolo in un momento difficile come quello seguente al sisma del 2016. Perché riconosce e rende noti l’impegno e la generosità di veterinari e volontari dell’ENPA, che con questi interventi nel Centro Italia hanno ricordato che la dignità umana si vede nel rispetto di ogni essere vivente. E perché parla di animali, e non si può non commuoversi alla storia della cagnolina Lola, sorridere pensando al gatto Timmi, indignarsi per come era trattato il cane Mariolino.

PS: sulla foto alla copertina di Vicini alla terra potete vedere due card della serie “Amici Cucciolotti“. La raccolta di figurine “Amici Cucciolotti” è una delle poche che, oltre a divertire i bambini, fa anche del bene. Con i proventi delle figurine “Amici Cucciolotti” è stata infatti acquistata l’ambulanza veterinaria “Isotta”, che nei luoghi del terremoto ha operato portando farmaci e curando decine di animali.

Genere: reportage

Il potere del sonno, di Richard Wiseman

Il potere del sonno è un saggio del 2014 del professore inglese Richard Wiseman,Il potere del sonno, saggio di Richard Wiseman pubblicato nel 2017 in Italia per Vallardi Editore. Con un approccio molto rigoroso, e una scrittura altrettanto fluida, Wiseman racconta come si è evoluta la “scienza del sonno“, dalle prime teorie alle ultime scoperte. Basandosi sui risultati di numerose ricerche, l’autore passa in rassegna miti e convinzioni, confermandole o smentendole clamorosamente. Sarà vero che gli adolescenti sono pigri? E’ possibile dormire poche ore per notte ed essere produttivi? Si impara una lingua straniera ascoltandola durante il sonno? Un bicchiere di vino prima di andare a dormire facilita il sonno? Nel libro troverete le risposte a queste e a molte altre domande.

Il punto di forza del libro: è che questo è un saggio che si legge facilmente e velocemente, come fosse un romanzo, nonostante le 268 pagine (più tre della simpatica appendice). E il merito non è solo dell’argomento, di certo molto sentito e interessante. Wiseman tiene (è proprio il caso di dirlo) sveglia l’attenzione con divertenti giochetti e piccoli test, a cui aggiunge simpatiche introduzioni dei capitoli.

Perché leggere Il potere del sonno: perché è un libro utile, che, accanto a semplici consigli, ricorda comunque e sempre al lettore di affidarsi ad un medico nel caso si stia seguendo già una terapia o si ritenga di avere problemi di salute. Perché è una piacevole lettura, intelligente e supportata da una corposa bibliografia. E anche perché, se siete anche solo un tantino pigri, non potrà che farvi piacere. Infatti [attenzione: spoiler!] la ricerca è categorica in questo senso: chi vi racconta che dorme pochissimo e riesce comunque a fare tutto nel modo migliore, mente!

Genere: saggio

Dell’amore ho solo le maniglie, realizzato dal collettivo di Starwalls

Dell’amore ho solo le maniglie, pubblicato da Edizioni Piemme nel 2017, è una raccolta, per immagini e commenti, di alcune delleLibro collettivo Starwalls, Dell'amore ho solo le maniglie più surreali scritte sui muri che riguardano l’amore. Disseminate in giro per l’Italia da amanti focosi e innamorati respinti, fidanzate deluse e corteggiatori intraprendenti, sono state messe insieme dal collettivo di Starwalls, un aggregatore di foto di scritte sui muri di tutto il mondo. Ad ogni foto, gli autori hanno accoppiato un aforismo, o il brano di una canzone, la battuta di un film, un verso poetico, collegando modi diversi di “cantare l’amore”.

Il punto di forza del libro: è l’abbinata tra writing e letteratura, ma anche cinema, poesia, musica, giornalismo. Le scritte sui muri, già di per sé divertenti, diventano travolgenti grazie alla scelta della citazione associata. Ed è proprio grazie a questo ottimo lavoro di ricerca e accostamento che il collettivo di Starwalls rende autentica la sua precisazione iniziale. Nelle prime pagine del volume, infatti, gli autori chiariscono che questo testo non intende favorire o promuovere la pratica del writing illegale, ma solo descrivere un fenomeno sociale molto diffuso. Un fenomeno che in realtà è sempre esistito nella nostra Penisola, come dimostrano le scritte ritrovate a Pompei ed Ercolano.

Perché leggere Dell’amore ho solo le maniglie: perché, se invece che su muri di palazzi o su ponti di autostrade, dove non sono permesse, queste scritte fossero su una rivista o su un blog, sarebbero considerate vera espressione di umorismo e, in qualche caso, anche di letteratura, come lo erano un tempo gli scritti di Marziale o Folengo. E perché il collettivo di Starwalls ha operato una buona scelta, evitando frasi personali, violente o razziste, e quelle inserite in Dell’amore ho solo le maniglie, pur se spesso sboccate e licenziose, strappano sempre un sorriso.

Genere: saggio

Siete pazzi a mangiarlo!, di Christophe Brusset

Siete pazzi a mangiarlo! è uscito in Italia nell’ottobre 2016, per le Edizioni Piemme.Siete pazzi a mangiarlo, di Christophe Brusset Scritto da Christophe Brusset, un ex manager dell’industria agroalimentare francese, svela, in una trentina di capitoli, molte delle pratiche usate dalle imprese del comparto alimentare per aumentare i propri profitti. Pepe macinato che costa meno del pepe in grani, cipolle travestite da scalogno, ma anche imballaggi tossici, pomodori marroni e funghi blu (sì, proprio come i Puffi), i segreti svelati da Brusset regalano qualche brivido e un intenso mal di pancia.

Il punto di forza del libro: è l’argomento scioccante che viene trattato. Brusset non parla solo di frodi che toccano il portafoglio (prodotti di scarto venduti come di alta gamma, con il prezzo che ne consegue), ma soprattutto di imbrogli che minacciano la salute. Tra chi lo considera un eroe e chi ne mette in dubbio la credibilità poichè nel libro non si fanno i nomi delle impresa disoneste, un elemento appare subito evidente: Brusset sa di cosa sta parlando. Additivi, packaging, tecniche di conservazione, triangolazioni internazionali: difficile che Brusset sia riuscito ad inventarsi proprio tutto. Qualcuno lo ha accusato di esagerare, di parlare di truffe che non si fanno (o non si fanno più) in Europa, ma al massimo in qualche sperduto Paese dell’Africa o dell’Asia. Il problema è che quando in Europa compriamo qualcosa, che sia dell’olio d’oliva, un vestito o un giocattolo, diventa sempre più difficile capire da dove realmente questo provenga.

Perché leggere Siete pazzi a mangiarlo!: perché è un libro scomodo, che, se letto con un po’ di senso critico (verso noi stessi, non verso l’autore), ci spinge a porci qualche domanda in più su quello che mangiamo. E perché è un libro irritante, e ogni tanto verrebbe voglia di affibbiare un bel pugno non solo alle imprese che hanno messo in atto questi raggiri, ma anche allo stesso Brusset, che di questi raggiri ne ha visti tanti nella sua carriera, prima di convincersi a scrivere il libro. Ma soprattutto perché è un libro utile, da tenere a mente quando veniamo affascinati da un prezzo troppo allettante o da un’offerta imperdibile. In fondo, l’ultima volta che avete scongelato dei gamberetti, non vi siete chiesti anche voi, come la moglie di Brusset, come mai si erano rimpiccioliti in quel modo?

Genere: saggio

Darwin – Ma siamo scimmie da parte di padre o di madre?, di Dario Fo

Darwin – Ma siamo scimmie da parte di padre o di madre? è l’ultimo libro, scritto ma ancheDarwin Ma siamo scimmie da parte di madre o di padre, di Dario Fo illustrato, da Dario Fo. Pubblicato dall’editore Chiarelettere nel settembre 2016, poco prima della scomparsa dell’eclettico autore, è un breve saggio, in cui Fo ripercorre gli anni in cui Darwin elaborò e poi presentò al mondo la teoria sull’evoluzione della specie.

Il punto di forza del libro: è l’energia positiva che emerge da questo piccolo libro, che mescola la storia come è realmente accaduta (il titolo viene dalla provocazione con cui un vescovo anglicano aggredì un sostenitore di Darwin durante una conferenza) alle costruzioni comiche che rimandano alla commedia dell’arte. A ciò si aggiungono gli acquerelli di Fo, riprodotti a colori nel libro e che ricordano i bozzetti di una sceneggiatura, vividi e originali.

Perché leggere Darwin – Ma siamo scimmie da parte di padre o di madre?: perché parla di scienza in maniera leggera e intelligente, trovando un nuovo modo di approcciare argomenti relegati spesso ai soli libri di scuola. E perché, tra il fruscio delle pagine, sembra di sentire il rimbombo della voce di Dario Fo, mentre ricostruisce l’incontro di Darwin con uno sciamano delle Galapagos. E, se non fosse per lo schienale troppo morbido e la temperatura confortevole, parrebbe quasi di trovarsi a teatro.

Genere: saggio

Cani, gatti e coccole, di Serge Ciccotti e Nicolas Guéguen

Cani, gatti e coccole è un libro di Serge Ciccotti e Nicolas Guéguen, due psicologi eCani gatti e coccole, di Serge Ciccotti e Nicolas Guéguen ricercatori francesi. Uscito in Italia nel 2011 per la Franco Angeli Edizioni, si presenta come un saggio sugli animali domestici, cani e gatti in primis, proponendosi di rispondere, grazie all’evidenza scientifica di studi, esperimenti e ricerche, alle domande più classiche sul rapporto con i nostri amici a quattrozampe. Si scopre così, ad esempio, se il gatto si affeziona più alla casa o al padrone, se chi possiede un cane è più in salute di chi non ha nemmeno un pesce rosso, se i proprietari di cani sono più attraenti, se avere un gatto diminuisce il rischio di allergie, se i bambini che crescono con un animale in casa diventano più intelligenti, socievoli ed empatici di chi un animale lo vede solo sullo schermo, se introdurre animali da compagnia nelle carceri riduce il tasso di recidive, e molto altro ancora.

Il punto di forza del libro. La competenza e la professionalità di Ciccotti e Guéguen, unite all’ottima traduzione di Renzo Ardiccioni, sono indiscutibili punti di forza. E lo sono pure il tono leggero e lo stile discorsivo con cui sono presentate anche le ricerche più minuziose. Ma altrettanto importante per questo libro è la copertina di Elena Pellegrini, con buffi cagnolini e deliziosi gattini stilizzati. Perché è vero che un libro si legge per il suo contenuto. Ma sono spesso una copertina particolare o un titolo accattivante che invitano il lettore a prenderlo dallo scaffale.

Perché leggere Cani, gatti e coccole: perché, ben nascosto sotto una lettura piacevole e veloce, sorprendente e spiritosa, si scopre un serio e rigoroso saggio di psicologia (come dimostrano le tredici pagine di bibliografia alla fine del testo). E proprio per questo il libro assume ancora più valore. Dai romanzi basati su vicende realmente accadute o dalle raccolte di notizie e curiosità prese da Internet e giornali, come pure da esperienze personali, sappiamo quanto cani e gatti siano preziosi compagni della nostra vita. Cani, gatti e coccole conferma l’aneddottica con l’analisi, le “leggende metropolitane” con gli esperimenti scientifici, conferendo solida razionalità alla nostra istintiva passione per i cani, i gatti, ma anche per cavalli, coniglietti, criceti, delfini, scimmie cappuccine,…

Genere: saggio

La scienza in valigia, di Jacopo Pasotti

La scienza in valigia è un saggio di Jacopo Pasotti, uscito nel 2016 per Codice Edizioni.La scienza in valigia di Jacopo Pasotti Pasotti, già autore di La scienza in vetta, è geologo, giornalista scientifico e fotografo, e le sue competenze e conoscenze risultano preziose in questo piccolo, ma corposo, manuale di viaggio.

Il punto di forza del libro: è la rara capacità di spiegare concetti scientifici con un linguaggio semplice e preciso, accattivante e rigoroso. Da come e perché si muovono i monsoni e gli alisei, ai cibi che disinfettano (come il tè, che forse, anche per questo, è una delle bevande più diffuse al mondo). Da quanto si consuma a viaggiare in auto, in treno o in aereo, a quanti alberi si dovrebbero piantare per compensare la CO2 prodotta con il viaggio. Dalla risposta alla domanda “è vero che gli uomini hanno un migliore senso dell’orientamento delle donne?” a “Perché alcuni aerei lasciano scie e altri no?”.  Pasotti passa con naturalezza dalla botanica alla meteorologia, dalla geografia all’economia del turismo, dall’etologia alla storia, senza dimenticare consigli di viaggio, curiosità e leggende metropolitane.

Perché leggere La scienza in valigia: perché non è solo un libro utile per chi viaggia, ma è prima di tutto un testo interessante, spesso divertente, un libro da leggere anche se ai sedili degli aerei si preferiscono i cuscini del divano. E perché è una lettura originale, intelligente, che merita una convinta ed entusiasta recensione positiva.

Genere: saggio

Esercizi di meraviglia, di Vittoria Baruffaldi

Esercizi di meraviglia – Fare la mamma con filosofia di Vittoria Baruffaldi, pubblicatoEsercizi di meraviglia Fare la mamma con filosofia, Vittoria Baruffaldi da Einaudi Editore nel 2016, è un libro a metà tra un saggio e un’autobiografia. La Baruffaldi mette insieme Schopenhauer e Peppa Pig, Rousseau e la Panda, Aristotele e i giardinetti, il tutto stemperato con leggera ironia, ritrovando la filosofia in ogni aspetto del rapporto madre-figlio.

Il punto di forza del libro: è lo scoprire, insieme all’autrice, quanto lo filosofia faccia parte della nostra vita. Il libro diventa quasi un piccolo manuale, che spinge a riconsiderare alcune nostre frenesie di adulti e ad aprirsi al mondo con la spontaneità dei bambini. Come scrive l’autrice: “Per rinascere bisogna passare da zone d’ombra a zone di luce; attraversare il nulla. Spogliarsi dalle speranze altrui, come un bambino che scappa in giro per la casa nudo e libero, fino a riconoscersi davvero per quello che si è“.

Perché leggere Esercizi di meraviglia: perché è un libro particolare, nato da un blog altrettanto originale come La filosofia secondo babyP. E perché è un libro di un’autrice italiana dallo stile fresco e al contempo profondo, una nuova, bella sorpresa per la letteratura italiana.

Genere: saggio

La situazione è grammatica, di Andrea De Benedetti

“La situazione è grammatica” è un saggio di Andrea De Benedetti, pubblicato nel 2015Copertina libro La situazione è grammatica, Andrea De Benedetti da Einaudi. In ventisette brevi capitoli, l’autore presenta i più tipici (e fastidiosi) errori di grammatica, dall’utilizzo approssimativo della punteggiatura, all’uso zoppicante dei tempi verbali, fino all’impiego di locuzioni e termini che, grazie anche alla diffusione tramite la televisione e il web, stanno velocemente sovvertendo proprio le regole che, fino a pochi anni fa, li bocciavano come sbagliati.

Il punto di forza del libro: è la vivacità culturale di De Benedetti, che arricchisce il libro di storia e letteratura, riferimenti alla fisica ma anche al gossip, alla politica e all’informatica, e sempre con una scrittura fluida e comprensibile, spesso ironica e scanzonata. Questo libro, così come altri, è l’esempio di come la classificazione per genere, pur necessaria per non perdersi nell’oceano della produzione letteraria, rischi di allontanare quel lettore amante dei romanzi da un saggio che è più appassionante di molti gialli e più divertente di tanta narrativa umoristica. Che poi “La situazione è grammatica” sia anche un testo utile è pregio da non sottovalutare, posto che in italiano scriviamo tutti i giorni, fosse anche uno sgangherato sms.

Perché leggere La situazione è grammatica: per numerosi motivi (perché è utile, perché è scritto in modo chiaro e scorrevole, perché l’argomento è originale) ed essenzialmente per uno: perché fa ridere.

 Genere: saggio (umoristico)

Il potere del miao, di Marina Mander

“Il potere del miao”, pubblicato da Mondadori nel 2015, è un piccolo saggio di Marina Mander. Totalmente incentrato sul rapporto che lega l’autrice ai suoi gatti, mescola spezzoni di vita, riflessioniCopertina Il potere del miao, di Marina Mander filosofiche e sottile umorismo, seguendo un filo non cronologico ma felinamente logico.

Il punto di forza del libro: è il modo che ha la Mander di saltare, come solo un elegante felino può fare, da un argomento all’altro, da un gatto all’altro. Ogni tanto l’autrice fa un riferimento alla sua vita, cita un personaggio famoso, racconta un’esperienza vissuta, ma sempre con grazia, spesso solo con delicati accenni, che non aprono mai troppo la porta ai rimpianti o ai rancori.

Perché leggere Il potere del miao: perché sta a metà tra un saggio e un romanzo, e di entrambi prende le parti migliori. E perché è un libro d’amore, amore per i gatti certo, ma amore soprattutto per la vita.

Genere: saggio

I tre giorni di Pompei, di Alberto Angela

Genere: saggio (storico)

“I tre giorni di Pompei”, libro di Alberto Angela uscito nel 2014 per Rizzoli, sta a metà tra un saggio e un romanzo storico. Il racconto dei fatidici “ultimi tre giorni di Pompei” si basa su precisi datiI tre giorni di Pompei storici e su famosi ritrovamenti archeologici, e ricostruisce puntualmente la vita di questa città (e della vicina Ercolano) così come si svolgeva nel 79 d.C.

Il punto di forza del libro: è la scelta di attenersi ai fatti accaduti e ai personaggi esistiti, nella giusta convinzione che possano rivelarsi per il lettore molto più appassionanti e interessanti della finzione letteraria. Di ogni abitante citato, Angela ripercorre la vita (e spesso la morte) così come gli scritti dell’epoca e i reperti ci raccontano. Se poi le certezze mancano, l’autore avanza caute e probabili ipotesi, proponendo parallelismi con episodi analoghi e motivando scientificamente ogni supposizione.

Perché leggere I tre giorni di Pompei: perché l’inconfondibile stile divulgativo di Alberto Angela fa di questo libro l’ulteriore riprova delle doti espositive dell’autore, unite, naturalmente, a competenze storiche, archeologiche e artistiche. La delicatezza, a volte la poesia, con cui Angela narra le ultime ore di vita di persone reali (non così diverse da noi come il tempo trascorso lascerebbe pensare) trasforma l’eccellente documentario in un testo di ottima letteratura.

E perché anche qui, come già detto per Quilici, è incoraggiante vedere come il successo di questo autore sia basato su capacità personali indiscutibili, che rendono questo libro (come già i precedenti) una lettura altamente consigliata.