Vox, di Christina Dalcher

Vox è il romanzo d’esordio di Christina Dalcher, una sorta di diario fittizio su unRomanzo Vox di Christina Dalcher agghiacciante futuro distopico. Uscito in Italia nel 2018 per la casa editrice Nord, il libro si basa su un’idea semplice e spiazzante: negli Stati Uniti una nuova legge impone alle donne, fin dalla nascita, di portare un braccialetto al polso che conti il numero di parole che ognuna pronuncia in una giornata, emettendo poi una forte scarica elettrica al raggiungimento della centesima parola. Così ogni donna smette di parlare, ma anche di lavorare, di uscire, di vivere; le bambine non solo non imparano a parlare, ma nemmeno a leggere e a scrivere, condannate a una vita da schiave, ovviamente mute, degli uomini. Così è per la dottoressa Jean McClellan e per sua figlia Sonia, cristallizzate in un presente silenzioso destinato a peggiorare. Ma Jean è un’esperta in disturbi del linguaggio  e quando le sue competenze scientifiche vengono richieste dal Presidente, si profila l’opportunità di fare qualcosa per cambiare il proprio destino e quello di tutte le donne americane.

Il punto di forza del libro: è l’idea su cui si basa, talmente assurda e terrificante da far sorgere il dubbio che, un giorno, qualcuno potrebbe trovarla ragionevole. Il romanzo in realtà è poi un po’ debole in alcuni punti, soprattutto nelle ultime pagine, dove l’autrice usa un artificio per non dilungarsi a raccontare i singoli avvenimenti che portano al finale. Finale che è anche troppo semplicistico e buonista, un finale che accontenta un po’ tutti e forse scontenta quei lettori che avrebbero voluto qualche capitolo e molta azione in più.

Perché è un libro da leggere: perché fa riflettere su disuguaglianza e sopraffazione, concetti che devono essere accuratamente eliminati da ogni ambito umano, partendo da quello sociale e passando per l’economico e il politico. Perché è un “primo romanzo” e merita la comprensione tributata a chi compie un’opera importante, anche se non perfetta. E infine perché parla di futuro, e sta ad ognuno di noi costruirlo su fondamenta solide fatte di parità, rispetto e dignità.

Genere: romanzo giallo (distopico)
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Fiori sopra l’inferno, di Ilaria Tuti

Fiori sopra l’inferno, pubblicato da Longanesi nel 2018, è il primo romanzo di Ilaria Tuti,Fiori sopra l'inferno di Ilaria Tuti già scrittrice di racconti per i Gialli Mondadori. Il racconto inizia in un inquietante orfanotrofio in Austria, nel 1978, dove i bambini sono contrassegnati con un numero. Le immagini dell’orfanotrofio ritornano spesso nel racconto, come angoscianti flash back, funzionali al dipanarsi della storia principale. In questa, ambientata ai giorni nostri a Travenì, un immaginario paesino di montagna del Friuli, un assassino sembra uscire dal bosco per ghermire e torturare le sue vittime con animalesca ferocia. Teresa Battaglia è il commissario di polizia che si occupa del caso, una donna forte e segnata dalla vita, che, con la sua fermezza e intelligenza, si è conquistata il rispetto di tutta la sua squadra. Massimo Marini è l’ispettore che la affianca, fresco di trasferimento, impreparato a muoversi tra i boschi innevati, nonché a trattare con la chiusa comunità locale. Lucia, Mathias, Diego e Oliver, quattro amici tra i nove e i dieci anni, sono i bambini che il paese di Travenì dovrebbe proteggere.

Il punto di forza del libro: è la principale ambientazione del libro, un bosco imbiancato di neve, che nasconde, sotto un ipocrita candore, inaudite crudeltà e violenze. Ma anche il modo in cui la Tuti ha creato Teresa Battaglia, una detective dagli spigoli taglienti, e il suo braccio destro, Marini, il quale, insieme al lettore, impara a conoscere e ad apprezzare il suo capo lungo lo scorrere delle pagine.

Perché è un libro da leggere: già il fatto che sia di una scrittrice italiana, con un passato che mescola studi in economia e un lavoro come illustratrice, è un motivo sufficiente per staccare questo libro dallo scaffale e portarselo a casa. Aprirlo e trovarci dentro un mondo antico eppur raccontato in maniera nuova ed emozionante, capace di trasmettere brividi non solo di paura ma addirittura di freddo, è una scoperta inattesa. Fiori sopra l’inferno è un romanzo che parla di bambini ma che non è per bambini, e non (solo) per l’atrocità con cui vengono compiuti gli omicidi: raggelante è la vicinanza e la mescolanza di normalità e degenerazione, il confine labile tra colpa e giustificazione.

Genere: romanzo giallo/thriller

Il prezzo dei soldi, di Petros Markaris

Il prezzo dei soldi è il decimo romanzo di Petros Markaris con protagonista ilCopertina Il prezzo dei soldi di Petros Markaris commissario Kostas Charitos. Uscito in Italia nel 2017, per l’editore La nave di Teseo, è ambientato in un attualissimo presente, dove però la Grecia si sta risollevando dalla sua crisi economica e finanziaria grazie a cospicui quanto misteriosi flussi di denaro. Il nuovo governo, formato da una squadra di giovani politici riunitisi nel Kean, il Partito del Cambiamento Nazionale, ha messo mano alle proprietà statali, privatizzandole, e ha riorganizzato il mercato del lavoro e il sistema previdenziale. Nuove banche hanno iniziato ad aprire filiali in Grecia e le compagnie di navigazione, che avevano spostato la loro sede a Londra, cominciano a ritornare al Pireo. C’è più di un motivo per gioire della situazione. Ma tre omicidi inquietano il commissario Charitos. Sembrano furti e rapine finiti male, eppure Charitos non riesce a convincersi. La sua incapacità di capire, e accettare, i giochi di potere rischierà, anche questa volta, di metterlo nei guai

Il punto di forza del libro: è la città di Atene, con il suo traffico caotico, le strade dai nomi impronunciabili, la cucina varia e gustosa, che Markaris descrivere sempre con evidente piacere. Per chi conosce la capitale greca, è divertente seguire il commissario nella sua lotta quotidiana per spostarsi in auto da un punto all’altro della città, mentre, a casa, la moglie Adriana sta cucinando la maghiritsa o i ghemistà.

Perché leggere Il prezzo dei soldi: perché Charitos è un personaggio concreto e reale, di cui si apprezzano pregi e difetti. Perché la scrittura di Markaris è originale, secca, tutta al presente. Il flusso di parole a volte si inceppa, quasi fossero i pensieri di Charitos. E allora il commissario prende il Dimitrakos, il dizionario di greco moderno, e cerca tra le sue pagine gli indizi che i soli vocabili non riescono a dargli. E infine perché è un libro ambientato in Grecia, un luogo dove la storia millenaria fa a gara con i paesaggi incantevoli, la deliziosa cucina con la cordialità delle persone.

Genere: romanzo giallo (poliziesco)

La donna che sparì con un libro, di Idra Novey

La donna che sparì con un libro è il primo rimanzo di Idra Novey, uscito in Italia perRomanzo giallo La donna che sparì con un libro di Idra Novey Garzanti nel 2016. La Novey è traduttrice dal portoghese per l’editoria statunitense e la sua passione per il Brasile pervade tutto il racconto. Beatriz Yagoda è una famosa quanto stravagante autrice brasiliana. Un giorno, “in un parco fatiscente della zona più fatiscente di Copacabana” Beatriz scompare, senza apparente motivo. Emma Neufeld, la sua traduttrice, viene contattata da un amico di Beatriz, Flamenguinho, che le chiede aiuto per ritrovarla. Atterrata a Rio, Emma scopre presto che il presunto amico è invece uno strozzino, che sta cercando la scrittrice per riavere i soldi che le ha prestato. Tra la paura di Flamenguinho e l’attrazione che prova verso Marcus, il figlio di Beatriz, Emma non può fare altro che tentare di rintracciare la scrittrice, usando i suoi racconti come indizi per ritrovarla.

Il punto di forza del libro: è il modo in cui la Novey racconta il Brasile, dal lusso decadente degli edifici coloniali alla feroce desolazione di un ristorante di periferia, dal caldo soffocante delle strade di Salvador alla frescura di una camera in penombra, dal gusto piccante degli acarajé alla dolcezza dei brigadeiros al cioccolato. Una doppia anima che si ritrova anche nei personaggi, trasformando i cacciatori in vittime e le vittime in carnefici.

Perché leggere La donna che sparì con un libro: perché la Novey ha uno stile originale, che alla narrazione mescola citazioni che paiono prese da un dizionario, stralci di email, strilli di radiogiornali. Perché presenta qualche colpo di scena un po’ spiazzante, di sicuro impatto, anche se forse non adatto ai giovani lettori. E perché è un romanzo ambientato in Brasile, destinazione vivace e controversa, che merita di essere conosciuta.

Genere: romanzo giallo

Il libro degli specchi, di Eugen Ovidiu Chirovici

Il libro degli specchi  è un romanzo giallo del 2017, scritto da E.O. Chirovici e pubblicatoIl libro degli specchi di E. O. Chirovici in Italia da Longanesi. Il libro inizia con una lettera, che l’agente letterario Peter Katz riceve da Richard Flynn. Flynn sostiene di aver scoperto, a trent’anni di distanza, chi sia il colpevole in un omicidio che lo aveva visto tra i sospettati. Per questo ha inviato a Katz i primi sei capitoli di un manoscritto, dichiarandosi disponibile a mandare il resto del libro nel caso una casa editrice voglia pubblicarlo. L’estratto del manoscritto è interessante e ben scritto e l’agente letterario contatta Flynn per leggere il seguito. Ma l’uomo è in ospedale, gravemente malato e la sua compagna, Danna, non ha idea di dove possa essere il testo, che Flynn, nella lettera a Katz, aveva detto di voler intitolare Il libro degli specchi. Katz chiede quindi aiuto all’amico John Keller, cronista con un gran fiuto per le indagini. Keller tenterà di ricostruire quanto accaduto nel 1987, ritrovando l’ambigua Laura Baines, diventata nel frattempo una famosa professoressa di psicologia, e lo sfuggente Derek Simmons, ex internato in un ospedale psichiatrico per l’omicidio della moglie.

Il punto di forza del libro: è la narrazione a quattro voci, partendo dal protagonista, Richard Flynn, passando per l’agente letterario, Peter Katz, il cronista John Keller, fino ad arrivare al poliziotto in pensione Roy Freeman. Ognuno ricompone un pezzo della storia, facendo avanzare il lettore nella comprensione di un mistero che però continua a sfuggire, come l’immagine riflessa su una sequenza di specchi.

Perché leggere Il libro degli specchi: perché è un romanzo giallo ben scritto, un thriller che mescola piacevolmente il racconto poliziesco con l’autobiografia. Chirovici preferisce concentrarsi sulla narrazione dei personaggi, aprendo finestre sulla loro vita, piuttosto che indugiare sulla violenza, fisica e psicologia, che fa da spunto alla trama. Anche per questo Il libro degli specchi è un libro da leggere.

Genere: romanzo giallo

Il gatto del ristorante cinese, di Giorgio Celli

Il gatto del ristorante cinese, romanzo di Giorgio Celli uscito nel 2007, appartiene allaIl gatto del ristorante cinese, libro giallo di Giorgio Celli collana Gattingiallo di Morganti Editore. E proprio un giallo è quello che deve risolvere il commissario di polizia Angelo Michielucci quando viene ritrovato in un vicolo di Bologna il cadavere di Lucio Portinari. Portinari si era presentato qualche tempo prima al ristorante cinese di Kuo come un benefattore, proponendogli un’idea innovativa per portare nuovi clienti nel locale. A Rho, il gatto siamese di Kuo, il misterioso filantropo non era piaciuto, e aveva cercato a suo modo di avvertire il padrone. Quando poi il comportamento ambiguo di Portinari aveva coinvolto anche Demostene, proprietario del ristorante dall’altra parte della strada, ecco che qualcuno aveva deciso di mettere fine ai maneggi dell’equivoco soggetto.

Il punto di forza del libro: verrebbe da dire “i gatti“, che sono protagonisti di questo e di molti altri libri dell’entomologo Celli. Ma sarebbe togliere merito all’autore, che, indipendentemente dal gatto Rho, ha saputo creare una storia originale. Tra le strade di una Bologna che resta in penombra, si muovono personaggi vividi, a volte irritanti, spesso commoventi, che l’autore fa abilmente vivere con brevi dialoghi, con descrizioni appena accennate.

Perché leggere Il gatto del ristorante cinese: perché è un libro giallo con una trama semplice eppure avvincente, e perché è un romanzo veloce, piacevole, da leggere in treno o in autobus, mentre scorci di Italia scorrono fuori dal finestrino. E anche perché, ad aiutare il commissario Michielucci nell’indagine, c’è un affascinante gatto siamese, e pure questo non è un motivo trascurabile per una recensione positiva.

Genere: romanzo giallo