Vox, di Christina Dalcher

Vox è il romanzo d’esordio di Christina Dalcher, una sorta di diario fittizio su unRomanzo Vox di Christina Dalcher agghiacciante futuro distopico. Uscito in Italia nel 2018 per la casa editrice Nord, il libro si basa su un’idea semplice e spiazzante: negli Stati Uniti una nuova legge impone alle donne, fin dalla nascita, di portare un braccialetto al polso che conti il numero di parole che ognuna pronuncia in una giornata, emettendo poi una forte scarica elettrica al raggiungimento della centesima parola. Così ogni donna smette di parlare, ma anche di lavorare, di uscire, di vivere; le bambine non solo non imparano a parlare, ma nemmeno a leggere e a scrivere, condannate a una vita da schiave, ovviamente mute, degli uomini. Così è per la dottoressa Jean McClellan e per sua figlia Sonia, cristallizzate in un presente silenzioso destinato a peggiorare. Ma Jean è un’esperta in disturbi del linguaggio  e quando le sue competenze scientifiche vengono richieste dal Presidente, si profila l’opportunità di fare qualcosa per cambiare il proprio destino e quello di tutte le donne americane.

Il punto di forza del libro: è l’idea su cui si basa, talmente assurda e terrificante da far sorgere il dubbio che, un giorno, qualcuno potrebbe trovarla ragionevole. Il romanzo in realtà è poi un po’ debole in alcuni punti, soprattutto nelle ultime pagine, dove l’autrice usa un artificio per non dilungarsi a raccontare i singoli avvenimenti che portano al finale. Finale che è anche troppo semplicistico e buonista, un finale che accontenta un po’ tutti e forse scontenta quei lettori che avrebbero voluto qualche capitolo e molta azione in più.

Perché è un libro da leggere: perché fa riflettere su disuguaglianza e sopraffazione, concetti che devono essere accuratamente eliminati da ogni ambito umano, partendo da quello sociale e passando per l’economico e il politico. Perché è un “primo romanzo” e merita la comprensione tributata a chi compie un’opera importante, anche se non perfetta. E infine perché parla di futuro, e sta ad ognuno di noi costruirlo su fondamenta solide fatte di parità, rispetto e dignità.

Genere: romanzo giallo (distopico)

Fiori sopra l’inferno, di Ilaria Tuti

Fiori sopra l’inferno, pubblicato da Longanesi nel 2018, è il primo romanzo di Ilaria Tuti,Fiori sopra l'inferno di Ilaria Tuti già scrittrice di racconti per i Gialli Mondadori. Il racconto inizia in un inquietante orfanotrofio in Austria, nel 1978, dove i bambini sono contrassegnati con un numero. Le immagini dell’orfanotrofio ritornano spesso nel racconto, come angoscianti flash back, funzionali al dipanarsi della storia principale. In questa, ambientata ai giorni nostri a Travenì, un immaginario paesino di montagna del Friuli, un assassino sembra uscire dal bosco per ghermire e torturare le sue vittime con animalesca ferocia. Teresa Battaglia è il commissario di polizia che si occupa del caso, una donna forte e segnata dalla vita, che, con la sua fermezza e intelligenza, si è conquistata il rispetto di tutta la sua squadra. Massimo Marini è l’ispettore che la affianca, fresco di trasferimento, impreparato a muoversi tra i boschi innevati, nonché a trattare con la chiusa comunità locale. Lucia, Mathias, Diego e Oliver, quattro amici tra i nove e i dieci anni, sono i bambini che il paese di Travenì dovrebbe proteggere.

Il punto di forza del libro: è la principale ambientazione del libro, un bosco imbiancato di neve, che nasconde, sotto un ipocrita candore, inaudite crudeltà e violenze. Ma anche il modo in cui la Tuti ha creato Teresa Battaglia, una detective dagli spigoli taglienti, e il suo braccio destro, Marini, il quale, insieme al lettore, impara a conoscere e ad apprezzare il suo capo lungo lo scorrere delle pagine.

Perché è un libro da leggere: già il fatto che sia di una scrittrice italiana, con un passato che mescola studi in economia e un lavoro come illustratrice, è un motivo sufficiente per staccare questo libro dallo scaffale e portarselo a casa. Aprirlo e trovarci dentro un mondo antico eppur raccontato in maniera nuova ed emozionante, capace di trasmettere brividi non solo di paura ma addirittura di freddo, è una scoperta inattesa. Fiori sopra l’inferno è un romanzo che parla di bambini ma che non è per bambini, e non (solo) per l’atrocità con cui vengono compiuti gli omicidi: raggelante è la vicinanza e la mescolanza di normalità e degenerazione, il confine labile tra colpa e giustificazione.

Genere: romanzo giallo/thriller

Il prezzo dei soldi, di Petros Markaris

Il prezzo dei soldi è il decimo romanzo di Petros Markaris con protagonista ilCopertina Il prezzo dei soldi di Petros Markaris commissario Kostas Charitos. Uscito in Italia nel 2017, per l’editore La nave di Teseo, è ambientato in un attualissimo presente, dove però la Grecia si sta risollevando dalla sua crisi economica e finanziaria grazie a cospicui quanto misteriosi flussi di denaro. Il nuovo governo, formato da una squadra di giovani politici riunitisi nel Kean, il Partito del Cambiamento Nazionale, ha messo mano alle proprietà statali, privatizzandole, e ha riorganizzato il mercato del lavoro e il sistema previdenziale. Nuove banche hanno iniziato ad aprire filiali in Grecia e le compagnie di navigazione, che avevano spostato la loro sede a Londra, cominciano a ritornare al Pireo. C’è più di un motivo per gioire della situazione. Ma tre omicidi inquietano il commissario Charitos. Sembrano furti e rapine finiti male, eppure Charitos non riesce a convincersi. La sua incapacità di capire, e accettare, i giochi di potere rischierà, anche questa volta, di metterlo nei guai

Il punto di forza del libro: è la città di Atene, con il suo traffico caotico, le strade dai nomi impronunciabili, la cucina varia e gustosa, che Markaris descrivere sempre con evidente piacere. Per chi conosce la capitale greca, è divertente seguire il commissario nella sua lotta quotidiana per spostarsi in auto da un punto all’altro della città, mentre, a casa, la moglie Adriana sta cucinando la maghiritsa o i ghemistà.

Perché leggere Il prezzo dei soldi: perché Charitos è un personaggio concreto e reale, di cui si apprezzano pregi e difetti. Perché la scrittura di Markaris è originale, secca, tutta al presente. Il flusso di parole a volte si inceppa, quasi fossero i pensieri di Charitos. E allora il commissario prende il Dimitrakos, il dizionario di greco moderno, e cerca tra le sue pagine gli indizi che i soli vocabili non riescono a dargli. E infine perché è un libro ambientato in Grecia, un luogo dove la storia millenaria fa a gara con i paesaggi incantevoli, la deliziosa cucina con la cordialità delle persone.

Genere: romanzo giallo (poliziesco)

La donna che sparì con un libro, di Idra Novey

La donna che sparì con un libro è il primo rimanzo di Idra Novey, uscito in Italia perRomanzo giallo La donna che sparì con un libro di Idra Novey Garzanti nel 2016. La Novey è traduttrice dal portoghese per l’editoria statunitense e la sua passione per il Brasile pervade tutto il racconto. Beatriz Yagoda è una famosa quanto stravagante autrice brasiliana. Un giorno, “in un parco fatiscente della zona più fatiscente di Copacabana” Beatriz scompare, senza apparente motivo. Emma Neufeld, la sua traduttrice, viene contattata da un amico di Beatriz, Flamenguinho, che le chiede aiuto per ritrovarla. Atterrata a Rio, Emma scopre presto che il presunto amico è invece uno strozzino, che sta cercando la scrittrice per riavere i soldi che le ha prestato. Tra la paura di Flamenguinho e l’attrazione che prova verso Marcus, il figlio di Beatriz, Emma non può fare altro che tentare di rintracciare la scrittrice, usando i suoi racconti come indizi per ritrovarla.

Il punto di forza del libro: è il modo in cui la Novey racconta il Brasile, dal lusso decadente degli edifici coloniali alla feroce desolazione di un ristorante di periferia, dal caldo soffocante delle strade di Salvador alla frescura di una camera in penombra, dal gusto piccante degli acarajé alla dolcezza dei brigadeiros al cioccolato. Una doppia anima che si ritrova anche nei personaggi, trasformando i cacciatori in vittime e le vittime in carnefici.

Perché leggere La donna che sparì con un libro: perché la Novey ha uno stile originale, che alla narrazione mescola citazioni che paiono prese da un dizionario, stralci di email, strilli di radiogiornali. Perché presenta qualche colpo di scena un po’ spiazzante, di sicuro impatto, anche se forse non adatto ai giovani lettori. E perché è un romanzo ambientato in Brasile, destinazione vivace e controversa, che merita di essere conosciuta.

Genere: romanzo giallo

Il libro degli specchi, di Eugen Ovidiu Chirovici

Il libro degli specchi  è un romanzo giallo del 2017, scritto da E.O. Chirovici e pubblicatoIl libro degli specchi di E. O. Chirovici in Italia da Longanesi. Il libro inizia con una lettera, che l’agente letterario Peter Katz riceve da Richard Flynn. Flynn sostiene di aver scoperto, a trent’anni di distanza, chi sia il colpevole in un omicidio che lo aveva visto tra i sospettati. Per questo ha inviato a Katz i primi sei capitoli di un manoscritto, dichiarandosi disponibile a mandare il resto del libro nel caso una casa editrice voglia pubblicarlo. L’estratto del manoscritto è interessante e ben scritto e l’agente letterario contatta Flynn per leggere il seguito. Ma l’uomo è in ospedale, gravemente malato e la sua compagna, Danna, non ha idea di dove possa essere il testo, che Flynn, nella lettera a Katz, aveva detto di voler intitolare Il libro degli specchi. Katz chiede quindi aiuto all’amico John Keller, cronista con un gran fiuto per le indagini. Keller tenterà di ricostruire quanto accaduto nel 1987, ritrovando l’ambigua Laura Baines, diventata nel frattempo una famosa professoressa di psicologia, e lo sfuggente Derek Simmons, ex internato in un ospedale psichiatrico per l’omicidio della moglie.

Il punto di forza del libro: è la narrazione a quattro voci, partendo dal protagonista, Richard Flynn, passando per l’agente letterario, Peter Katz, il cronista John Keller, fino ad arrivare al poliziotto in pensione Roy Freeman. Ognuno ricompone un pezzo della storia, facendo avanzare il lettore nella comprensione di un mistero che però continua a sfuggire, come l’immagine riflessa su una sequenza di specchi.

Perché leggere Il libro degli specchi: perché è un romanzo giallo ben scritto, un thriller che mescola piacevolmente il racconto poliziesco con l’autobiografia. Chirovici preferisce concentrarsi sulla narrazione dei personaggi, aprendo finestre sulla loro vita, piuttosto che indugiare sulla violenza, fisica e psicologia, che fa da spunto alla trama. Anche per questo Il libro degli specchi è un libro da leggere.

Genere: romanzo giallo

Il gatto del ristorante cinese, di Giorgio Celli

Il gatto del ristorante cinese, romanzo di Giorgio Celli uscito nel 2007, appartiene allaIl gatto del ristorante cinese, libro giallo di Giorgio Celli collana Gattingiallo di Morganti Editore. E proprio un giallo è quello che deve risolvere il commissario di polizia Angelo Michielucci quando viene ritrovato in un vicolo di Bologna il cadavere di Lucio Portinari. Portinari si era presentato qualche tempo prima al ristorante cinese di Kuo come un benefattore, proponendogli un’idea innovativa per portare nuovi clienti nel locale. A Rho, il gatto siamese di Kuo, il misterioso filantropo non era piaciuto, e aveva cercato a suo modo di avvertire il padrone. Quando poi il comportamento ambiguo di Portinari aveva coinvolto anche Demostene, proprietario del ristorante dall’altra parte della strada, ecco che qualcuno aveva deciso di mettere fine ai maneggi dell’equivoco soggetto.

Il punto di forza del libro: verrebbe da dire “i gatti“, che sono protagonisti di questo e di molti altri libri dell’entomologo Celli. Ma sarebbe togliere merito all’autore, che, indipendentemente dal gatto Rho, ha saputo creare una storia originale. Tra le strade di una Bologna che resta in penombra, si muovono personaggi vividi, a volte irritanti, spesso commoventi, che l’autore fa abilmente vivere con brevi dialoghi, con descrizioni appena accennate.

Perché leggere Il gatto del ristorante cinese: perché è un libro giallo con una trama semplice eppure avvincente, e perché è un romanzo veloce, piacevole, da leggere in treno o in autobus, mentre scorci di Italia scorrono fuori dal finestrino. E anche perché, ad aiutare il commissario Michielucci nell’indagine, c’è un affascinante gatto siamese, e pure questo non è un motivo trascurabile per una recensione positiva.

Genere: romanzo giallo

Aristotele detective, di Margaret Doody

“Aristotele detective”, uscito nel 1999 in Italia per Sellerio Editore, é il primo romanzoCopertina libro Aristotele detective, di Margaret Doody che la scrittrice canadese Margaret Anne Doody dedica al famoso filosofo greco. La Doody lo immagina come un tranquillo cittadino di Atene, dedito solo alle lezioni al Liceo, ai libri e alla famiglia. Un interlocutore ideale per il giovane Stefanos, coinvolto suo malgrado nell’assassinio di Boutades, eminente cittadino ateniese. Stefanos ha frequentato il Liceo di Aristotele, ma lo ha dovuto abbandonare alla morte del padre, per provvedere alla madre, al fratello minore e alla zia Eudossia. La zia Eudossia, vedova, ha un unico figlio, Filemone, che é dovuto fuggire dalla cittá in quanto accusato di aver ucciso un uomo durante una rissa da taverna. E proprio Filemone, giá condannato una volta e impossibilitato a difendersi, diviene il capro espiatorio ideale per l’omicidio di Boutades. Stefanos chiede pertanto l’aiuto di Aristotele per difendere il cugino nelle tre prodicasìe e nel processo. Lo Stagirita lo manderá a indagare e a raccogliere informazioni e indizi, accompagnandolo nella risoluzione del caso senza mai muoversi di casa.

Il punto di forza di Aristotele detective: é lo stile di scrittura della Doody, che é corposo e fluido allo stesso tempo, dettagliato e scorrevole. É questo modo di scrivere dell’autrice che, ancor più delle ambientazioni (peraltro realistiche e perfettamente descritte), fa scivolare il lettore nell’Atene del 332 a.C., o, meglio, del primo anno della 112^ olimpiade.

Perché leggere Aristotele detective: perchè é un giallo storico molto ben costruito, che appassionerá chi ama i libri ambientati nell’antica Grecia. E perché alla fine sapere chi é l’assassino diventa quasi meno importante di seguire le argomentazioni filosofiche che la Doody mette in bocca ad Aristotele. Ma ho scritto “quasi”.

Genere: romanzo storico (giallo)

L’acqua del diavolo, di Cristina Lanaro

“L’acqua del diavolo”, uscito nel 2015 per la Attilio Fraccaro Editore, è un libro diL'acqua del diavolo, di Cristina Lanaro Cristina Lanaro, il secondo con protagonista il maresciallo dei Carabinieri Francesco Altasi. La storia, pur romanzata, prende spunto dalla realtà, così come reali sono i luoghi, anche se con qualche nome cambiato. Altasi è appena arrivato al Comando di Thiene, nell’Alto Vicentino, quando viene scoperto il cadavere di una maestra elementare in pensione. Il luogo del ritrovamento è una discarica, accanto a cui sorge un campo nomadi. Camion carichi di rifiuti non trattati, pozzi inquinati, un’integrazione difficile tra rom e locali, silenzi e bugie fanno da sfondo all’indagine di Altasi.

Il punto di forza del libro: è la caratterizzazione dei personaggi, che è vivida e ben costruita. Accanto ad Altasi troviamo il vice brigadiere Orpelli, scostante e poco amato dai colleghi, quanto prezioso amico per il maresciallo. E la giovane e coraggiosa maestra Sara, l’impeccabile quanto irritante agente Freso, l’intelligente cane Fernando. In parallelo, scorrono le storie di Tony, affascinante giornalista che indaga sulla discarica, della piccola rom Riana, di un’altra giovane nomade, Ael, che ha rinnegato il suo passato senza però riuscire a dimenticarlo.

Perché leggere L’acqua del diavolo: perché, pur trattandosi di un romanzo, e quindi di un’opera di fantasia, parla dell’inquinamento di terreni e falde acquifere, un problema reale e urgente, in ogni angolo del mondo. E perché nel libro la Lanaro affronta, con delicatezza, il tema dell’integrazione fra culture diverse, evitando sia i preconcetti che il buonismo. E infine perché “L’acqua del diavolo” è un romanzo onesto, scorrevole, adatto a tutti.

Genere: romanzo giallo

La verità della suora storta, di Andrea Vitali

“La verità della suora storta” è il secondo romanzo pubblicato nel 2015 da AndreaLa verità della suora storta, Andrea Vitali Vitali, prolifico autore lombardo. Uscito dopo “Le belle Cece”, sempre per Garzanti, è ambientato a Bellano, sul lago di Como, nella calda estate del 1970. Il giovane Sisto si è comprato un’Alfa Romeo Millenove per fare il tassista alla stazione ferroviaria. Ma una signora, scesa dal treno che arriva da Milano e diretta al cimitero, gli muore sul sedile posteriore. Il maresciallo Riverso indaga, la moglie e il prevosto del paese lo aiutano, la verità sembra nascondersi dietro una fotografia.

Il punto di forza del libro: è lo stile leggero e scanzonato di Vitali, unito a una storia ben strutturata e realistica. L’autore ci riporta nei luoghi della sua infanzia, e pare quasi di essere lì, sul lungolago estivo, quando l’unico refrigerio dall’afa si otteneva con “un gioco di finestre aperte”.

Perché leggere La verità della suora storta: perché l’alternanza dei punti di vista dei protagonisti, nonché di presente e passato, rende la lettura vivace e piacevole. E perché Vitali è ormai una certezza nel panorama letterario italiano. “La verità della suora storta” è quindi un libro consigliato, per tutte le età.

Genere: romanzo giallo

Si fa presto a dire Adriatico, di Fulvio Ervas

“Si fa presto a dire Adriatico”, pubblicato dall’editore Marcos y Marcos, è uscito nel 2013 in versione brossura. Si tratta della sesta avventura dell’ispettore Stucky, poliziotto metàCopertina libro Si fa presto a dire Adriatico, di Fulvio Ervas veneto e metà persiano, nato dalla penna di Fulvio Ervas. L’estate trevigiana avanza pigramente, mentre Stucky cerca di trovare qualcuno con cui trascorrere un paio di settimane al mare. La fidanzata Elena non può partire, lo zio Cyrus non vuole, e Stucky salta in sella alla sua Morini con il cane Argo come compagnia e la costa croata come destinazione. Mette le tende in un campeggio naturista, ma la sensazione di essere solo uno dei tanti corpi al sole dura poco. Un omicidio scombussola i campeggiatori e il senso del dovere dell’ispettore, perché “un poliziotto non va mai in vacanza”.

Il punto di forza del libro: è lo stile di Ervas, che riesce a intrecciare storie e personaggi  con sorprendente fluidità. L’indagine di Stucky e l’avventura dei pescatori di Chioggia, gli scogli dell’altra parte dell’Adriatico e la saporita cucina balcanica: il racconto si snoda come le strade tortuose che scendono e risalgono la costa croata, tenendo il lettore sempre attaccato alle pagine, desideroso di vedere cosa c’è dietro la prossima curva.

Perché leggere Si fa presto a dire Adriatico: perché l’autore riesce a descrivere un personaggio con un dettaglio, a spiegare una situazione con un dialogo, a raccontare la Storia con un ricordo. E perché Ervas è uno scrittore intelligente, brillante e originale, indipendentemente dal successo annunciato di “Se ti abbraccio non aver paura”.

Genere: romanzo giallo

Assassinio all’Ikea, di Giovanna Zucca

“Assassinio all’Ikea”, pubblicato nel 2015 da Fazi Editore, è un divertentissimo giallo diCopertina libro Assassinio all'Ikea di Giovanna Zucca Giovanna Zucca. O almeno la copertina suggerisce che sia un giallo, data l’immagine di un grosso coltello in puro stile Ikea, con tanto di prezzo stampato a fianco. In realtà, più che di misteri e omicidi, in questo libro si parla di vita. Di quella di Erminia, la narratrice, e della sua amica Anna Laura, di quella del commissario Loperfido (un nome, un programma) e della giovane ispettrice Esposito. E si racconta anche di mariti noiosi e amanti ancora più noiosi, di mamme piene di segreti e di figli dalle improvvise e insospettate capacità, di veraci amiche del Sud d’Italia e di complicate famiglie del Nord. Naturalmente il morto c’è, e per quanto riguarda l’assassino… qui di più non si può dire.

Il punto di forza del libro: è l’originalità della scrittura della Zucca. Finalmente una narrazione frizzante e moderna, a volte un po’ esplicita, ma comunque sempre perfettamente coerente con il racconto e la storia. Dialoghi brillanti, misti di veneto e di napoletano, ma con un uso dell’italiano acuto e vivace.

Perché leggere Assassinio all’Ikea: perché è un libro divertente, diverso dal solito, caustico. Perché sono quasi trecento pagine, ma si leggono in un attimo. Perché la storia sembra banale, eppure è raccontata in modo particolare e stravagante. Perché la Zucca ha scritto un ottimo libro in un ottimo stile, e di questi tempi non è una cosa così comune.

Genere: romanzo umoristico (giallo?)

I misteri di Chalk Hill, di Susanne Goga

“I misteri di Chalk Hill” è un romanzo della scrittrice tedesca Susanne Goga, uscito inCopertina libro I misteri di Chalk Hill, di Susanne Goga Italia nel 2015 per Giunti Editore. Ambientato nell’Inghilterra del Diciannovesimo secolo, tra le colline del Surrey e Londra, ha come protagonista Charlotte Pauly, istitutrice tedesca di Emily, figlia del deputato Sir Andrew Clayworth. Ellen, la madre di Emily, è morta in circostanze misteriose, e altrettanto inspiegabili sono i motivi per cui Sir Andrew ha proibito a tutti, figlia di compresa, di nominare la moglie morta. Ma la presenza di Ellen sembra non aver abbandonato la casa, al punto che Emily sostiene di parlare ancora con lei e di vederla. Affiancata dall’ironico Thomas Ashdown, caustico critico teatrale, Charlotte cercherà di aiutare la piccola Emily, che ormai sembra essere diventata pazza.

Il punto di forza del libro: è l’ambientazione del libro, tra dimore di campagna e sale da tè, passeggiate nei boschi e gite in carrozza, cene di gala e serate nei teatri londinesi, così come dovevano essere nel 1890. Come confessa l’autrice nell’epilogo, l’influenza di Jane Eyre si fa sentire, ma il libro è comunque originale, un piacevole romanzo storico, che si colora a tratti di giallo e a tratti di rosa.

Perchè leggere I misteri di Chalk Hill: per le atmosfere inglesi, per gli accenni alle favole tedesche, per la storia romantica, per i personaggi d’altri tempi. E anche per la scorrevolezza della scrittura e la precisa caratterizzazione dei protagonisti, che fanno di Susanne Goga un’ottima autrice.

Genere: romanzo storico (un po’ romantico, un po’ giallo)

Il labirinto occulto, di Luca Filippi

“Il labirinto occulto” è un romanzo storico, o meglio un noir storico, edito da una piccolaCopertina libro Il labirinto occulto, Luca Filippi e giovane casa editrice, la Leone Editore. L’autore, Luca Filippi, è laureato in Medicina, scienza che gli è stata preziosa per creare il suo protagonista, Tiberio di Castro. Siamo nel 1503 e Tiberio è speziale allo Spedale di Gorizia. In realtà le avventure di Tiberio di Castro iniziano nel dicembre del 1499, a Roma, dove è medico di fiducia del cardinale Farnese (“L’arcano della papessa. Intrigo alla corte dei Borgia”) e continuano nel 1500, quando lo speziale viene coinvolto negli intrighi di Caterina Sforza (“Sangue giudeo”). In questo terzo romanzo, Tiberio viene incaricato di indagare sulla morte sospetta di un mercante di libri, Janus de Visser. Ma presto viene lui stesso accusato di omicidio, dopo il ritrovamento del cadavere di un legato della corte d’Asburgo che doveva acquistare un misterioso manoscritto proprio dal De Visser. Isabella, figlia di Janus, lo aiuta a fuggire di prigione, grazie all’aiuto di un ambiguo monaco, Jean Christophe. Inseguiti dal bargello di Gorizia e dall’infido cardinale Guillaume Lafonte, cercheranno di risolvere insieme l’enigma che sta dietro i due omicidi.

Il punto di forza del libro: è l’originale connotazione storica, magistralmente ricostruita da Filippi. Gorizia e Venezia degli inizi del sedicesimo secolo diventano anche loro protagoniste di questo romanzo, grazie alle curate, ma mai noiose, descrizioni dell’autore. Le conoscenze mediche di Filippi, poi, rendono ancora più realistica e interessante la figura di Tiberio, un nuovo investigatore del passato che mescola intuito e scienza.

Perché leggere questo libro: perché è un libro che mette insieme personaggi reali e immaginari, creando un racconto storicamente valido e narrativamente avvincente. È un piacere seguire Tiberio nelle sue peripezie, assistendolo mentre mette in pratica le sue conoscenze mediche per curare poveri e potenti, per smascherare assassini o per svelare misteri (come quello del “divoratore di sudari“). E perché è un romanzo storico ambientato in Italia e scritto pure da un bravissimo autore italiano.

Genere: romanzo storico (giallo)

Lo schiavo di Roma, di Steven Saylor

“Lo schiavo di Roma” è il secondo capitolo della saga di Gordiano il Cercatore,Copertina libro Lo schiavo di Roma di Steven Saylor personaggio nato dalla fantasia di Steven Saylor. Pubblicato per l’Italia dal Gruppo Editoriale Mauri Spagnol, questo libro è ambientato otto anni dopo il primo romanzo, “Sangue su Roma”, di cui riprende solo i personaggi principali. È quindi possibile leggere il secondo romanzo senza aver letto il primo, anche se una lettura cronologica permette di apprezzare meglio i cambiamenti nella personalità dei protagonisti. È il 72 a.C. e Gordiano è un investigatore che si muove agli albori dell’Impero Romano, quando la Repubblica sta ormai cedendo sotto le spinte di Mario e Silla, Pompeo e Crasso. Spartaco e la rivolta degli schiavi infiammano l’Italia meridionale, mentre a Roma si attende il ritorno di Pompeo dalla Spagna per mettere fine ai disordini. Gordiano viene ingaggiato da un ricco quanto misterioso personaggio per indagare su un crimine che sembra legato all’insurrezione degli schiavi, un crimine che lo porta alle pendici del Vesuvio, in un paesaggio ancora intatto e ridente, ignaro di quanto accadrà un secolo e mezzo dopo.

Il punto di forza del libro: è l’originalità del racconto, che mescola personaggi inventati con figure realmente esistite, quali Marco Licinio Crasso e Marco Tullio Cicerone (qui, e ancor di più in “Sangue su Roma”). Saylor parte dai testi storici, come la “Vita di Crasso” di Plutarco, e ne ricava la base per un giallo avvincente, perfettamente inserito nel contesto temporale.

Perché leggere Lo schiavo di Roma: perché la scrittura di Saylor è fluente e piacevole; e perché è un ottimo romanzo storico, circostanziato e realistico, anche se, per certi passaggi più espliciti, non adatto a lettori troppo giovani.

Genere: romanzo storico (giallo)

L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, di Alice Basso

“L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome” è una novità della primavera 2015.Copertina libro L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome, di Alice Basso Pubblicato da Garzanti, è il primo romanzo di Alice Basso, già redattrice per diverse case editrici. Presentata come una storia di fantasia (anche se l’esperienza dell’autrice è evidente in molti passaggi), vede protagonista Silvana (detta Vani) Sarca, trentenne ghostwriter per le Edizioni L’Erica. Per il suo lavoro conosce prima Riccardo Randi, giovane romanziere in crisi dopo il successo del suo primo libro, e Bianca Dell’Arte Cantavilla, scrittrice che sostiene di parlare con gli angeli. Quando quest’ultima scompare, Vani viene prima sospettata del rapimento e poi informalmente reclutata dal Commissario di Polizia Berganza per aiutarlo nelle indagini. Nel frattempo il rapporto con Riccardo prende una piega molto personale, riportando alla memoria di Vani alcuni episodi della sua adolescenza.

Il punto di forza del libro: è la caratterizzazione dei personaggi, definiti in modo volutamente (e squisitamente) esagerato, quasi fossero protagonisti di un fumetto. La somiglianza di Vani con Lisbeth Salander o del Commissario Berganza con Philip Marlowe (o con Dick Tracy) è divertente e non banale, ed è soprattutto un omaggio alla letteratura. Del resto, che i personaggi siano un po’ dei supereroi moderni si capisce dai loro nomi, con la stessa lettera iniziale di nome e cognome, come Peter Parker, o Dylan Dog. Peccato solo che il Commissario Berganza si chiami Romeo.

Perché leggere L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome: non per il motivo per cui è stato pubblicizzato, ossia che “sveli i segreti del mondo dell’editoria” (quali segreti?), ma perché é un romanzo piacevole, ben costruito, con un’ottima base di conoscenze letterarie, ma anche con la fluidità giusta per piacere a chi vuole una lettura facile. E perché è un romanzo rosa senza essere sdolcinato e un romanzo giallo senza essere angosciante (e in alcuni brani pure umoristico).

Genere: romanzo d’amore

L’enigma del gallo nero, di C.J. Sansom

“L’enigma del gallo nero”, pubblicato nel 2003 in Italia dalla Sperling & Kupfer Editori, inaugura la serie di gialli storici di Matthew Shardlake, personaggio che ha reso famoso lo scrittore C.J.Copertina libro L'enigma del gallo nero, C.J. Sansom Sansom. È il 1537 e Shardlake è un avvocato presso la corte inglese di Enrico VIII, alle dirette dipendenze del primo ministro del sovrano, Thomas Cromwell. La soppressione degli ordini monastici, voluta da Enrico VIII e alacremente perseguita da Cromwell, ha portato un commissario regio, Robin Singleton, all’abbazia benedettina Scarnsea. Singleton, che sta segretamente investigando su dei presunti illeciti compiuti di monaci, viene però trovato ucciso e, nella stessa notte, viene profanato l’altare della chiesa del convento e rubata una famosa reliquia. Shardlake è mandato a indagare, forte delle sue conoscenze legali, ma anche del suo acume.

Il punto di forza del libro: è l’ambientazione cupa e ambigua in cui si muovono i personaggi: l’epoca Tudor, con i suoi sanguinosi intrighi, la Londra misteriosa di Enrico VIII e Anna Bolena, i monaci, con i loro segreti così cari alla letteratura in giallo, un monastero lugubre e freddo, al limitare di una palude infida. Sansom aggiunge all’inquietante scenario un protagonista originale, un avvocato (come lo era anche l’autore, prima di dedicarsi unicamente alla scrittura), che una malformazione scheletrica e le esperienze dell’infanzia hanno reso sagace e critico, un investigatore ideale per muoversi nell’enigmatica Inghilterra scossa dallo scisma anglicano.

Perché leggere L’enigma del gallo nero: perché i complotti che hanno caratterizzato l’epoca Tudor sono uno sfondo sempre avvincente, su cui Sansom fa muovere il suo Shardlake in più di un romanzo. E quindi diventa ancora più piacevole fare la conoscenza di questo brillante avvocato ne “L’enigma del gallo nero” sapendo che, una volta finito questo libro, c’è già “La scomparsa del fuoco greco” che ci aspetta.

Genere: romanzo storico (giallo)

La valle dell’orco, di Umberto Matino

“La valle dell’orco” è il primo romanzo di Umberto Matino, pubblicato nel 2011 da Foschi Editore. Il racconto inizia conCopertina La valle dell'orco, Umberto Matino la morte di Aldo Manfredini, medico di Padova che aveva lasciato la città e la carriera per vivere in Contrà Brunelli, una sperduta contrada delle Prealpi Vicentine, in Val Leogra. Suo erede universale è Carlo Zampieri, che arriva in Contrà Brunelli senza sapere bene cosa farsene di quella casa, né perché Aldo abbia voluto lasciarla proprio a lui. Convinto inizialmente che l’amico si sia suicidato, si ricrede quando trova, ben nascosto tra le travi del soffitto, il diario di Aldo. Seguendo le pagine del diario, Carlo scopre che quella di Aldo è solo una delle morti misteriose avvenute negli anni nella piccola Contrà Brunelli. E che la scomparsa di Aldo potrebbe essere stata causata proprio dal suo essersi avvicinato troppo alla verità.

Il punto di forza del libro: è la descrizione dei paesaggi montani veneti e precisamente vicentini, paesaggi che nulla hanno da invidiare ad altre località italiane, più conosciute  solo perché meglio pubblicizzate. L’aver poi ambientato la seconda parte del romanzo in un nevosissimo inverno della fine degli anni ’80 (che ai più ricorderà la famosa “Grande Nevicata”) carica di tensione il racconto, quasi che la natura stessa voglia diventarne, nel bene e nel male, la protagonista.

Perché leggere La valle dell’orco: perché è un libro che regala un sottile brivido, una sensazione sinistra, quasi che il responsabile delle morti misteriose non sia identificabile in una creatura (umana o animale, reale o fantastica, un serial killer o l’orco del titolo), bensì sia un male diffuso, strisciante, inarrestabile. E perché l’autore ha saputo fondere mirabilmente storia locale, leggende cimbre e romanzo giallo, ottenendone un romanzo corposo e vagamente inquietante, sicuramente da leggere.

Genere: romanzo giallo

La pietra per gli occhi, di Roberto Tiraboschi

“La pietra per gli occhi” è un romanzo storico ambientato nella nascente Venezia del 1106, scritto da Roberto Tiraboschi e pubblicato nel 2015 dalle Edizioni e/o. Edgardo d’Arduino, chierico alCopertia libro La pietra per gli occhi, Roberto Tiraboschi monastero di Bobbio, è un eccellente amanuense, almeno finchè la sua vista non inizia a vacillare. Seguendo il consiglio del confratello Ademaro, Edgardo lo segue a Venezia, con lo scopo ufficiale di acquistare nuovi libri per l’abbazia. Ma la sua segreta speranza è di trovare la “pietra per gli occhi”, una pietra di cui nessuno conosce la natura, ma che dovrebbe guarire la cecità. Edgardo arriva in una Venezia enigmatica e pericolosa, in cui si aggira un assassino che, strappati gli occhi alle sue vittime, ne riempie i bulbi con il vetro fuso. Il giovane novizio dovrà destreggiarsi tra commerci di finte reliquie e di libri proibiti, strani presagi dal mare, una schiava dalla pelle ambrata e un segreto per cui ogni vetraio di Venezia sarebbe pronto a uccidere.

Il punto di forza del libro: è il senso di magica immobilità con cui Tiraboschi descrive Venezia: mentre i personaggi tramano e si affannano, le isole lagunari sembrano pezzi di una creatura mitica, appostata tra i canali, silenziosa e terribile. Venezia, con ancora i fiumi che si gettano in laguna, i ponti da gettare, i pali da piantare, pare guardare agli affanni umani con ferina serenità, già potente, selvaggia e bellissima.

Perché leggere La pietra per gli occhi: perché, anche se parla di monaci, libri perduti e strani omicidi (una storia che – Umberto Eco insegna – piace sempre) è un romanzo originale e appassionante. E anche perché Tiraboschi doma parole italiane e veneziane con un suo stile singolare e seducente, uno stile che meriterebbe ben più visibilità nel panorama letterario italiano.

 Genere: romanzo storico (giallo)

La rosa del farmacista, di Candace Robb

“La rosa del farmacista” è il primo libro della serie di Owen Archer, personaggio inventato dalla scrittrice di gialliCopertina libro La rosa del farmacista, Candace Robb medievali Candace Robb. Uscito negli Stati Uniti nel 1993, e in Italia, per la Edizioni Piemme, nel 2000, è ambientato nell’Inghilterra di fine Trecento, e precisamente a York. L’arcivescovo della città, nonché Lord cancelliere, John Thoresby, incarica Owen Archer, ex capitano degli arcieri al servizio del duca di Lancaster, di investigare su due morti misteriose verificatesi nell’abbazia di York. L’unico legame tra le due vittime è Nicholas Wilton, il farmacista che le ha curate. Owen, che ha dovuto lasciare l’esercito dopo aver perso l’occhio sinistro in una scaramuccia, si finge apprendista apotecario per entrare nella farmacia Wilton e indagare. Ma nuove morti e, soprattutto, Lucie, la giovane e bella moglie di Nicholas, complicheranno l’indagine, e la vita, di Owen, fino a un emozionante finale.

Il punto di forza del libro: è la sapiente mescolanza tra storia medievale, thriller, scene d’azione e anche un po’ di romanticismo. La Robb crea un personaggio molto accattivante, realistico e concreto come avrebbe potuto essere un soldato medievale. Ma anche dotato di un fascino e di una modernità che, agli amanti dei manga giapponesi, ricordano un altro famoso Capitano con il viso sfregiato.

Perché leggere La rosa del farmacista: perché è il primo di una serie di romanzi medievali ed è sempre piacevole ritrovare, libro dopo libro, personaggi conosciuti e amati. E perché è un ottimo romanzo storico, con una trama avvincente e una splendida ambientazione.

Genere: romanzo storico (giallo)