In viaggio con gli dei – Guida mitologica della Grecia, di Giulio Guidorizzi e Silvia Romani – 256 pagine

Si può dire che, rispetto ad altri libri, “In viaggio con gli dei – Guida mitologica della Grecia”, parta avvantaggiato, come un atleta a cui, nella gara di corsa allo stadio di Olimpia, fosse stato concesso di posizionarsi 100 metri più avanti, senza incorrere in multe e nell’ignominia di vedersi dedicare uno degli “Zanes” in bronzo.

Parlare infatti della Grecia e intrecciare le impressionanti rovine di oggi con i miti che alle stesse hanno dato loro vita, non può che conquistare il lettore, che in questo libro trova non solo una guida, ma un racconto, o meglio una serie di racconti, che vanno da Omero a Pausania, da Byron a Schliemann, da Creta a Efira, passando per Micene, Corinto ed Epidauro.

Edito nel 2019 per Raffaello Cortina Editore, “In viaggio con gli dei – Guida mitologica della Grecia” è un libro essenziale per chi ama la Grecia, soprattutto per chi pensa di conoscerla già. 

Il punto di forza del libro: se la storia e la geografia greche sono un vantaggio, non sono però il punto di forza, che è, invece, la capacità di Giulio Guidorizzi e di Silvia Romani di mescolarle in modo eccezionale.

L’indiscussa competenza accademica dei due autori trova la giusta chiave di narrazione attraverso un linguaggio moderno, un’ironia leggera, nonché i chiarificanti disegni di Michele Tranquillini.

Perché leggere “In viaggio con gli dei – Guida mitologica della Grecia”: non solo perché è interessante, ma perché è scritto bene; non solo perché è coinvolgente, ma perché è anche utile; non solo perché parla di Grecia, ma perché parla di noi, popoli del Mediterraneo, che da questa penisola e da questa manciata di isole meravigliose in qualche modo deriviamo, anche solo culturalmente. In fondo, una battuta di un film recita: “Esistono solo due categorie di persone: i greci e tutti quelli che vorrebbero esserlo.

Genere: saggio (guida)

Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey, di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows – pag. 283

Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey è uscito in Italia prima per Sonzogno (con il titolo La Società Letteraria di Guernsey) e poi, nel 2017, per la Astoria Edizioni, che ha voluto tradurre letteralmente il titolo dall’inglese. E il titolo, per quanto originale, non è forse un punto di forza per consigliare questo libro agli amici durante una telefonata.

Altrettanto originale è la struttura del romanzo, uno scambio epistolare tra Juliet Ashton, giovane scrittrice che vive a Londra, il suo editore, Sidney Stark, e alcuni abitanti dell’isola di Guernsey, una delle Isole del Canale, sulla Manica.

Siamo nel 1946 e Juliet ha appena pubblicato una raccolta degli articoli satirici scritti per la rivista Spectator durante la guerra. Mentre sta cercando l’ispirazione per un nuovo libro, riceve una lettera da Dawsey Adams, un abitante di Guernsey, il quale ha comprato, di seconda mano, un libro che lei aveva venduto. Dalla corrispondenza con Dawsey prima, e con altri isolani dopo, Juliet scopre l’esistenza del “club del libro e della torta di bucce di patata”, ma soprattutto del difficile periodo trascorso sotto l’occupazione nazista.

Il punto di forza del libro: la struttura di romanzo epistolare di solito divide i lettori. E infatti inizialmente è necessario avere pazienza per ricomporre su un unico piano narrativo tutti gli accenni, i nomi, i riferimenti contenuti nelle lettere. Del resto, lettere con troppe spiegazioni suonerebbero poco realistiche e la magia che rende vivo un romanzo si dissolverebbe.

Quindi Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey non è subito emozionante come si vorrebbe, ma lo diventa poco per volta, arrivando però a coinvolgere il lettore, che non può non sorridere su alcune pagine e, anche, versare qualche lacrima.

Si potrebbe dire quindi che il punto di forza del libro è la sua originalità, che non lo rende facile, ma di sicuro interessante.

Perché leggere Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey: perché è, indirettamente, ambientato nella Seconda Guerra Mondiale, di cui parla con il rispetto che meritano sia i vincitori che i vinti; e perché racconta esempi di solidarietà e di sacrificio in modo lieve e quotidiano, ricordando che tutti possono essere eroi, tutti i giorni.

Genere: romanzo epistolare (d’amore/storico)

I sotterranei di Notre Dame, di Barbara Frale

Dire che I sotterranei di Notre Dame è un romanzo storico è riduttivo. Ci sono, è vero, iI sotterranei di Notre Dame di Barbara Frale riferimenti storici, accurati e circostanziati come solo una studiosa come Barbara Frale poteva riportare. Ma c’è soprattutto la narrazione, intrigante come la sceneggiatura di una serie TV.

Pare quasi che, dopo il successo di Umberto Eco e del suo Il nome della rosa, siano rimasti solo gli autori stranieri, americani in primis, a raccontare la Storia del nostro Paese. E che lo sappiano fare meglio di noi, con più passione forse, sicuramente con più popolarità. Eppure, a cercare bene, la recente letteratura italiana è piena di ottimi scrittori che hanno scritto romanzi storici, e Barbara Frale va sicuramente messa tra questi.

I sotterranei di Notre Dame, uscito per Newton Compton Editori nel 2018, narra del Re di Francia, Filippo IV, detto il Bello e di sua moglie Giovanna di Navarra, di Papa Bonifacio VIII e di tutta una cerchia di conti e contesse, cardinali e chierici, medici e bibliotecari, a cui si aggiunge pure un Dante Alighieri in missione a Roma per conto del fiorentino Consiglio dei Cento. Siamo nel 1301 e il medico di Filippo il Bello, Arnaldo da Villanova, è scappato da Parigi e ha chiesto rifugio e protezione al Papa. Arnaldo nasconde un segreto, che potrebbe minare il futuro della monarchia capetingia, e Filippo IV è disposto anche a imprigionare un cardinale e a usarlo come ostaggio, pur di costringere il Papa a restituirgli il fuggiasco.

Il punto di forza del libro: è l’intreccio delle vite dei personaggi, che, da brava storiografa, la Frale cerca di far aderire con la massima precisione alla realtà. Quindi, il dizionario dei principali personaggi e temi storici, posto alla fine del libro, vi può essere utile fin dall’inizio per capire chi è figlio di chi, ma soprattutto perché. Tra nipoti che si chiamano come i nonni, figli di primo e di secondo letto, mogli ufficiali e amanti ufficiose, segretari particolarmente solerti e somiglianze imbarazzanti, a volte può capitare di perdere il filo. Ma in fondo nemmeno la vita è sempre così chiara e lineare, figuriamoci un romanzo.

Perché leggere I sotterranei di Notre Dame: perché è avvincente come una serie televisiva, ma anche scrupoloso nel suo attenersi alla realtà storica. Perché definisce il personaggio di Filippo il Bello utilizzando un espediente originale, anche se non subito chiaro. E perché finalmente racconta di questo fascinoso re di Francia, di cui si fantasticava sui libri di scuola a causa di quel suo essere chiamato, appunto, “il Bello”.

Genere: romanzo storico

La ragazza di Venezia, di Martin Cruz Smith

La ragazza di Venezia è un romanzo storico di Martin Cruz Smith, scrittore reso famosoCopertina La ragazza di Venezia di Martin Cruz Smith dal libro Gorky Park e dal film che ne è stato tratto. Uscito in Italia per Mondadori nel 2017, La ragazza di Venezia é ambientato nella primavera del 1945, in una Venezia stremata dalla Seconda Guerra Mondiale. Cenzo, pescatore di Pellestrina, è fuori con la sua barca, la Fatima, quando trova in Laguna il cadavere di una ragazza. Lo issa a bordo con l’intenzione di depositarlo sul Ponte della Paglia, dove i morti vengono identificati prima di essere sepolti, ma non riesce ad andare lontano: una cannoniera tedesca intercetta il pescatore e gli intima di fermarsi. Il tenente Hoff, al comando della cannoniera, sta cercando proprio la ragazza ripescata da Cenzo, ma, quando la Fatima viene ispezionata, la piccola imbarcazione risulta vuota. Giulia, questo il nome della ragazza, stava solo fingendo di essere morta ed era silenziosamente scivolata in acqua al sopraggiungere dei soldati. Appena Cenzo riesce ad allontanarsi, Giulia risale a bordo, confidando che il pescatore veneziano non la denuncerà. E infatti il giovane non solo la proteggerà a Venezia, ma si spingerà anche fuori dalla sua laguna pur di restarle vicino.

Il punto di forza del libro: è il rapporto tra Cenzo e Giulia, che cresce poco alla volta, più con gesti e silenzi, che con parole. Niente dialoghi sdolcinati, pensieri tormentati o frasi ad effetto per narrare di un amore nato tra il coprifuoco e i bombardamenti, le privazioni e i sospetti.

Perché leggere La ragazza di Venezia: perché lo stile di Martin Cruz Smith è particolare. Il racconto si dipana lento e pigro per qualche pagina e poi improvvisamente la scena cambia, il tempo fa un balzo in avanti e i protagonisti appaiono un po’ spaesati quanto il lettore. Perché è un romanzo ambientato a Venezia, e se la città lagunare a volte appare più agiografica che reale, è sempre una meravigliosa coprotagonista. E anche perchè è un romanzo d’amore ben costruito, ed è quindi facile affezionarsi a Cenzo e a Giulia e, insieme a loro, sperare che il loro sentimento sia più forte della guerra.

Genere: romanzo d’amore (storico)

Navi perdute, di Naomi J. Williams

Navi perdute è il primo romanzo di Naomi J. Williams, uscito negli Stati Uniti nel 2015, eNavi perdute di Naomi J. Williams portato in Italia già nel 2016 dalla Neri Pozza Editore, nella meravigliosa traduzione di Maddalena Togliani. Il libro ripercorre, basandosi sulle fonti storiche, ma anche con la necessaria creatività del romanziere, le vicende della spedizione di Jean-Francois de La Galaup. Nel 1785 il ministero della Marina francese invia due navi da Brest verso ovest, per emulare e, nelle intenzioni, superare in fama i viaggi d’esplorazione del capitano inglese James Cook. Le due fregate, la Bussole e l’Astrolabe, affidate a Jean-Francois de Galaup de La Pérouse e a Paul-Antoine-Marie Fleuriot, visconte di Langle, attraversano l’Atlantico, doppiano Capo Horn, toccano le coste americane per poi attraversare l’Oceano Pacifico. Una spedizione partita sotto i migliori auspici, con comandanti capaci e un equipaggio preparato, ma che, dopo tre anni di navigazione, scompare misteriosamente tra le isole del Pacifico meridionale.

Il punto di forza del libro: impossibile sceglierne solo uno, perché Navi perdute è un vero gioiello. La Williams coinvolge nella narrazione più personaggi, a ciascuno dei quali fa raccontare una parte della spedizione. E di ognuno l’autrice crea un’immagine vivida, reale, a volte toccante, a volte fastidiosamente cruda, con un’abilità che è propria solo dei grandi scrittori. Su tutto aleggia un senso di catastrofe imminente, la sensazione fredda e viscida di qualcosa di terribile nascosto dietro la prossima onda, sulla prossima spiaggia.

Perché leggere Navi perdute: perché è un romanzo splendido, originale, avvincente,  una storia minore che la Williams trasforma in un poema epico. Navi perdute è un romanzo storico, ma riesce ad affascinare come un thriller. Che la spedizione non porterà i risultati sperati è noto, e, se anche non lo fosse, l’autrice fin dalle prime pagine mette in chiaro che non tutti i partecipanti ritorneranno a casa. Eppure la scrittura eclettica della Williams, questa narrazione corale che coinvolge membri dell’equipaggio e abitanti delle colonie, aristocratici e semplici marinai, europei, amerindi e polinesiani, crea una tale empatia nel lettore, che egli spererà fino all’ultimo in un finale diverso.

Genere: romanzo storico

Darwin – Ma siamo scimmie da parte di padre o di madre?, di Dario Fo

Darwin – Ma siamo scimmie da parte di padre o di madre? è l’ultimo libro, scritto ma ancheDarwin Ma siamo scimmie da parte di madre o di padre, di Dario Fo illustrato, da Dario Fo. Pubblicato dall’editore Chiarelettere nel settembre 2016, poco prima della scomparsa dell’eclettico autore, è un breve saggio, in cui Fo ripercorre gli anni in cui Darwin elaborò e poi presentò al mondo la teoria sull’evoluzione della specie.

Il punto di forza del libro: è l’energia positiva che emerge da questo piccolo libro, che mescola la storia come è realmente accaduta (il titolo viene dalla provocazione con cui un vescovo anglicano aggredì un sostenitore di Darwin durante una conferenza) alle costruzioni comiche che rimandano alla commedia dell’arte. A ciò si aggiungono gli acquerelli di Fo, riprodotti a colori nel libro e che ricordano i bozzetti di una sceneggiatura, vividi e originali.

Perché leggere Darwin – Ma siamo scimmie da parte di padre o di madre?: perché parla di scienza in maniera leggera e intelligente, trovando un nuovo modo di approcciare argomenti relegati spesso ai soli libri di scuola. E perché, tra il fruscio delle pagine, sembra di sentire il rimbombo della voce di Dario Fo, mentre ricostruisce l’incontro di Darwin con uno sciamano delle Galapagos. E, se non fosse per lo schienale troppo morbido e la temperatura confortevole, parrebbe quasi di trovarsi a teatro.

Genere: saggio

L’isola dimenticata, di Folco Quilici

“L’isola dimenticata” è il nuovo libro di Folco Quilici, uscito nel 2016 per Mondadori.Copertina libro L'isola dimenticata di Folco Quilici Ambientato nel 1943 su una piccola isola del Mar Tirreno, racconta il difficile anno che separa gli abitanti del luogo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Vanni è un tenente dell’esercito italiano, in congedo a seguito di una ferita in combattimento. Cristina è l’interprete di un gruppo di tecnici tedeschi, sbarcati su quel piccolo lembo di territorio italiano dopo l’armistizio dell’8 settembre per una missione segreta. Per evitare che gli abitanti possano andarsene, e comunicare all’esterno quello che sta accadendo sull’isola, i soldati tedeschi affondano tutte le imbarcazioni, obbligando gli abitanti a un inverno di stenti. Vanni, che aveva conosciuto Cristina durante i Littoriali dello Sport del 1938, riscopre il sentimento che aveva provato quando erano ancora due studenti universitari, prima che la guerra distruggesse legami e futuro. Ma la presenza dei militari tedeschi e soprattutto le antenne che hanno installato su Cima Castello mette a repentaglio la vita di tutti sull’isola.

Il punto di forza del libro: è la ricostruzione, se non reale sicuramente molto realistica, di un periodo della nostra storia italiana e della vita delle persone che l’hanno vissuto. Quilici lascia sullo sfondo i grandi momenti citati nei libri di storia (l’armistizio del 1943, le battaglie sul fronte tunisino, lo sbarco di Anzio) per soffermarsi sulle persone comuni, che con coraggio e perseveranza hanno combattuto la loro guerra non solo per la sopravvivenza, ma per la dignità.

Perché leggere L’isola dimenticata: perché è un libro che parla di guerra ma anche d’amore, un romanzo di fantasia ma che racconta una storia reale. E perché è un libro di Quilici, un grande narratore, che usi la penna o la macchina da presa (nonché padre di Brando, autore del bel romanzo d’avventura “Il mio amico Nanuk”).

Genere: romanzo storico

Aristotele detective, di Margaret Doody

“Aristotele detective”, uscito nel 1999 in Italia per Sellerio Editore, é il primo romanzoCopertina libro Aristotele detective, di Margaret Doody che la scrittrice canadese Margaret Anne Doody dedica al famoso filosofo greco. La Doody lo immagina come un tranquillo cittadino di Atene, dedito solo alle lezioni al Liceo, ai libri e alla famiglia. Un interlocutore ideale per il giovane Stefanos, coinvolto suo malgrado nell’assassinio di Boutades, eminente cittadino ateniese. Stefanos ha frequentato il Liceo di Aristotele, ma lo ha dovuto abbandonare alla morte del padre, per provvedere alla madre, al fratello minore e alla zia Eudossia. La zia Eudossia, vedova, ha un unico figlio, Filemone, che é dovuto fuggire dalla cittá in quanto accusato di aver ucciso un uomo durante una rissa da taverna. E proprio Filemone, giá condannato una volta e impossibilitato a difendersi, diviene il capro espiatorio ideale per l’omicidio di Boutades. Stefanos chiede pertanto l’aiuto di Aristotele per difendere il cugino nelle tre prodicasìe e nel processo. Lo Stagirita lo manderá a indagare e a raccogliere informazioni e indizi, accompagnandolo nella risoluzione del caso senza mai muoversi di casa.

Il punto di forza di Aristotele detective: é lo stile di scrittura della Doody, che é corposo e fluido allo stesso tempo, dettagliato e scorrevole. É questo modo di scrivere dell’autrice che, ancor più delle ambientazioni (peraltro realistiche e perfettamente descritte), fa scivolare il lettore nell’Atene del 332 a.C., o, meglio, del primo anno della 112^ olimpiade.

Perché leggere Aristotele detective: perchè é un giallo storico molto ben costruito, che appassionerá chi ama i libri ambientati nell’antica Grecia. E perché alla fine sapere chi é l’assassino diventa quasi meno importante di seguire le argomentazioni filosofiche che la Doody mette in bocca ad Aristotele. Ma ho scritto “quasi”.

Genere: romanzo storico (giallo)

Il romanzo di Matilda, di Elisa Guidelli

Copertina libro Il romanzo di Matilda, Elisa Guidelli“Il romanzo di Matilda” è un romanzo storico di Elisa Guidelli, eclettica scrittrice con una vera passione per il Medioevo. Pubblicato nel 2015 da Meridiano Zero, il libro ripercorre, in quasi quattrocento pagine, la vita della Grancontessa di Toscana (o di Tuscia) Matilde di Canossa, una donna che, a dispetto dell’epoca in cui visse, seppe lasciare un’impronta vivida nella Storia. Dalla sua nascita, figlia prediletta del conte Bonifacio, fino agli ultimi istanti di una vita fatta di sacrifici e di rivincite, di passioni e di lutti, ma soprattutto di scelte coraggiose, il libro è quasi una biografia, ma raccontata come un romanzo storico.

Il punto di forza del libro: è la corposa narrazione, ricca di particolari storici. La Guidelli racconta gli intrighi della corte imperiale e quelli della curia papale, le vicende di nobili e popolani, le tradizioni, i costumi, i modi di vivere medievali. E sempre con l’occhio preciso dello storico e la mano leggera del romanziere.

Perché leggere Il romanzo di Matilda: per conoscere la vita della contessa Matilde sotto una luce meno fredda e impersonale di quella dei libri di storia, che raccontano di lei quasi solo per la scomunica di Enrico IV e per la penitenza dell’imperatore nel dover andare a Canossa. E perché è un libro ben strutturato: feroce quando narra la disgraziata condizione femminile nel Medioevo, accurato quando dipana la matassa delle macchinazioni di papi e imperatori durante la lotta per le investiture, profondo quando tratteggia l’animo di una grande donna come Matilde di Canossa.

Genere: romanzo storico

La bara d’argento, di Ellis Peters

La bara d’argento, uscito in lingua originale nel 1981 e in italiano dieci anni dopo, è laCopertina libro La bara d'argento, fratello Cadfael, Ellis Peters prima delle indagini di fratello Cadfael. Personaggio creato dalla scrittrice di romanzi storici Ellis Peters (vero nome Edith Pargeter), Cadfael é un monaco benedettino dell’abbazia di Shrewsbury, nell’Inghilterra, o piú precisamente nel Galles medievale, tra il 1135 e il 1145. Dal suo passato avventuroso, il monaco ha ricavato una vasta competenza sulle piante medicamentose e anche una profonda conoscenza dell’animo umano. Automatico per lui trovarsi a indagare sulla morte di Rishiart, ricco proprietario terriero, coinvolto in una diatriba con il monastero di Shrewsbury per il possesso delle reliquie di Santa Winifred.

Il punto di forza del libro: è l’avvincente intreccio tra le storie dei personaggi e la Storia dell’Inghilterra del dodicesimo secolo. La Peters ricrea ambientazioni vivide e ricche di particolari, in cui fa muovere magistralmente Cadfael e i coprotagonisti. Amore e denaro, sacro e profano: con questo primo libro si delineano solo alcuni dei personaggi che rendono appassionante la saga di Cadfael. Una serie di romanzi storici che prosegue per piú di venti libri.

Perché leggere La bara d’argento: perché è un libro adatto a tutti, piacevole senza essere frivolo, accurato senza essere noioso, veritiero senza essere violento o scabroso. E perché i romanzi in serie sono sempre confortanti, è come ritrovare, libro dopo libro, un vecchio amico. Un amico che, vivendo nel Medioevo, tutti avrebbero voluto avere.

I venti romanzi della saga di fratello Cadfael, tutti meritevoli di recensioni positive, sono:

  1. La bara d’argento
  2. Un cadavere di troppo
  3. Il cappuccio del monaco
  4. La fiera di San Pietro
  5. Due delitti per un monaco
  6. La vergine nel ghiaccio
  7. Il rifugiato dell’abbazia
  8. Il novizio del diavolo
  9. I due prigionieri
  10. Il pellegrino dell’odio
  11. Mistero doppio
  12. Il corvo dell’abbazia
  13. Il roseto ardente
  14. L’eremita della foresta
  15. La confessione di fratello Haluin
  16. L’apprendista eretico
  17. La missione di fratello Cadfael
  18. Il monaco prigioniero
  19. Un sacrilegio per fratello Cadfael
  20. La penitenza di fratello Cadfael

A questi si aggiunge “Una luce sulla strada di Woodstock”, con tre racconti sulla vita di Cadfael prima che diventasse un monaco.

I misteri di Chalk Hill, di Susanne Goga

“I misteri di Chalk Hill” è un romanzo della scrittrice tedesca Susanne Goga, uscito inCopertina libro I misteri di Chalk Hill, di Susanne Goga Italia nel 2015 per Giunti Editore. Ambientato nell’Inghilterra del Diciannovesimo secolo, tra le colline del Surrey e Londra, ha come protagonista Charlotte Pauly, istitutrice tedesca di Emily, figlia del deputato Sir Andrew Clayworth. Ellen, la madre di Emily, è morta in circostanze misteriose, e altrettanto inspiegabili sono i motivi per cui Sir Andrew ha proibito a tutti, figlia di compresa, di nominare la moglie morta. Ma la presenza di Ellen sembra non aver abbandonato la casa, al punto che Emily sostiene di parlare ancora con lei e di vederla. Affiancata dall’ironico Thomas Ashdown, caustico critico teatrale, Charlotte cercherà di aiutare la piccola Emily, che ormai sembra essere diventata pazza.

Il punto di forza del libro: è l’ambientazione del libro, tra dimore di campagna e sale da tè, passeggiate nei boschi e gite in carrozza, cene di gala e serate nei teatri londinesi, così come dovevano essere nel 1890. Come confessa l’autrice nell’epilogo, l’influenza di Jane Eyre si fa sentire, ma il libro è comunque originale, un piacevole romanzo storico, che si colora a tratti di giallo e a tratti di rosa.

Perchè leggere I misteri di Chalk Hill: per le atmosfere inglesi, per gli accenni alle favole tedesche, per la storia romantica, per i personaggi d’altri tempi. E anche per la scorrevolezza della scrittura e la precisa caratterizzazione dei protagonisti, che fanno di Susanne Goga un’ottima autrice.

Genere: romanzo storico (un po’ romantico, un po’ giallo)

Il labirinto occulto, di Luca Filippi

“Il labirinto occulto” è un romanzo storico, o meglio un noir storico, edito da una piccolaCopertina libro Il labirinto occulto, Luca Filippi e giovane casa editrice, la Leone Editore. L’autore, Luca Filippi, è laureato in Medicina, scienza che gli è stata preziosa per creare il suo protagonista, Tiberio di Castro. Siamo nel 1503 e Tiberio è speziale allo Spedale di Gorizia. In realtà le avventure di Tiberio di Castro iniziano nel dicembre del 1499, a Roma, dove è medico di fiducia del cardinale Farnese (“L’arcano della papessa. Intrigo alla corte dei Borgia”) e continuano nel 1500, quando lo speziale viene coinvolto negli intrighi di Caterina Sforza (“Sangue giudeo”). In questo terzo romanzo, Tiberio viene incaricato di indagare sulla morte sospetta di un mercante di libri, Janus de Visser. Ma presto viene lui stesso accusato di omicidio, dopo il ritrovamento del cadavere di un legato della corte d’Asburgo che doveva acquistare un misterioso manoscritto proprio dal De Visser. Isabella, figlia di Janus, lo aiuta a fuggire di prigione, grazie all’aiuto di un ambiguo monaco, Jean Christophe. Inseguiti dal bargello di Gorizia e dall’infido cardinale Guillaume Lafonte, cercheranno di risolvere insieme l’enigma che sta dietro i due omicidi.

Il punto di forza del libro: è l’originale connotazione storica, magistralmente ricostruita da Filippi. Gorizia e Venezia degli inizi del sedicesimo secolo diventano anche loro protagoniste di questo romanzo, grazie alle curate, ma mai noiose, descrizioni dell’autore. Le conoscenze mediche di Filippi, poi, rendono ancora più realistica e interessante la figura di Tiberio, un nuovo investigatore del passato che mescola intuito e scienza.

Perché leggere questo libro: perché è un libro che mette insieme personaggi reali e immaginari, creando un racconto storicamente valido e narrativamente avvincente. È un piacere seguire Tiberio nelle sue peripezie, assistendolo mentre mette in pratica le sue conoscenze mediche per curare poveri e potenti, per smascherare assassini o per svelare misteri (come quello del “divoratore di sudari“). E perché è un romanzo storico ambientato in Italia e scritto pure da un bravissimo autore italiano.

Genere: romanzo storico (giallo)

Lo schiavo di Roma, di Steven Saylor

“Lo schiavo di Roma” è il secondo capitolo della saga di Gordiano il Cercatore,Copertina libro Lo schiavo di Roma di Steven Saylor personaggio nato dalla fantasia di Steven Saylor. Pubblicato per l’Italia dal Gruppo Editoriale Mauri Spagnol, questo libro è ambientato otto anni dopo il primo romanzo, “Sangue su Roma”, di cui riprende solo i personaggi principali. È quindi possibile leggere il secondo romanzo senza aver letto il primo, anche se una lettura cronologica permette di apprezzare meglio i cambiamenti nella personalità dei protagonisti. È il 72 a.C. e Gordiano è un investigatore che si muove agli albori dell’Impero Romano, quando la Repubblica sta ormai cedendo sotto le spinte di Mario e Silla, Pompeo e Crasso. Spartaco e la rivolta degli schiavi infiammano l’Italia meridionale, mentre a Roma si attende il ritorno di Pompeo dalla Spagna per mettere fine ai disordini. Gordiano viene ingaggiato da un ricco quanto misterioso personaggio per indagare su un crimine che sembra legato all’insurrezione degli schiavi, un crimine che lo porta alle pendici del Vesuvio, in un paesaggio ancora intatto e ridente, ignaro di quanto accadrà un secolo e mezzo dopo.

Il punto di forza del libro: è l’originalità del racconto, che mescola personaggi inventati con figure realmente esistite, quali Marco Licinio Crasso e Marco Tullio Cicerone (qui, e ancor di più in “Sangue su Roma”). Saylor parte dai testi storici, come la “Vita di Crasso” di Plutarco, e ne ricava la base per un giallo avvincente, perfettamente inserito nel contesto temporale.

Perché leggere Lo schiavo di Roma: perché la scrittura di Saylor è fluente e piacevole; e perché è un ottimo romanzo storico, circostanziato e realistico, anche se, per certi passaggi più espliciti, non adatto a lettori troppo giovani.

Genere: romanzo storico (giallo)

L’enigma del gallo nero, di C.J. Sansom

“L’enigma del gallo nero”, pubblicato nel 2003 in Italia dalla Sperling & Kupfer Editori, inaugura la serie di gialli storici di Matthew Shardlake, personaggio che ha reso famoso lo scrittore C.J.Copertina libro L'enigma del gallo nero, C.J. Sansom Sansom. È il 1537 e Shardlake è un avvocato presso la corte inglese di Enrico VIII, alle dirette dipendenze del primo ministro del sovrano, Thomas Cromwell. La soppressione degli ordini monastici, voluta da Enrico VIII e alacremente perseguita da Cromwell, ha portato un commissario regio, Robin Singleton, all’abbazia benedettina Scarnsea. Singleton, che sta segretamente investigando su dei presunti illeciti compiuti di monaci, viene però trovato ucciso e, nella stessa notte, viene profanato l’altare della chiesa del convento e rubata una famosa reliquia. Shardlake è mandato a indagare, forte delle sue conoscenze legali, ma anche del suo acume.

Il punto di forza del libro: è l’ambientazione cupa e ambigua in cui si muovono i personaggi: l’epoca Tudor, con i suoi sanguinosi intrighi, la Londra misteriosa di Enrico VIII e Anna Bolena, i monaci, con i loro segreti così cari alla letteratura in giallo, un monastero lugubre e freddo, al limitare di una palude infida. Sansom aggiunge all’inquietante scenario un protagonista originale, un avvocato (come lo era anche l’autore, prima di dedicarsi unicamente alla scrittura), che una malformazione scheletrica e le esperienze dell’infanzia hanno reso sagace e critico, un investigatore ideale per muoversi nell’enigmatica Inghilterra scossa dallo scisma anglicano.

Perché leggere L’enigma del gallo nero: perché i complotti che hanno caratterizzato l’epoca Tudor sono uno sfondo sempre avvincente, su cui Sansom fa muovere il suo Shardlake in più di un romanzo. E quindi diventa ancora più piacevole fare la conoscenza di questo brillante avvocato ne “L’enigma del gallo nero” sapendo che, una volta finito questo libro, c’è già “La scomparsa del fuoco greco” che ci aspetta.

Genere: romanzo storico (giallo)

La pietra per gli occhi, di Roberto Tiraboschi

“La pietra per gli occhi” è un romanzo storico ambientato nella nascente Venezia del 1106, scritto da Roberto Tiraboschi e pubblicato nel 2015 dalle Edizioni e/o. Edgardo d’Arduino, chierico alCopertia libro La pietra per gli occhi, Roberto Tiraboschi monastero di Bobbio, è un eccellente amanuense, almeno finchè la sua vista non inizia a vacillare. Seguendo il consiglio del confratello Ademaro, Edgardo lo segue a Venezia, con lo scopo ufficiale di acquistare nuovi libri per l’abbazia. Ma la sua segreta speranza è di trovare la “pietra per gli occhi”, una pietra di cui nessuno conosce la natura, ma che dovrebbe guarire la cecità. Edgardo arriva in una Venezia enigmatica e pericolosa, in cui si aggira un assassino che, strappati gli occhi alle sue vittime, ne riempie i bulbi con il vetro fuso. Il giovane novizio dovrà destreggiarsi tra commerci di finte reliquie e di libri proibiti, strani presagi dal mare, una schiava dalla pelle ambrata e un segreto per cui ogni vetraio di Venezia sarebbe pronto a uccidere.

Il punto di forza del libro: è il senso di magica immobilità con cui Tiraboschi descrive Venezia: mentre i personaggi tramano e si affannano, le isole lagunari sembrano pezzi di una creatura mitica, appostata tra i canali, silenziosa e terribile. Venezia, con ancora i fiumi che si gettano in laguna, i ponti da gettare, i pali da piantare, pare guardare agli affanni umani con ferina serenità, già potente, selvaggia e bellissima.

Perché leggere La pietra per gli occhi: perché, anche se parla di monaci, libri perduti e strani omicidi (una storia che – Umberto Eco insegna – piace sempre) è un romanzo originale e appassionante. E anche perché Tiraboschi doma parole italiane e veneziane con un suo stile singolare e seducente, uno stile che meriterebbe ben più visibilità nel panorama letterario italiano.

 Genere: romanzo storico (giallo)

La rosa del farmacista, di Candace Robb

“La rosa del farmacista” è il primo libro della serie di Owen Archer, personaggio inventato dalla scrittrice di gialliCopertina libro La rosa del farmacista, Candace Robb medievali Candace Robb. Uscito negli Stati Uniti nel 1993, e in Italia, per la Edizioni Piemme, nel 2000, è ambientato nell’Inghilterra di fine Trecento, e precisamente a York. L’arcivescovo della città, nonché Lord cancelliere, John Thoresby, incarica Owen Archer, ex capitano degli arcieri al servizio del duca di Lancaster, di investigare su due morti misteriose verificatesi nell’abbazia di York. L’unico legame tra le due vittime è Nicholas Wilton, il farmacista che le ha curate. Owen, che ha dovuto lasciare l’esercito dopo aver perso l’occhio sinistro in una scaramuccia, si finge apprendista apotecario per entrare nella farmacia Wilton e indagare. Ma nuove morti e, soprattutto, Lucie, la giovane e bella moglie di Nicholas, complicheranno l’indagine, e la vita, di Owen, fino a un emozionante finale.

Il punto di forza del libro: è la sapiente mescolanza tra storia medievale, thriller, scene d’azione e anche un po’ di romanticismo. La Robb crea un personaggio molto accattivante, realistico e concreto come avrebbe potuto essere un soldato medievale. Ma anche dotato di un fascino e di una modernità che, agli amanti dei manga giapponesi, ricordano un altro famoso Capitano con il viso sfregiato.

Perché leggere La rosa del farmacista: perché è il primo di una serie di romanzi medievali ed è sempre piacevole ritrovare, libro dopo libro, personaggi conosciuti e amati. E perché è un ottimo romanzo storico, con una trama avvincente e una splendida ambientazione.

Genere: romanzo storico (giallo)

La contessa segreta, di Eva Ibbotson

“La contessa segreta”, pubblicato in Italia nel 2009 da Salani, é la riedizione di un romanzo di Eva Ibbotson del 1981, dal titolo A Countess Below Stairs. La storia inizia intorno al 1900, a SanLa contessa segreta Pietroburgo, ma si sposta presto nella campagna inglese. La Prima Guerra Mondiale e la rivoluzione bolscevica costringono infatti la protagonista, la contessina ventenne Anna Grazinskij, a fuggire con la sua famiglia in Inghilterra. Qui Anna, improvvisamente povera, deve trovarsi un lavoro e si propone come cameriera a Mersham, tenuta dei conti Westerholme. Anna non sa nulla del nuovo lavoro, se non quello che ricava da un vecchio manuale (il fantomatico “Manuale della servitù domestica” di Selina Strickland). Ma la sua spontaneità, e la carenza di personale in vista del ritorno di Lord Rupert dopo la fine della guerra, convincono il maggiordomo Proom ad assumerla. L’inesperta nuova cameriera porterà non poco scompiglio nelle abitudini di Mersham, ma soprattutto nella vita del conte Rupert, promesso sposo della ricchissima quanto arida Muriel, ma sempre più attratto dallo sguardo limpido di Anna.

Il punto di forza del libro: è la scrittura elegante, quasi aristocratica, della Ibbotson, che riesce, quasi da sola, a ricostruire le atmosfere della nobiltà inglese e russa del ‘900. Una scrittura piacevole, accurata senza essere noiosa, poetica ma non stucchevole, la scrittura di una grande narratrice.

Perché leggere La contessa segreta: perché, se l’ironia di Eva Ibbotson é stata paragonata a quella di Roald Dahl, le ambientazioni ricordano molto Oscar Wilde, con una buona dose di solarità e ottimismo in più. E perché è un libro romantico, uno di quelli che strappano sorrisi e sospiri, un libro adatto a chi, per dirla come Audrey Hepburn in Sabrina, “guarda il mondo con degli occhiali colorati di rosa”, o almeno ci prova.

Genere: romanzo d’amore

Il cuore selvatico del ginepro, di Vanessa Roggeri

Genere: romanzo di formazione

“Il cuore selvatico del ginepro” è un romanzo di Vanessa Roggeri, pubblicato nel 2013 per Garzanti. A Baghintos, paese (immaginario) nel cuore rurale della Sardegna del 1880, è la notte del 31Copertina Il cuore selvatico del ginepro, Vanessa Roggeri ottobre, la notte delle animeddas, la “notte delle anime”. Assunta Zara sta per dare alla luce il suo settimo figlio, dopo sei femmine, e la superstizione locale già attribuisce a quel bambino poteri sovrannaturali. Ma quando a nascere è una bambina, con già tutti i denti e un accenno di coda alla fine della spina dorsale, la sentenza della levatrice è inappellabile: quella bambina è una coga, una strega. Compito del padre, Severino, è sbarazzarsene, perché non porti sciagura sulla casa, ma il ricordo della sesta figlia, morta pochi giorni dopo la nascita, ferma la sua mano già armata. La neonata viene lasciata in cortile, sotto un temporale, sperando che il freddo e la pioggia portino a termine ciò che Severino non è riuscito a fare. Ma Lucia, dieci anni, la più grande delle sorelle Zara, salva la bambina, riaccogliendola in casa e dandole il nome di Iannetta. La paura della maledizione impedirà a questo punto al resto della famiglia di uccidere Iannetta, ma non di tentare, in ogni modo, di dimenticarsi di lei, ignorandola, a volte insultandola, sopportando la sua presenza come quella di un animale molesto.

Il punto di forza del libro: è il talento narrativo della Roggeri, che avvolge il lettore come una musica, accompagnandolo in tempi e luoghi sconosciuti ai più. L’autrice non ha bisogno di lunghe descrizioni, e nemmeno di tradurre la parole in sardo che affiorano qua e là (per quanto in fondo al libro sia presente un glossario). È come se la storia si raccontasse da sola, attraverso le parole dei personaggi, lo sferzare della pioggia e la ferocia del sole, mentre il paesaggio scorre sullo sfondo, vivido osservatore e, anche lui, attore.

Perché leggere Il cuore selvatico del ginepro: perché è un libro che parla di magie antiche, anche se la vera magia è aver scoperto una nuova autrice italiana così capace. Perché è un libro che parla d’amore, tra sorelle e non solo, e lo fa in modo semplice e pulito, senza affettazione o inutili rielaborazioni. E perché è un libro che parla della Sardegna, dei suoi chiaroscuri, delle sue tradizioni, del suo fascino innegabile (e quindi il mio consiglio è di leggere anche il secondo libro di Vanessa Roggeri, “Fiore di fulmine”).

Il principe scalzo, di Laura Mancinelli

Genere: romanzo storico

“Il principe scalzo”, uscito nel 1999 per Einaudi, é un libro di Laura Mancinelli, scrittrice italiana famosa per i suoi romanzi storici (“I dodici abati di Challant”, “Gli occhi dell’imperatore”, “I treIl principe scalzo cavalieri del Graal”, solo per citarne alcuni). Il “principe scalzo” del titolo è Enrico IV, re di Germania e, in seguito, Imperatore del Sacro Romano Impero, scomunicato da papa Gregorio VII nel 1076. La scomunica pontificia dà il via ufficiale alla famosa “lotta per le investiture” e rischia di destituire di ogni potere Enrico. Per questo, nel gennaio del 1077, il re tedesco compie la penitenza richiesta dal papa per ottenere la revoca della scomunica: restare tre giorni e tre notti, vestito miseramente e a piedi nudi, sotto le mura della fortezza di Canossa. Ma la proprietaria del castello, la contessa Matilde, pur fedelissima al pontefice, offre segretamente riparo al re penitente.

Il punto di forza del libro: é la rielaborazione, in chiave romanzesca, di un fatto molto noto e di cui non si hanno notizie sicure. Si ritiene infatti che le fonti storiche siano di parte (papale) e che l’umiliazione di Enrico IV ne sia riportata ingigantita e inverosimile (sarebbe rimasto all’addiaccio tre giorni e tre notti, vestito solo di un saio, con il capo cosparso di cenere, in ginocchio, mentre nell’Appennino Toscano infuriava una bufera di neve). La Mancinelli riscrive il racconto, e la sua licenza poetica lo rende più realistico e avvincente. Il tutto senza rinunciare all’accuratezza storica, riuscendo a incastrare la sequenza (vera) degli eventi, con i sentimenti (sconosciuti ma, non per questo, necessariamente non veri) dei protagonisti.

Perché leggere Il principe scalzo: perché è un romanzo storico un po’ atipico, in cui le grandi battaglie restano sullo sfondo, gli intrighi non sono svelati, la passioni vengono taciute. La narrazione si sofferma maggiormente sulla figura del protagonista, di cui l’autrice immagina pensieri e carattere. L’Enrico IV della Mancinelli è un uomo profondo e riflessivo, a tratti dolente e ambiguo, un uomo che possiamo definire umano e moderno, ma solo se utilizziamo questi termini nella loro migliore accezione. “Il principe scalzo” è certamente un romanzo storico da leggere, così come tutti i libri di Laura Mancinelli.

Mors tua, di Danila Comastri Montanari

Genere: romanzo storico (giallo)

“Mors tua” è il primo libro di Danila Comastri Montanari in cui appare il personaggio di Publio Aurelio Stazio, anche se, per lo svolgersi della storia, non è il primo in ordine cronologico. UscitoCopertina Mors Tua, Danila Comastri Montanari inizialmente per Mondadori nel 1990, è stato riproposto successivamente da Hobby & Work, quando la saga, oggi arrivata al diciassettesimo episodio, aveva ottenuto un largo seguito di devoti lettori. Siamo nella Roma Imperiale di Claudio (42 d.C.), e Publio Aurelio Stazio è un giovane senatore che non disdegna gli agi e le belle donne. Ma l’incontro galante con l’affascinante Corinna rischia di metterlo nei guai: la fanciulla viene trovata morta e qualcuno potrebbe averlo visto entrare nella casa in cui è stata commesso l’omicidio. Sfoderando le sue doti investigative, e forte dei privilegi della sua carica, Aurelio indaga, aiutato dall’astuto, quanto impertinente, schiavo Castore.

Il punto di forza del libro: è dato dagli sfaccettati e molto umani personaggi di questo romanzo (e dei successivi della stessa serie). Aurelio è ricco e intelligente, ma cade (a volte anche volontariamente) nei trucchi messi in atto dallo schiavo Castore per estorcergli denaro. Dal canto suo, lo schiavo greco è uno scaltro imbroglione, che però riesce a conquistarsi non solo la fiducia del padrone, ma anche la simpatia dei lettori. Una caratterizzazione ricca e complessa, che aggiunge valore all’accurata ambientazione storica.

Perché leggere Mors tua: perché è facile affezionarsi ad Aurelio e anche a Castore, e appassionarsi alle loro vicende. In questo testo, come in altri della saga, le storie sono addirittura due: la prima, che dà il titolo al libro, e la seconda, più breve, in appendice: “Una filosofa per Publio Aurelio Stazio”. Per chi volesse seguire l’ordine cronologico delle vicende di Publio Aurelio Stazio, e non quello di pubblicazione dei romanzi, ecco l’elenco completo :

  1. Cave canem
  2. Morituri te salutant
  3. Parce sepulto
  4. Cui prodest?
  5. Spes, ultima dea
  6. In corpore sano
  7. Mors tua
  8. Scelera
  9. Gallia est
  10. Saturnalia
  11. Ars moriendi
  12. Olympia
  13. Tenebrae
  14. Nemesis
  15. Dura lex
  16. Tabula rasa
  17. Pallida mors