Mors tua, di Danila Comastri Montanari

Genere: romanzo storico (giallo)

“Mors tua” è il primo libro di Danila Comastri Montanari in cui appare il personaggio di Publio Aurelio Stazio, anche se, per lo svolgersi della storia, non è il primo in ordine cronologico. UscitoCopertina Mors Tua, Danila Comastri Montanari inizialmente per Mondadori nel 1990, è stato riproposto successivamente da Hobby & Work, quando la saga, oggi arrivata al diciassettesimo episodio, aveva ottenuto un largo seguito di devoti lettori. Siamo nella Roma Imperiale di Claudio (42 d.C.), e Publio Aurelio Stazio è un giovane senatore che non disdegna gli agi e le belle donne. Ma l’incontro galante con l’affascinante Corinna rischia di metterlo nei guai: la fanciulla viene trovata morta e qualcuno potrebbe averlo visto entrare nella casa in cui è stata commesso l’omicidio. Sfoderando le sue doti investigative, e forte dei privilegi della sua carica, Aurelio indaga, aiutato dall’astuto, quanto impertinente, schiavo Castore.

Il punto di forza del libro: è dato dagli sfaccettati e molto umani personaggi di questo romanzo (e dei successivi della stessa serie). Aurelio è ricco e intelligente, ma cade (a volte anche volontariamente) nei trucchi messi in atto dallo schiavo Castore per estorcergli denaro. Dal canto suo, lo schiavo greco è uno scaltro imbroglione, che però riesce a conquistarsi non solo la fiducia del padrone, ma anche la simpatia dei lettori. Una caratterizzazione ricca e complessa, che aggiunge valore all’accurata ambientazione storica.

Perché leggere Mors tua: perché è facile affezionarsi ad Aurelio e anche a Castore, e appassionarsi alle loro vicende. In questo testo, come in altri della saga, le storie sono addirittura due: la prima, che dà il titolo al libro, e la seconda, più breve, in appendice: “Una filosofa per Publio Aurelio Stazio”. Per chi volesse seguire l’ordine cronologico delle vicende di Publio Aurelio Stazio, e non quello di pubblicazione dei romanzi, ecco l’elenco completo :

  1. Cave canem
  2. Morituri te salutant
  3. Parce sepulto
  4. Cui prodest?
  5. Spes, ultima dea
  6. In corpore sano
  7. Mors tua
  8. Scelera
  9. Gallia est
  10. Saturnalia
  11. Ars moriendi
  12. Olympia
  13. Tenebrae
  14. Nemesis
  15. Dura lex
  16. Tabula rasa
  17. Pallida mors

Se ho paura prendimi per mano, di Carla Vistarini

Genere: romanzo giallo

“Se ho paura prendimi per mano” è il primo romanzo di Carla Vistarini, apprezzata sceneggiatrice per la televisione, nonché autrice di canzoni e testi teatrali. Uscito nel 2014 per Corbaccio, inizia conSe ho paura prendimi per mano una rapina in un supermercato, durante la quale una donna muore e un barbone, lo Smilzo, si ritrova accanto una bambina di circa due-tre anni. La piccola non parla (a parte qualche farfugliamento e un inequivocabile “f-f-f…gulo”) e lo Smilzo, ex analista finanziario braccato dai debitori e dal Fisco, vorrebbe consegnarla alla polizia e ritornare a nascondersi sotto i ponti. Ma quando un tizio sinistro cerca di portarla via con la forza, decide di intervenire e scappa via con lei. Tra sparatorie notturne e telefonate minatorie, sicari prezzolati e avvocati senza scrupoli, lo Smilzo e la bambina cercheranno un rifugio e un senso alla tragedia che li ha fatti incontrare.

Il punto di forza del libro: è la caratterizzazione dei personaggi, che sono non solo molto reali, ma anche complessi e vivaci, alcuni divertenti e altri, almeno due o tre, magistralmente odiosi. Oltre allo Smilzo e alla bambina, incontriamo un prete che potrebbe fare il battitore di baseball, un commissario di polizia che si sottovaluta, un agente dall’animo artistico, un ex professore di fisica un po’ svampito e pure un chihuahua con una forte personalità.

Perché leggere Se ho paura prendimi per mano: perché è avvincente, ma anche ironico e scanzonato. La narrazione non segue un unico punto di vista, ma propone frequenti cambi di prospettiva, regalando, con sapiente lentezza, tutti i tasselli che ricompongono una storia originale e intrigante. Peccato però per il finale, che appare un po’ frettoloso. O forse, è solo la voglia di leggere un altro libro di Carla Vistarini?

I segreti di Gray Mountain, di John Grisham

Genere: romanzo giallo

“I segreti di Gray Mountain”, ventottesimo romanzo di John Grisham (in quanto Innocente. Una storia vera è considerato un saggio), è stato pubblicato in Italia nel 2014 da Mondadori. Protagonista è I segreti di Gray MountainSamantha Kofer, giovane avvocato newyorkese, specializzata in contratti immobiliari. Quando la crisi dei mutui subprime investe anche il grosso studio legale per cui lavora, Samantha accetta di lavorare gratuitamente per uno sconosciuto ente di Brady,  in Virginia, con la labile promessa di tornare, dopo un anno, al suo vecchio ufficio di New York. Ma a Brady si scontra con la prepotenza delle grosse società di estrazione del carbone, le quali stanno distruggendo i Monti Appalachi e soprattutto, ne stanno avvelenando la popolazione, nell’indifferenza, se non nella connivenza, delle autorità locali. A fronteggiarle, oltre alla Mountain Legal Aid Clinic, la piccola organizzazione no profit per la quale Samantha deve svolgere il suo stage di un anno, ci sono Donovan Gray e il fratello Jeff, avvocato il primo e investigatore il secondo. Samantha, inizialmente riluttante, finirà per essere coinvolta dai due fratelli in una pericolosa battaglia contro le società minerarie, una battaglia che andrà ben oltre i confini della legalità, con inseguimenti e intimidazioni, furti e intercettazioni,  per arrivare fino all’omicidio.

Il punto di forza del libro: è la solida struttura del racconto, che si snoda lineare e fluido per oltre trecento pagine. Come in molti altri bestseller di Grisham, troviamo la condanna di comportamenti che arricchiscono i più forti a scapito dei più deboli (in questo caso l’estrazione del carbone nei monti Appalachi, attività che sta modificando massicciamente ampie zone del Nord America), i precisi riferimenti alla pratica legale, un po’ di sesso e la giusta dose di azione. In più, rispetto ad altri, ne “I segreti di Gray Mountain” il finale aperto e la frase sulla copertina italiana fanno venire il dubbio che Grisham si sia affezionato alla sua nuova protagonista e che questa non sarà l’unica avventura di  Samantha Kofer.

Perché leggere I segreti di Gray Mountain: perché John Grisham è una certezza e i suoi libri si leggono sempre con piacere. Ma anche perché parla di problemi ambientali legati alle risorse energetiche, in un mondo che è sempre più affamato di energia.

 

Morte all’Acropoli, di Andrea Maggi

Genere: romanzo storico (giallo)

“Morte all’Acropoli”, pubblicato nel 2014 da Garzanti, è il romanzo d’esordio di Andrea Maggi. Ambientato nell’Atene del IV secolo a.C., si presenta come la prima avventura di un nuovo investigatoreMorte all'Acropoli dell’antichità, Apollofane, un mercante che si improvvisa logografo (ossia avvocato) per onorare una promessa fatta molti anni addietro. È questo il motivo per cui decide di occuparsi della difesa di Eurifemo, arrestato per l’omicidio di un uomo, ma anche tristemente noto per essere un licantropo. Grazie all’aiuto dello schiavo Strepsiade, dell’etera Filossena e di Mida, un asino dai comportamenti quasi umani, non solo riuscirà a scagionarlo, ma si lancerà anche alla ricerca del vero assassino, rischiando però non solo la sua vita, ma anche quella dei suoi amici.

Il punto di forza del libro: é la dettagliata ambientazione storica, ricca di particolari su Atene e sullo stile di vita del tempo. L’utilizzo massiccio degli aggettivi, che in alcuni punti rischia di appesantire la narrazione, risulta comunque funzionale alla ricostruzione e caratterizza lo stile di Maggi, conferendogli una spiccata originalità. Anche l’uso costante di grecismi al posto dei corrispondenti termini italiani, uso che a volte rende la lettura meno scorrevole, può essere considerato interessante, soprattutto per chi apprezza la storia ellenica.

Perché leggere Morte all’Acropoli: perché è la prima, riuscita, prova di uno scrittore italiano, una novità nel panorama letterario. E anche se nel testo si trovano alcune ripetizioni e qualche leggera disarmonia nei tempi verbali, non è comunque niente di grave, niente che un editing migliore non possa correggere. E soprattutto niente che possa diminuire il valore di questo buon libro.

 

Il ladro d’acqua, di Ben Pastor

Genere: romanzo storico (giallo)

 “Il ladro d’acqua”, uscito in Italia nel 2007 per Frassinelli, è il primo libro di un ciclo che l’autrice, Ben Pastor, incentra sulla figura di Elio Sparziano, ritenuto uno degli autori della raccolta di biografie Historia Augusta, ma di cui non si saIl ladro d'acqua praticamente altro. Nella ricostruzione romanzata, Sparziano riceve da Diocleziano l’incarico di recarsi in Egitto, ufficialmente per verificare che due editti imperiali siano rispettati, ma soprattutto per indagare sulla morte e sul luogo di sepoltura di Antinoo, il favorito dell’imperatore Adriano. La verità sulla vicenda, utile per la biografia dello stesso Adriano di cui Sparziano si sta occupando, diviene fondamentale per le indiscrezioni che vorrebbero nascoste, proprio nella tomba di Antinoo, le prove di una congiura contro l’Impero Romano.

Il punto di forza del libro: è la ricchezza nei dettagli e la precisione con cui sono descritti i personaggi e le ambientazioni storiche. L’autrice mette le sue conoscenze accademiche e le sue ricerche sul campo a servizio della letteratura, e ne esce un romanzo accurato e visivamente intenso.

Perché leggere Il ladro d’acqua: perché l’attenzione con cui è scritto, e che potrebbe rischiare di renderlo un po’ troppo tecnico, è perfettamente bilanciata dall’intricato giallo in cui si muove Sparziano, tra agguati, minacce e omicidi. Il connubio giusto per rendere consigliabile questo libro, come pure il seguito, “La voce del fuoco”.

Pietra è il mio nome, di Lorenzo Beccati

Genere: romanzo storico (giallo)

“Pietra è il mio nome”, è l’ultimo libro di Lorenzo Beccati, noto ed apprezzato autore televisivo (Striscia la notizia, Drive-In, ecc.) e scrittore. Uscito nel 2014 per Editrice Nord, il romanzo è ambientato nella Genova del 1601 ed ha comePietra è il mio nome protagonista Pietra, orfana ventenne a cui i rovesci della vita hanno lasciato solo una nonna e la nomea di rabdomante. È grazie a quest’ultima, e al timore che incute negli ingenui e bigotti concittadini, che riesce a sopravvivere, ma è anche per colpa di questa che è chiamata in causa quando iniziano a verificarsi efferati e misteriosi delitti.

Il punto di forza del libro: è l’alternarsi tra presente e passato di Pietra, reso attraverso un felice uso dei tempi verbali. Quasi come nella sceneggiatura di un film, gli attori si muovono in un presente dettagliato e vivido, mentre la storia, seguendo i pensieri della protagonista, cede ogni tanto ad un improvviso flashback, che non solo arricchisce la già piacevole narrazione, ma diventa funzionale al dipanarsi dell’intrigo.

Perché leggere Pietra è il mio nome: perché all’originalità del racconto, si unisce la bravura narrativa di Beccati e ciò che ne risulta è un romanzo insolito, a tratti cruento senza diventare crudele, realistico senza essere volgare, un romanzo accattivante, moderno, sicuramente da leggere.

Le miniere dell’imperatore, di Lindsey Davis

Genere: romanzo storico (giallo)

Le miniere dell’imperatore, è, come cita la copertina, il primo caso per Marco Didio Falco, l’investigatore dell’antica Roma. Uscito in versione originale nel 1989, e arrivato in Italia nel 2002, inaugura una serie di romanzi, in totale venti, scrittiLe miniere dell'imperatore da Lindsey Davis e ambientati nella Roma di Vespasiano. Il consiglio è di leggerli tutti, in quanto tutti degni di recensioni positive.

È la torrida estate del 70 d.C. e Roma, per usare le parole dell’autrice, “sfrigola come una frittella nell’olio bollente”. Marco Didio Falco, squattrinato investigatore dal tagliente umorismo, si trova, per puro caso, a salvare una graziosa e ricca fanciulla da due bruti che intendono rapirla. Il suo altruismo, e la ricompensa offertagli da un senatore, lo porteranno ad indagare su un traffico illegale d’argento, nonché a conoscere la tanto affascinante quanto caparbia Elena Giustina, sua controparte in questa avventura in Britannia (e in molte altre).

Il punto di forza del libro: è la dissacrante ironia con cui Lindsey Davis fa raccontare a Falco le proprie (dis)avventure. Senatori, sacerdoti, familiari, persino l’imperatore e gli dei non sfuggono al suo sarcasmo, che rende tutto il libro estremamente divertente.

Perché leggere Le miniere dell’imperatore: perché è un libro godibile, vivace, con una storia ben strutturata, dei personaggi magnificamente definiti, una scrittura moderna, frizzante e fluida. Falco, la sua strampalata famiglia, Elena Giustina, Petronio, e poi i personaggi secondari, da Smaractus a Pertinace, fino a Vespasiano, Tito e Domiziano, tutti sono caratterizzati in modo dettagliato, ma naturale, senza forzature o generalizzazioni. Anche il linguaggio di Falco a volte è un po’ sanguigno, ma, ovviamente, in linea con il tempo storico e il personaggio. Un libro non da leggere, ma da divorare, caldamente consigliato, così come il seguito,  Misteri imperiali.

La sfida della mummia, di Elizabeth Peters

Genere: romanzo storico (giallo)

 La sfida della mummia è un romanzo pubblicato negli Stati Uniti nel 1975, ma approdato in Italia ben più tardi, prima con Mondadori, in brossura nel 2001, e poi, in versione rilegata, nel 2004, con Editrice Nord. Ad entrambe queste due caseLa sfida della mummia editrici va il grande merito di aver fatto conoscere ai lettori italiani una spassosa, caparbia, intelligente e coraggiosa archeologa, Amelia Peabody, nella prima delle sue diciannove avventure (per le quali le recensioni sono tutte positive). Forte di una conoscenza diretta dell’archeologia, grazie ad una laurea in Egittologia, l’autrice, Elizabeth Peters (pseudonimo di Barbara Mertz) ci presenta Amelia mentre, per le strade di Roma, incontra Evelyn, inglese come lei, ingannata e abbandonata dal più classico degli sciupafemmine. Mentre il racconto spiega come mai Amelia, trentenne danarosa e indipendente, possa aggirarsi da sola per l’Europa nel 1884, senza il necessario bagaglio di un marito, le due nuove amiche partono, per l’Egitto dove incontreranno due fratelli archeologi, una mummia inquieta e un misterioso giallo da risolvere.

Il punto di forza del libro: è la caratterizzazione che Elizabeth Peters dà ad Amelia. Utilizzando la narrazione in prima persona, l’autrice tratteggia un personaggio magnificamente concreto, con i suoi difetti (Amelia è molto testarda, spesso pungente, a volte un po’ pedante) e le sue condivisibili qualità (la voglia di autonomia, l’intraprendenza, l’intelligenza). Amelia si muove e pensa come una donna ricca del 1884 e la sua indipendenza, che potrebbe sembrare anacronistica per il momento storico, è pienamente giustificata dalla sua condizione economica. Amelia è quindi molto realistica, ma, in  più, è anche simpatica, scaltra, decisa, una vera protagonista da amare.

Perché leggere La sfida della mummia: perché è inevitabile affezionarsi ad Amelia e ai personaggi che le girano intorno. E appassionarsi agli scavi in Egitto, che fanno da scenografia a queste e alle prossime avventure. E farsi catturare dal mistero della mummia che proprio quegli scavi vuole impedire. E, una volta finito il libro, consolarsi con il seguito, subito pronto da leggere: Il faraone assassino.

I delitti della medusa, di Giulio Leoni

Genere: romanzo storico (giallo)

“I delitti della medusa”, libro del 2000 di Giulio Leoni, è il seguito cronologico, per quanto pubblicato prima e benchè la vicenda principale del romanzo sia totalmente diversa, de “I delitti del mosaico”. Ritroviamo infatti Dante Alighieri –I delitti della medusa proprio lui, il padre della letteratura italiana – alle prese con un nuovo omicidio da risolvere. Se ne “I delitti del mosaico” Dante era stato da poco eletto priore di Firenze, qui ha ormai preso le misure del suo incarico e si muove con sicurezza tra le vie di una Firenze medievale, alla testa dei suoi bargellini. Vuole infatti scoprire l’assassino di Vana del Moggio, seducente e talentuosa cantante, ritrovata appesa ad un macchinario nel nuovo Palazzo dei Priori in costruzione, e, per di più, decapitata. Alla morte si aggiunge l’oltraggio della sepoltura, in quanto la testa, mancante, di Vana viene rimpiazzata da una famosa quanto macabra effige di Medusa, scomparsa qualche anno addietro ed ora inspiegabilmente ricomparsa.

Il punto di forza del libro: è Dante, o meglio il modo straordinario con cui Giulio Leoni fa muovere e parlare Dante nel libro. Chi ha letto la Divina Commedia non potrà non concordare con l’autore, sul carattere che questi ha voluto attribuire al suo personaggio. Come nelle terzine lo spirito sanguigno del Sommo Poeta castigava nobili e Papi, così ne “I delitti della medusa” Dante rivive con la stessa sfrontatezza, lo stesso impeto, la stessa vibrante intelligenza.

Perché leggere I delitti della medusa: perché la Firenze del ‘300 sembra saltar fuori dalle pagine del libro, tanta è la nitidezza con cui è descritta. Nitidezza che, a volte, obbliga l’autore a raccontare episodi di una certa brutalità, ma funzionali alla storia e all’ambientazione. E perché, per chi ha amato la Divina Commedia, è un gioco appassionante scovarne le citazioni, nelle frasi e nei personaggi (primo fra tutti Papa Bonifacio VIII).