L’acqua del diavolo, di Cristina Lanaro

“L’acqua del diavolo”, uscito nel 2015 per la Attilio Fraccaro Editore, è un libro diL'acqua del diavolo, di Cristina Lanaro Cristina Lanaro, il secondo con protagonista il maresciallo dei Carabinieri Francesco Altasi. La storia, pur romanzata, prende spunto dalla realtà, così come reali sono i luoghi, anche se con qualche nome cambiato. Altasi è appena arrivato al Comando di Thiene, nell’Alto Vicentino, quando viene scoperto il cadavere di una maestra elementare in pensione. Il luogo del ritrovamento è una discarica, accanto a cui sorge un campo nomadi. Camion carichi di rifiuti non trattati, pozzi inquinati, un’integrazione difficile tra rom e locali, silenzi e bugie fanno da sfondo all’indagine di Altasi.

Il punto di forza del libro: è la caratterizzazione dei personaggi, che è vivida e ben costruita. Accanto ad Altasi troviamo il vice brigadiere Orpelli, scostante e poco amato dai colleghi, quanto prezioso amico per il maresciallo. E la giovane e coraggiosa maestra Sara, l’impeccabile quanto irritante agente Freso, l’intelligente cane Fernando. In parallelo, scorrono le storie di Tony, affascinante giornalista che indaga sulla discarica, della piccola rom Riana, di un’altra giovane nomade, Ael, che ha rinnegato il suo passato senza però riuscire a dimenticarlo.

Perché leggere L’acqua del diavolo: perché, pur trattandosi di un romanzo, e quindi di un’opera di fantasia, parla dell’inquinamento di terreni e falde acquifere, un problema reale e urgente, in ogni angolo del mondo. E perché nel libro la Lanaro affronta, con delicatezza, il tema dell’integrazione fra culture diverse, evitando sia i preconcetti che il buonismo. E infine perché “L’acqua del diavolo” è un romanzo onesto, scorrevole, adatto a tutti.

Genere: romanzo giallo

Assassinio all’Ikea, di Giovanna Zucca

“Assassinio all’Ikea”, pubblicato nel 2015 da Fazi Editore, è un divertentissimo giallo diCopertina libro Assassinio all'Ikea di Giovanna Zucca Giovanna Zucca. O almeno la copertina suggerisce che sia un giallo, data l’immagine di un grosso coltello in puro stile Ikea, con tanto di prezzo stampato a fianco. In realtà, più che di misteri e omicidi, in questo libro si parla di vita. Di quella di Erminia, la narratrice, e della sua amica Anna Laura, di quella del commissario Loperfido (un nome, un programma) e della giovane ispettrice Esposito. E si racconta anche di mariti noiosi e amanti ancora più noiosi, di mamme piene di segreti e di figli dalle improvvise e insospettate capacità, di veraci amiche del Sud d’Italia e di complicate famiglie del Nord. Naturalmente il morto c’è, e per quanto riguarda l’assassino… qui di più non si può dire.

Il punto di forza del libro: è l’originalità della scrittura della Zucca. Finalmente una narrazione frizzante e moderna, a volte un po’ esplicita, ma comunque sempre perfettamente coerente con il racconto e la storia. Dialoghi brillanti, misti di veneto e di napoletano, ma con un uso dell’italiano acuto e vivace.

Perché leggere Assassinio all’Ikea: perché è un libro divertente, diverso dal solito, caustico. Perché sono quasi trecento pagine, ma si leggono in un attimo. Perché la storia sembra banale, eppure è raccontata in modo particolare e stravagante. Perché la Zucca ha scritto un ottimo libro in un ottimo stile, e di questi tempi non è una cosa così comune.

Genere: romanzo umoristico (giallo?)