Alla deriva, di Steven Callahan

Autobiografia Steven Callahan, Alla derivaAlla deriva è il racconto-diario del naufragio di Steven Callahan. Pubblicato per la prima volta in Italia nel 1987, è stato ristampato nel 2017 da Baldini & Castoldi, anche in seguito al successo del film Vita di Pi. Il regista del film, Ang Lee, affascinato dal libro, ha voluto infatti Steven Callahan come consulente per le scene in mare. In Alla deriva, il velista americano ripercorre i 76 giorni trascorsi su un battellino di salvataggio, dopo il naufragio della sua imbarcazione nell’Oceano Atlantico. A bordo della Napoleon Solo, Callahan progettava di compiere la traversata oceanica, partendo dalle Canarie per raggiungere le Antille. Ma ad una settimana di navigazione da Tenerife, la Solo ha un incidente e affonda, consentendo a Callahan di recuperare solo la scialuppa gonfiabile e qualche attrezzo.

Il punto di forza del libro: è l’umanità di Callahan, che lo rende un inconsapevole eroe. Il suo racconto semplice e al contempo epico, tragicamente reale, rapisce il lettore tra le onde dell’Oceano, impedendogli di staccarsi dalle pagine del libro. L’autore ha lottato contro la fame e la sete, il sole cocente e le tempeste, gli attacchi degli squali e la tentazione di abbandonare ogni speranza, eppure non ha mai perso il coraggio e la purezza, la sua dignità di uomo.

Perché leggere Alla deriva: perché è una storia vera, dove l’intelligenza e la capacità di adattamento umane sono protagoniste, tanto quanto la passione per il mare e il rispetto per i suoi abitanti. Perché è scritto con semplicità e poesia: l’autore racconta la sua avventura con la naturalezza di chi non cerca lodi, quasi senza rendersi conto delle sue doti straordinarie. E perché, anche se conosciuto solo attraverso le pagine di Alla deriva, Callahan è sicuramente un uomo eccezionale, con cui magari condividere qualche uscita in barca a vela… ma non necessariamente a bordo di un battellino gonfiabile.

Genere: autobiografia

Cleo, di Helen Brown

Genere: autobiografia

“Cleo” è il primo libro di Helen Brown, uscito in Australia a fine 2009 e nella traduzione italiana, per Edizioni Piemme, già nel 2010. Nell’estate neozelandese a cavallo tra il 1982 e il 1983, Sam, ilCleo figlio maggiore dell’autrice, sta per compiere nove anni. Come regalo chiede di avere la gattina più piccola e spelacchiata della nuova cucciolata della vicina. Ha deciso di chiamarla Cleo. Ma, dopo circa un mese, Sam muore, investito da un’auto sotto gli occhi del fratello più piccolo, Rob. Quando la vicina si presenta per consegnare Cleo, ormai svezzata, alla sua nuova famiglia, la Brown vorrebbe rifiutarsi di prendere il gatto, ma il sorriso che vede sul volto di Rob la convince a tenerlo. L’affascinante prepotenza e l’empatia che contraddistinguono ogni gatto fanno lentamente breccia nel cuore ferito dell’autrice. Il dolore per la morte di Sam non passerà mai completamente, ma, anche grazie a Cleo, nella vita della Brown e della sua famiglia ci sarà di nuovo posto per la felicità.

Il punto di forza del libro: è il calore, umano e felino, che irradia da questo libro. Speranza, ottimismo e un po’ di magia sono gli ingredienti che spronano a continuare nella lettura anche quando gli occhi sono così annebbiati di lacrime da non distinguere più le parole sulle pagine.

Perché leggere Cleo: perché sarebbe un romanzo splendido, se non fosse una storia vera e, proprio per questo, ancora più incantevole e coinvolgente. La Brown tocca i nervi scoperti del dolore e lo fa con una delicatezza e una poesia rare. E anche qui, come nel caso del gatto Bob, sorge il dubbio che una parte del merito di questo bellissimo libro vada alla “magica” gatta Cleo, una gatta che l’autrice definisce “sciamana”.

Il tredicesimo dono, di Joanne Huist Smith

Genere: autobiografia

“Il tredicesimo dono” nasce da una storia vera, quella di Joanne Huist Smith e dei suoi figli, Benjamin, Nicholas e Megan. Pubblicato nel 2014, racconta di quanto accaduto all’autrice nei dodiciIl tredicesimo dono giorni che precedettero il Natale del 1999, il primo Natale senza l’amato marito Rick, morto due mesi prima. Il 13 dicembre la Smith si sveglia in ritardo e, mentre freneticamente corre fuori di casa per prendere l’auto, quasi non si accorge di una pianta di poinsettia (la tradizionale Stella di Natale) che qualcuno ha lasciato fuori dalla porta. L’autrice tenta di ignorarla, così annientata dalla perdita del marito da non avere nemmeno la forza di affrontare il Natale, con tutto il suo bagaglio di gioia e ricordi. Ma a questo dono se ne aggiungeranno altri undici, ciascuno corredato da un biglietto che riprende la canzone “The twelve days of Christmas”. Ad ogni regalo, portato da anonimi benefattori di cui l’autrice e i figli tenteranno di scoprire l’identità, la famiglia inizia lentamente a riprendersi, a farsi coraggio, a sorridere ancora.

Il punto di forza del libro: è il suo essere una storia vera, una storia dolorosa (e quindi che vi farà piangere) ma anche ottimista e commovente (e sorriderete e poi piangerete ancora di più).

Perché leggere Il tredicesimo dono: perché è un libro carico di speranza, scritto molto bene (la Smith è una giornalista), semplice e scorrevole. Un libro che possono leggere tutti, o meglio, che dovrebbero leggere tutti.

Storie ancora più strane, di Carlo Lucarelli

Genere: saggio

“Storie ancora più strane”, uscito nel 2014 per Skira Editore, è il naturale seguito di “Strane storie”, libro di Carlo Lucarelli del 2013. Come già nel primo, anche qui Lucarelli ci presenta venti storie,Storie ancora più strane storie diverse tra loro, con protagonisti più o meno famosi, ma che condividono tutte il fatto di essere incredibili e misteriose, rivoluzionarie o agghiaccianti, ma sempre, rigorosamente, vere.

Il punto di forza del libro: è la straordinaria capacità narrativa di Lucarelli, quasi un moderno trovatore, un incantatore, al punto che, una volta iniziato il libro, diventa difficile e quasi doloroso interromperne la lettura. Le storie scorrono fluide come in un racconto orale, in cui le parole e le frasi sembrano nascere indipendenti, senza regole o forma. Eppure la scrittura è stilisticamente perfetta, con l’originalità e la modernità proprie di Lucarelli.

Perché leggere Storie ancora più strane: perché le storie sono sorprendenti, alcune orribili, come quella del reverendo Jim Jones,  altre controverse, come quella della scuola McMartin, altre ancora ammirevoli, come quella di Jesse Owens. E perché qualsiasi storia, anche la più avvincente, diventa ancora più emozionante se a raccontarla è Carlo Lucarelli, uno dei maggiori narratori italiani.