L’ultimo velo, di Nancy Bilyeau – pag. 438

Iniziare spiegando che L’ultimo velo è l’ennesimo libro che parla di Enrico VIII e dello Scisma Anglicano sarebbe fare un torto all’autrice. Se infatti il periodo storico è quello (e nel testo Enrico VIII fa pure la sua bella apparizione), Nancy Bilyeau è però riuscita a scrivere il suo romanzo partendo da un punto di vista originale, quello di una novizia domenicana che vede il suo futuro minacciato dalla progressiva soppressione dei monasteri cattolici, voluta proprio dal sovrano inglese. Uscito per Sperling & Kupfer Editori nel 2012, L’ultimo velo si snoda tra le vie di una cupa Londra del 1537, dove Sorella Joanna giunge, violando la regola della clausura, per assistere con le sue preghiere la cugina Margaret, condannata al rogo per essersi rifiutata di rinnegare la vecchia fede. Ma ad assistere all’esecuzione c’è anche il padre di Joanna, sir Richard Stafford, che si lancia verso la nipote, compiendo un gesto inatteso. Nella confusione che ne deriva, le guardie reali non esitano ad arrestare Joanna, sir Richard e pure Geoffrey Scovill, un giovane ufficiale di corte che poco prima aveva salvato la novizia da un’aggressione. Rinchiusa nella Torre di Londra, la novizia non può fare altro che sottostare al ricatto del vescovo Gardiner per salvare il padre e se stessa, e tornare quindi al priorato per indagare su un oggetto oscuro e pericoloso.

Il punto di forza del libro. È la trama del romanzo, costruita dalla Bilyeau con la stessa maestria con cui le consorelle di Joanna creano i loro arazzi al monastero di Dartford. L’autrice intesse una storia originale e credibile, in cui si muovono Joanna e le (disgraziate) mogli di Enrico VIII, due ambigui frati domenicani, una intransigente badessa, dame di corte e tirapiedi, e pure un aitante conestabile.

Perché leggere L’Ultimo Velo: perché è un romanzo storico, ma è anche ricco di suspense; perché la protagonista è una ragazza, molto religiosa ma anche molto umana; perché è un’opera prima, ma sembra scritta da un’autrice di grande esperienza; perché è una storia ambientata a Londra, e dopo la Brexit, abbiamo nostalgia di questa meravigliosa città anche quando è raccontata nella sua versione medievale.

GENERE: ROMANZO STORICO

L’enigma del gallo nero, di C.J. Sansom

“L’enigma del gallo nero”, pubblicato nel 2003 in Italia dalla Sperling & Kupfer Editori, inaugura la serie di gialli storici di Matthew Shardlake, personaggio che ha reso famoso lo scrittore C.J.Copertina libro L'enigma del gallo nero, C.J. Sansom Sansom. È il 1537 e Shardlake è un avvocato presso la corte inglese di Enrico VIII, alle dirette dipendenze del primo ministro del sovrano, Thomas Cromwell. La soppressione degli ordini monastici, voluta da Enrico VIII e alacremente perseguita da Cromwell, ha portato un commissario regio, Robin Singleton, all’abbazia benedettina Scarnsea. Singleton, che sta segretamente investigando su dei presunti illeciti compiuti di monaci, viene però trovato ucciso e, nella stessa notte, viene profanato l’altare della chiesa del convento e rubata una famosa reliquia. Shardlake è mandato a indagare, forte delle sue conoscenze legali, ma anche del suo acume.

Il punto di forza del libro: è l’ambientazione cupa e ambigua in cui si muovono i personaggi: l’epoca Tudor, con i suoi sanguinosi intrighi, la Londra misteriosa di Enrico VIII e Anna Bolena, i monaci, con i loro segreti così cari alla letteratura in giallo, un monastero lugubre e freddo, al limitare di una palude infida. Sansom aggiunge all’inquietante scenario un protagonista originale, un avvocato (come lo era anche l’autore, prima di dedicarsi unicamente alla scrittura), che una malformazione scheletrica e le esperienze dell’infanzia hanno reso sagace e critico, un investigatore ideale per muoversi nell’enigmatica Inghilterra scossa dallo scisma anglicano.

Perché leggere L’enigma del gallo nero: perché i complotti che hanno caratterizzato l’epoca Tudor sono uno sfondo sempre avvincente, su cui Sansom fa muovere il suo Shardlake in più di un romanzo. E quindi diventa ancora più piacevole fare la conoscenza di questo brillante avvocato ne “L’enigma del gallo nero” sapendo che, una volta finito questo libro, c’è già “La scomparsa del fuoco greco” che ci aspetta.

Genere: romanzo storico (giallo)