Vox, di Christina Dalcher

Vox è il romanzo d’esordio di Christina Dalcher, una sorta di diario fittizio su unRomanzo Vox di Christina Dalcher agghiacciante futuro distopico. Uscito in Italia nel 2018 per la casa editrice Nord, il libro si basa su un’idea semplice e spiazzante: negli Stati Uniti una nuova legge impone alle donne, fin dalla nascita, di portare un braccialetto al polso che conti il numero di parole che ognuna pronuncia in una giornata, emettendo poi una forte scarica elettrica al raggiungimento della centesima parola. Così ogni donna smette di parlare, ma anche di lavorare, di uscire, di vivere; le bambine non solo non imparano a parlare, ma nemmeno a leggere e a scrivere, condannate a una vita da schiave, ovviamente mute, degli uomini. Così è per la dottoressa Jean McClellan e per sua figlia Sonia, cristallizzate in un presente silenzioso destinato a peggiorare. Ma Jean è un’esperta in disturbi del linguaggio  e quando le sue competenze scientifiche vengono richieste dal Presidente, si profila l’opportunità di fare qualcosa per cambiare il proprio destino e quello di tutte le donne americane.

Il punto di forza del libro: è l’idea su cui si basa, talmente assurda e terrificante da far sorgere il dubbio che, un giorno, qualcuno potrebbe trovarla ragionevole. Il romanzo in realtà è poi un po’ debole in alcuni punti, soprattutto nelle ultime pagine, dove l’autrice usa un artificio per non dilungarsi a raccontare i singoli avvenimenti che portano al finale. Finale che è anche troppo semplicistico e buonista, un finale che accontenta un po’ tutti e forse scontenta quei lettori che avrebbero voluto qualche capitolo e molta azione in più.

Perché è un libro da leggere: perché fa riflettere su disuguaglianza e sopraffazione, concetti che devono essere accuratamente eliminati da ogni ambito umano, partendo da quello sociale e passando per l’economico e il politico. Perché è un “primo romanzo” e merita la comprensione tributata a chi compie un’opera importante, anche se non perfetta. E infine perché parla di futuro, e sta ad ognuno di noi costruirlo su fondamenta solide fatte di parità, rispetto e dignità.

Genere: romanzo giallo (distopico)

Smith & Wesson, di Alessandro Baricco

Smith & Wesson è un testo per il teatro scritto da Alessandro Baricco e pubblicato daCopertina libro Smith & Wesson di Alessandro Baricco Feltrinelli Editore nel 2014. Proprio per la sua natura di opera teatrale, il libro si compone principalmente di dialoghi, suddivisi in due atti, con qualche sporadica, e spesso divertente, annotazione dell’autore su sceneggiatura e atteggiamenti degli attori. Personaggi principali sono: Wesson, che ripesca i cadaveri di chi si suicida dalle Cascate del Niagara; Smith, in visita alle Cascate per raccogliere dati sul tempo meteorologico degli ultimi settantasette anni; e Rachel, una giovane giornalista che deve trovare al più presto una storia “da prima pagina” per non essere licenziata. E se subito i più squinternati sembrano Smith e Wesson, la ventitreenne Rachel non è da meno. La sua idea è quella di scrivere un pezzo sulla prima persona che si sia buttata dalle Cascate del Niagara e sia sopravvissuta. E quella persona vuole essere lei, aiutata dai due bislacchi personaggi che danno il titolo al libro e alla pièce teatrale.

Il punto di forza del libro: non uno ma molti. Dallo stile di Baricco, sempre originale, coinvolgente, facile e profondo allo stesso tempo, alla trama, paradossale ma verosimile, perfettamente lineare, fino alla caratterizzazione dei personaggi, spassosi e stravaganti.

Perché leggere Smith & Wesson: perché può essere letto come un romanzo, ma è impossibile non immaginarsi Smith e Wesson che battibeccano tra loro su un palcoscenico. E perché Smith & Wesson è un libro che ha il raro pregio di essere comico ma anche spiazzante, concreto e surreale; un libro in cui lacrime e risate si mescolano, così come succede nella vita reale.

Genere: testo teatrale