Storie ancora più strane, di Carlo Lucarelli

Genere: saggio

“Storie ancora più strane”, uscito nel 2014 per Skira Editore, è il naturale seguito di “Strane storie”, libro di Carlo Lucarelli del 2013. Come già nel primo, anche qui Lucarelli ci presenta venti storie,Storie ancora più strane storie diverse tra loro, con protagonisti più o meno famosi, ma che condividono tutte il fatto di essere incredibili e misteriose, rivoluzionarie o agghiaccianti, ma sempre, rigorosamente, vere.

Il punto di forza del libro: è la straordinaria capacità narrativa di Lucarelli, quasi un moderno trovatore, un incantatore, al punto che, una volta iniziato il libro, diventa difficile e quasi doloroso interromperne la lettura. Le storie scorrono fluide come in un racconto orale, in cui le parole e le frasi sembrano nascere indipendenti, senza regole o forma. Eppure la scrittura è stilisticamente perfetta, con l’originalità e la modernità proprie di Lucarelli.

Perché leggere Storie ancora più strane: perché le storie sono sorprendenti, alcune orribili, come quella del reverendo Jim Jones,  altre controverse, come quella della scuola McMartin, altre ancora ammirevoli, come quella di Jesse Owens. E perché qualsiasi storia, anche la più avvincente, diventa ancora più emozionante se a raccontarla è Carlo Lucarelli, uno dei maggiori narratori italiani.

La sfida della mummia, di Elizabeth Peters

Genere: romanzo storico (giallo)

 La sfida della mummia è un romanzo pubblicato negli Stati Uniti nel 1975, ma approdato in Italia ben più tardi, prima con Mondadori, in brossura nel 2001, e poi, in versione rilegata, nel 2004, con Editrice Nord. Ad entrambe queste due caseLa sfida della mummia editrici va il grande merito di aver fatto conoscere ai lettori italiani una spassosa, caparbia, intelligente e coraggiosa archeologa, Amelia Peabody, nella prima delle sue diciannove avventure (per le quali le recensioni sono tutte positive). Forte di una conoscenza diretta dell’archeologia, grazie ad una laurea in Egittologia, l’autrice, Elizabeth Peters (pseudonimo di Barbara Mertz) ci presenta Amelia mentre, per le strade di Roma, incontra Evelyn, inglese come lei, ingannata e abbandonata dal più classico degli sciupafemmine. Mentre il racconto spiega come mai Amelia, trentenne danarosa e indipendente, possa aggirarsi da sola per l’Europa nel 1884, senza il necessario bagaglio di un marito, le due nuove amiche partono, per l’Egitto dove incontreranno due fratelli archeologi, una mummia inquieta e un misterioso giallo da risolvere.

Il punto di forza del libro: è la caratterizzazione che Elizabeth Peters dà ad Amelia. Utilizzando la narrazione in prima persona, l’autrice tratteggia un personaggio magnificamente concreto, con i suoi difetti (Amelia è molto testarda, spesso pungente, a volte un po’ pedante) e le sue condivisibili qualità (la voglia di autonomia, l’intraprendenza, l’intelligenza). Amelia si muove e pensa come una donna ricca del 1884 e la sua indipendenza, che potrebbe sembrare anacronistica per il momento storico, è pienamente giustificata dalla sua condizione economica. Amelia è quindi molto realistica, ma, in  più, è anche simpatica, scaltra, decisa, una vera protagonista da amare.

Perché leggere La sfida della mummia: perché è inevitabile affezionarsi ad Amelia e ai personaggi che le girano intorno. E appassionarsi agli scavi in Egitto, che fanno da scenografia a queste e alle prossime avventure. E farsi catturare dal mistero della mummia che proprio quegli scavi vuole impedire. E, una volta finito il libro, consolarsi con il seguito, subito pronto da leggere: Il faraone assassino.