Pietra è il mio nome, di Lorenzo Beccati

Genere: romanzo storico (giallo)

“Pietra è il mio nome”, è l’ultimo libro di Lorenzo Beccati, noto ed apprezzato autore televisivo (Striscia la notizia, Drive-In, ecc.) e scrittore. Uscito nel 2014 per Editrice Nord, il romanzo è ambientato nella Genova del 1601 ed ha comePietra è il mio nome protagonista Pietra, orfana ventenne a cui i rovesci della vita hanno lasciato solo una nonna e la nomea di rabdomante. È grazie a quest’ultima, e al timore che incute negli ingenui e bigotti concittadini, che riesce a sopravvivere, ma è anche per colpa di questa che è chiamata in causa quando iniziano a verificarsi efferati e misteriosi delitti.

Il punto di forza del libro: è l’alternarsi tra presente e passato di Pietra, reso attraverso un felice uso dei tempi verbali. Quasi come nella sceneggiatura di un film, gli attori si muovono in un presente dettagliato e vivido, mentre la storia, seguendo i pensieri della protagonista, cede ogni tanto ad un improvviso flashback, che non solo arricchisce la già piacevole narrazione, ma diventa funzionale al dipanarsi dell’intrigo.

Perché leggere Pietra è il mio nome: perché all’originalità del racconto, si unisce la bravura narrativa di Beccati e ciò che ne risulta è un romanzo insolito, a tratti cruento senza diventare crudele, realistico senza essere volgare, un romanzo accattivante, moderno, sicuramente da leggere.

I delitti della medusa, di Giulio Leoni

Genere: romanzo storico (giallo)

“I delitti della medusa”, libro del 2000 di Giulio Leoni, è il seguito cronologico, per quanto pubblicato prima e benchè la vicenda principale del romanzo sia totalmente diversa, de “I delitti del mosaico”. Ritroviamo infatti Dante Alighieri –I delitti della medusa proprio lui, il padre della letteratura italiana – alle prese con un nuovo omicidio da risolvere. Se ne “I delitti del mosaico” Dante era stato da poco eletto priore di Firenze, qui ha ormai preso le misure del suo incarico e si muove con sicurezza tra le vie di una Firenze medievale, alla testa dei suoi bargellini. Vuole infatti scoprire l’assassino di Vana del Moggio, seducente e talentuosa cantante, ritrovata appesa ad un macchinario nel nuovo Palazzo dei Priori in costruzione, e, per di più, decapitata. Alla morte si aggiunge l’oltraggio della sepoltura, in quanto la testa, mancante, di Vana viene rimpiazzata da una famosa quanto macabra effige di Medusa, scomparsa qualche anno addietro ed ora inspiegabilmente ricomparsa.

Il punto di forza del libro: è Dante, o meglio il modo straordinario con cui Giulio Leoni fa muovere e parlare Dante nel libro. Chi ha letto la Divina Commedia non potrà non concordare con l’autore, sul carattere che questi ha voluto attribuire al suo personaggio. Come nelle terzine lo spirito sanguigno del Sommo Poeta castigava nobili e Papi, così ne “I delitti della medusa” Dante rivive con la stessa sfrontatezza, lo stesso impeto, la stessa vibrante intelligenza.

Perché leggere I delitti della medusa: perché la Firenze del ‘300 sembra saltar fuori dalle pagine del libro, tanta è la nitidezza con cui è descritta. Nitidezza che, a volte, obbliga l’autore a raccontare episodi di una certa brutalità, ma funzionali alla storia e all’ambientazione. E perché, per chi ha amato la Divina Commedia, è un gioco appassionante scovarne le citazioni, nelle frasi e nei personaggi (primo fra tutti Papa Bonifacio VIII).

La ribelle, di Valeria Montaldi

Genere: romanzo storico

“La ribelle” è un romanzo del 2011 di Valeria Montaldi, una scrittrice che è una certezza per gli amanti del romanzo storico. La storia è ambientata nel 1254 ed inizia a Parigi, dove conosciamo Caterina da Colleaperto, un medico e una donna, un La ribelleconnubio che, per l’epoca, è ancora visto con sospetto. Usata come capro espiatorio per coprire quello che, nel Duecento, è un reato, Caterina, italiana, ritorna in Patria, a Milano, tentando di ricostruire la propria vita. Alla storia di Caterina si intreccia quella di un sarto milanese, uno dei primi artefici di quella che diventerà l’alta sartoria italiana.

Il punto di forza del libro: è la figura di Caterina, un personaggio splendidamente tratteggiato, forte, realistico, quasi troppo moderno per l’epoca. Ma, come ha modo di scrivere l’autrice nelle note, nel Medioevo esistevano delle donne medico e il fatto che se ne abbia testimonianza attesta non solo il loro valore, ma anche la loro libertà di operare. Inoltre, non tralasciamo il fatto che una rivoluzione, per sua stessa natura, parte solo da chi ha uno spirito “moderno”, e l’aprire la professione medica alle donne, alle quali era concesso al massimo di fare le levatrici, è stata una vera rivoluzione. Quindi Caterina è comprensibilmente moderna, ma autenticamente medievale.

Perché leggere La ribelle: innanzitutto perché è un romanzo di Valeria Montaldi, una delle scrittrici più valide della letteratura contemporanea italiana. E poi perché è un romanzo che, accanto al consueto magistrale realismo dei romanzi di Valeria Montaldi, trasmette un concreto ottimismo. Per mia personale preferenza, avrei tralasciato qualche scena un po’ forte, e, per questo, non lo considero adatto ad un pubblico molto giovane, ma per un lettore adulto è di certo una lettura da consigliare.