Garden, di Emma Romero

Genere: romanzo fantasy (young adult)

“Garden”, edito nel 2013 da Mondadori, è un romanzo distopico di Emma Romero, pseudonimo dietro cui dovrebbe nascondersi una scrittrice di circa trentacinque anni, alla sua prima pubblicazione. Il racconto è ambientato in un’ItaliaGarden postbellica del futuro, dove tutto e tutti sono ricondotti all’interno di regole e schemi, al fine di garantire l’armonia, l’ordine e la pace. Ma, come in tutti i futuri all’apparenza utopistici che la letteratura ci ha fatto conoscere, anche qui, nella Signoria di Amor (rovesciamento della parola Roma), gli obblighi e le restrizioni colpiscono solo una parte di popolazione, la più numerosa, costretta a lavorare duramente nelle fabbriche a favore di una minoranza di eletti. Tra i lavoratori c’è Maite, sedici anni e una intensa passione per il canto, passione che però non può esprimere, in quanto il Computer Centrale, che decide il destino di ogni abitante della Signoria, ha decretato che lei non sarà un’Artista, bensì un’operaia. Contravvenendo ai divieti, Maite canta comunque, di nascosto, sognando un giardino dove, secondo la leggenda, vive chi ha saputo ribellarsi e fuggire. La disobbedienza sarà scoperta, ma, invece di arrecarle la temuta punizione, diventerà per lei l’occasione per calcare il palcoscenico che sogna fin da bambina e, ancor più importante, per scalfire il potere che soggioga il popolo di Amor.

Il punto di forza del libro: è la narrazione fluida, in un racconto semplice, senza grandi pretese, pulito, adatto a tutte le età.

Perché leggere Garden: perché è un libro scorrevole, che si legge in poche ore. E perchè, dopo il successo, letterario e cinematografico di “Hunger Games”, diventa difficile sottrarsi al gioco del trovare somiglianze (tante) e differenze (poche) con il romanzo di Suzanne Collins. Forse conoscere l’identità dell’autrice/autore potrebbe aumentare la popolarità del libro, anche in vista di un probabile seguito (il finale di “Garden” è aperto). E, magari, sarebbe un efficace antidoto contro il dubbio che l’uso di uno pseudonimo, unito alle analogie con “Hunger Games”, siano indizi di un’abile operazione di marketing.

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Hunger Games, di Suzanne Collins

Genere: romanzo fantasy (young adult)

“Hunger Games” è il primo libro di una trilogia, edito negli Stati Uniti nel 2008 e diventato, già nel 2012, un film record d’incassi. Scritto da Suzanne Collins, è ambientato in un futuro distopico, dove il Nord America, governato da un regimeHunger Games autoritario, è diviso in Distretti, ossia aree definite in base alla tipologia di prodotti che devono fornire all’insaziabile capitale, Capitol City. A memento di una rivolta che aveva tentato di riportare la libertà agli oppressi abitanti delle periferie, ogni anno vengono indetti gli Hunger Games, un tremendo reality show in cui i partecipanti, due per ogni Distretto, sono selezionati tramite un’estrazione a sorte, profeticamente chiamata Mietitura. Scopo del gioco è restare vivi, uccidendo gli altri o lasciando che si massacrino a vicenda, riuscendo anche a conquistarsi il favore del pubblico televisivo e degli sponsor, nonché a sfuggire alle insidie di cui è disseminata l’Arena in cui si svolge la gara. Impossibile vincere se si hanno solo dodici anni e si è dolci e delicati con Prim Everdeen; per questo sua sorella Katniss si offre volontaria al suo posto, sperando che le proprie doti di cacciatrice di frodo siano sufficienti per sopravvivere. Al suo Distretto, oltre alla madre e alla sorella, lascia Gale, un amico che stava diventando qualcosa di più di un semplice compagno di caccia, mentre sul treno che la porta a Capitol City ritrova Peeta, selezionato anche lui come Tributo per gli Hunger Games, un ragazzo gentile che una volta le aveva salvato la vita.

Il punto di forza del libro: è l’originalità della storia, che mescola reminescenze storiche (il Nord America è ribattezzato Panem, e subito il pensiero corre alla parola circenses, che conclude la famosa locuzione e che si adatta perfettamente a ciò che sono gli Hunger Games) con temi attuali quali i reality show, la dilagante influenza dei media, il vacuo e distorto culto dell’immagine.

Perché leggere Hunger Games: innanzitutto per l’agghiacciante plausibilità dello scenario distopico, come già da più parti è stato detto e scritto; ma anche perché la storia è raccontata molto bene, con una ricchezza di particolari che la rende vivida ed appassionante; i personaggi sono realistici e ben delineati, con sfumature, nel carattere e nei comportamenti, che rispecchiano quelle di ogni adolescente moderno. Hunger Games è sicuramente un libro da consigliare, e non solo a giovani lettori.

Shiver, di Maggie Stiefvater

Genere: fantasy- young adult

 “Shiver”, pubblicato nel 2009 e primo libro della trilogia “I lupi di Mercy Falls”, è un romanzo young adult della scrittrice Maggie Stiefvater. L’ennesimo libro sui licantropi? Sì e no. Sì, perché contiene tutti gli ingredienti delle storie di questoShiver genere: i lupi, le trasformazioni, l’amore contrastato. No, perché, a differenza di altri, li sa mescolare in maniera nuova e deliziosa.

Grace è una bambina quando, attaccata da un branco di lupi nel cortile di casa, viene salvata proprio da uno di loro. È lo stesso lupo dai magnetici occhi gialli che lei vedrà poi ogni inverno, fermo ad osservarla al limitare del bosco. Proprio grazie a quegli occhi, Grace lo riconoscerà anche in forma umana, quando lo troverà nudo e ferito, sulla veranda di casa, con un proiettile in corpo.

Il punto di forza del libro: è la tecnica narrativa, che sfrutta l’alternanza tra il punto di vista di Sam e quello di Grace. Questo susseguirsi di monologhi interiori accresce l’empatia di chi legge verso i due protagonisti e, anziché smorzare la tensione romantica del libro, dal momento che i sentimenti reciproci sono ben chiari, riesce, al contrario, ad arricchirla.

Perché leggere Shiver: perché è prima di tutto una storia d’amore. Ci sono i licantropi, ci sono le spiegazioni pseudo-mediche alla licantropia, ma tutto è descritto senza esagerazione, e pare quasi credibile. Ciò che spicca è il rapporto tra i due protagonisti, raccontato in un modo che è delicato e intenso allo stesso tempo. E che invoglia, certamente, a leggere il secondo capitolo della saga, “Deeper”.

Obsidian, di Jennifer L. Armentrout

Genere: fantasy – young adult

“Obsidian”, romanzo di Jennifer L. Armentrout, pubblicato in Italia nel 2013, rispetta tutti i consueti canoni della narrativa young adult. La protagonista è Kathy, diciassettenne, che ritrovatasi in una nuova città – o meglio in uno sperdutoObsidian paesino del West Virginia – dopo il trasferimento della madre, stringe amicizia con due ragazzi, fratello e sorella, che abitano accanto a lei. Ma tanto la ragazza, Dee, è affabile, quanto il fratello, Daemon, è scontroso e maleducato. Una maschera per nascondere il suo interesse per Kathy? Certamente, ma non solo. C’è un segreto più grande da difendere, che interessa molto al Dipartimento della Difesa. Perché Daemon non è altro che un alieno, e che non fosse totalmente umano lo si poteva già intuire dalla sua bellezza inimmaginabile.

Il punto di forza del libro: è la fluidità con cui lo si legge. La scrittura è scorrevole, senza macchinose costruzioni stilistiche o ricercatezze lessicali d’altri tempi. La storia non è il massimo dell’originalità, ma è raccontata in modo fresco, pulito, mai volgare, anche quando l’attrazione fra i due protagonisti si fa incalzante.

Perché leggere Obsidian: per trascorrere qualche ora piacevolmente, lasciandosi coinvolgere nella vita di una adolescente simpatica e normale, lontana da quegli stereotipi di ragazze disturbate o ninfomani che infestano ultimamente la letteratura italiana e straniera. Che poi, a questa adolescente “comune” capiti qualcosa di emozionante, sembra quasi la giusta ricompensa. “Obsidian” è un libro onesto, facile, vivace, per ragazze e donne a cui il romanticismo non basta mai (e quindi non perdetevi il secondo capitolo della saga Lux, “Onyx”).

Il trono di ghiaccio, di Sarah J. Maas

Genere: fantasy – young adult

“Il trono di ghiaccio”, edito, nella versione italiana, da Mondadori, è il primo libro di una nascente trilogia. È considerato un piccolo caso editoriale: inizialmente pubblicato dalla stessa autrice sul sito FictionPress.com, è stato poi notato, grazieIl trono di ghiaccio al largo seguito di lettori, dalla casa editrice Bloomsbury, che nel 2010 ne ha acquistato i diritti. Dopo una lunga revisione, il romanzo è arrivato in libreria, in Gran Bretagna e in America, nel 2012, anticipato da alcuni brevi prequel in formato e-book, scaricabili gratuitamente. La storia è quella di Celaena Sardothien, forte e bellissima diciottenne, di professione assassina, imprigionata nelle miniere di sale di Endovier. Per sapere perché Celaena sia rinchiusa lì, è necessaria la lettura dei prequel, in quanto il romanzo si snoda intorno al torneo che il re di Aldaran ha indetto per nominare il suo paladino e al quale Celaena è chiamata a partecipare dallo stesso principe ereditario. Di fronte alla possibilità di riconquistare nuovamente la libertà, pur dopo un periodo di servizio come sicario del re, Celaena non può rifiutare. Ma le sfide da affrontare non saranno solo con gli altri ventitrè contendenti al titolo, ma anche con forze più oscure o malvagie. E se gli altri avversari sono contro di lei, dalla parte di Celeana ci sono un affascinante principe e un tenebroso capitano della guardia reale.

Il punto di forza del libro: è l’eccellente equilibrio tra le varie scene del libro: i momenti d’azione o di violenza non diventano mai eccessivi né ostentati, il romanticismo c’è, ma non è mai stucchevole, il fantasy è il filo rosso del libro, ma le creature magiche e i luoghi incantati sono raccontati con pochi e sapienti particolari, senza esagerazione.

Perché leggere Il trono di ghiaccio: perché la scrittura è leggera ma appassionante, veloce ma non trasandata, e perché, tra mostri, frustate e intrighi di corte, c’è anche una storia d’amore che fa venir voglia di leggere subito il secondo libro della trilogia (che è La corona di mezzanotte).