La misura della felicità, di Gabrielle Zevin

Genere: romanzo di formazione

“La misura della felicità”, della scrittrice statunitense Gabrielle Zevin, è stato pubblicato in Italia nel 2014 da Editrice Nord. Il romanzo, come vuole anche il titolo originale, racconta della vita di A.J.La misura della felicità Fikry, proprietario dell’unica libreria della piccola Alice Island. Vedovo da poco e deluso dal suo lavoro, A.J. medita di vendere un libro raro, trovato per cinque dollari ad una liquidazione di beni, e vivere di rendita. Ma altri decidono per lui: prima il famoso libro scompare, e poi una bambina di due anni, Maya, viene abbandonata nella sua libreria, con solo un pupazzo dei Muppet, una borsa di pannolini ed un biglietto. Al contrario di quanto ci si sarebbe potuto aspettare dal cupo e scostante A.J., il libraio adotta Maya, riuscendo, grazie a lei, ad apprezzare nuovamente non solo i libri, ma anche le opportunità che il destino gli offre.

Il punto di forza del libro: è la fluidità narrativa della Zevin, capace di incantare il lettore con frasi semplici e perfette, ma anche con dialoghi arguti e descrizioni illuminanti. I pensieri dei protagonisti, così come la scritta all’ingresso della libreria (“Nessun uomo è un’isola; ogni libro è un mondo”, reinterpretazione del celeberrimo verso di John Donne), sono piccole perle di saggezza, che affiorano nel testo in modo leggero, mai saccente.

Perché leggere La misura della felicità: sicuramente non per il titolo italiano, che voleva probabilmente apparire furbo ed accattivante, ma che invece puzza un po’ di manuale di autoaiuto. Vi consiglio di leggere “La misura della felicità” perché è un libro che parla d’amore in modo originale, non stucchevole, non contorto. Amore per i libri e amore per le persone, amore per tutti quei piccoli, all’apparenza scontati, elementi che rendono la vita meravigliosa.

Vita dopo vita, di Kate Atkinson

Genere: romanzo di formazione

“Vita dopo vita”, uscito in Italia nel 2014, è il romanzo più recente di Kate Atkinson, scrittrice così apprezzata nel suo Paese d’origine da meritare il titolo di Membro dell’Ordine dell’Impero Britannico per meriti letterari. Il libro racconta la vita diVita dopo vita Ursula, che viene interrotta dal cordone ombelicale stretto intorno al collo al momento del parto e che poi, invece, straordinariamente ricomincia, in quanto la bambina, invece di morire soffocata, viene salvata dalle forbici del medico accorso al capezzale della madre. Quando ha quattro anni Ursula annega mentre è in vacanza in Cornovaglia, ma la sua vita inizia di nuovo: cordone ombelicale, forbici del dottore, spiaggia della Cornovaglia. Questa volta un villeggiante la ripesca dalle onde. A cinque anni esce da una finestra e scivola da un tetto in un volo mortale. E ancora tutto riparte: cordone ombelicale, forbici del dottore, villeggiante che la salva dalle onde e un piccolo dubbio, un brandello di premonizione, che la ferma davanti alla finestra aperta, giusto il tempo che basta a far sopraggiungere la sorella maggiore e la domestica. Gli incidenti e i nuovi inizi si susseguono, mentre Ursula, e l’Europa intera, si muovono tra gli orrori di due guerre mondiali.

Il punto di forza del libro: è il modo originale in cui è sviluppata l’idea narrativa. Le “sliding doors” di cinematografica memoria si aprono e si chiudono più e più volte, con la particolarità di far iniziare la storia ogni volta dall’inizio, o quasi, e con una narrazione sempre diversa. E ad ogni incipit cresce la consapevolezza di Ursula di poter (e dover) modificare il proprio destino e quello di chi le sta intorno, regalando anche al lettore la meravigliosa sensazione di poter cambiare il mondo.

Perché leggere Vita dopo vita: perché è un libro che porta a farsi delle domande, che ripropone continuamente la sterile ma atroce domanda “e se…?”. Un libro emozionante e complesso, a volte umanamente crudele. Un libro che richiede una sufficiente dose di maturità del lettore.