Colazione da Tiffany Trott, di Isabel Wolff

“Colazione da Tiffany Trott” è un romanzo d’amore di Isabel Wolff, uscito in Italia perCopertina libro Colazione da Tiffany Trott, di Isabel Trott la Salani Editore nel 2001. La trasposizione in italiano del titolo originale (“The trials of Tiffany Trott”) ha voluto giocare sull’assonanza con “Colazione da Tiffany”, rafforzata dalla medesima condizione di single di Tiffany, la protagonista di questo libro, e la Holly Golightly del libro di Capote (e del film con Audrey Hepburn). Tiffany ha trentasette anni e un disperato desiderio di sposarsi. Dopo alcune relazioni fallimentari con uomini che non avevano nessuna intenzione di impegnarsi, decide di dedicarsi sistematicamente alla ricerca di un marito. Tra agenzie matrimoniali, inserzioni sul Times, feste per single, appuntamenti al buio e annunci su messagerie telefoniche, Tiffany non si fa mancare niente, compresa una vacanza al Club Med e un matrimonio, purtroppo non il suo.

Il punto di forza del libro: è la facilità con cui lo si legge. Semplice, scorrevole, richiede solo un po’ di memoria nel seguire le vicende familiari degli amici di Tiffany. Una lettura da divano, con una tazza di tè caldo in mano e l’inverno che bussa alle finestre.

Perché leggere Colazione da Tiffany Trott: perché è giusto tenersi aggiornati, preparati, motivati. Ma è volte è bello anche perdersi in un libro facile, ambientato prima di Internet e della condivisione a tutti i costi. Un romanzo rosa originale, forse un po’ ripetitivo in alcuni punti, ma comunque piacevole.

Genere: romanzo d’amore

I misteri di Chalk Hill, di Susanne Goga

“I misteri di Chalk Hill” è un romanzo della scrittrice tedesca Susanne Goga, uscito inCopertina libro I misteri di Chalk Hill, di Susanne Goga Italia nel 2015 per Giunti Editore. Ambientato nell’Inghilterra del Diciannovesimo secolo, tra le colline del Surrey e Londra, ha come protagonista Charlotte Pauly, istitutrice tedesca di Emily, figlia del deputato Sir Andrew Clayworth. Ellen, la madre di Emily, è morta in circostanze misteriose, e altrettanto inspiegabili sono i motivi per cui Sir Andrew ha proibito a tutti, figlia di compresa, di nominare la moglie morta. Ma la presenza di Ellen sembra non aver abbandonato la casa, al punto che Emily sostiene di parlare ancora con lei e di vederla. Affiancata dall’ironico Thomas Ashdown, caustico critico teatrale, Charlotte cercherà di aiutare la piccola Emily, che ormai sembra essere diventata pazza.

Il punto di forza del libro: è l’ambientazione del libro, tra dimore di campagna e sale da tè, passeggiate nei boschi e gite in carrozza, cene di gala e serate nei teatri londinesi, così come dovevano essere nel 1890. Come confessa l’autrice nell’epilogo, l’influenza di Jane Eyre si fa sentire, ma il libro è comunque originale, un piacevole romanzo storico, che si colora a tratti di giallo e a tratti di rosa.

Perchè leggere I misteri di Chalk Hill: per le atmosfere inglesi, per gli accenni alle favole tedesche, per la storia romantica, per i personaggi d’altri tempi. E anche per la scorrevolezza della scrittura e la precisa caratterizzazione dei protagonisti, che fanno di Susanne Goga un’ottima autrice.

Genere: romanzo storico (un po’ romantico, un po’ giallo)

L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, di Alice Basso

“L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome” è una novità della primavera 2015.Copertina libro L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome, di Alice Basso Pubblicato da Garzanti, è il primo romanzo di Alice Basso, già redattrice per diverse case editrici. Presentata come una storia di fantasia (anche se l’esperienza dell’autrice è evidente in molti passaggi), vede protagonista Silvana (detta Vani) Sarca, trentenne ghostwriter per le Edizioni L’Erica. Per il suo lavoro conosce prima Riccardo Randi, giovane romanziere in crisi dopo il successo del suo primo libro, e Bianca Dell’Arte Cantavilla, scrittrice che sostiene di parlare con gli angeli. Quando quest’ultima scompare, Vani viene prima sospettata del rapimento e poi informalmente reclutata dal Commissario di Polizia Berganza per aiutarlo nelle indagini. Nel frattempo il rapporto con Riccardo prende una piega molto personale, riportando alla memoria di Vani alcuni episodi della sua adolescenza.

Il punto di forza del libro: è la caratterizzazione dei personaggi, definiti in modo volutamente (e squisitamente) esagerato, quasi fossero protagonisti di un fumetto. La somiglianza di Vani con Lisbeth Salander o del Commissario Berganza con Philip Marlowe (o con Dick Tracy) è divertente e non banale, ed è soprattutto un omaggio alla letteratura. Del resto, che i personaggi siano un po’ dei supereroi moderni si capisce dai loro nomi, con la stessa lettera iniziale di nome e cognome, come Peter Parker, o Dylan Dog. Peccato solo che il Commissario Berganza si chiami Romeo.

Perché leggere L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome: non per il motivo per cui è stato pubblicizzato, ossia che “sveli i segreti del mondo dell’editoria” (quali segreti?), ma perché é un romanzo piacevole, ben costruito, con un’ottima base di conoscenze letterarie, ma anche con la fluidità giusta per piacere a chi vuole una lettura facile. E perché è un romanzo rosa senza essere sdolcinato e un romanzo giallo senza essere angosciante (e in alcuni brani pure umoristico).

Genere: romanzo d’amore

Qualcosa che somiglia al vero amore, di Cristina Petit

“Qualcosa che somiglia al vero amore” è il primo romanzo di Cristina Petit, pubblicato nel 2015 dalla casa editrice Tre60. La protagonista, Clémentine, ha appena ereditato da una lontana eCopertina libro Qualcosa che somiglia al vero amore, Cristina Petit sconosciuta parente un appartamento in centro a Parigi. Un appartamento perfetto, non solo per viverci, ma anche per farne lo spazio per sviluppare la sua idea. Tirocinante psicologa, Clementine vuole provare a usare i libri e la lettura per curare i bambini, attraverso la libroterapia. Ma la storia di Clémentine si intreccia con quella di Albert, che la nota un giorno per strada, aggrappata ad un ombrello durante un nubifragio, lei a piedi e lui in auto, fermo a un semaforo. La rivede in metropolitana e se ne innamora, pur non riuscendo a trovare il modo di avvicinarla. Decide quindi di farne il personaggio di un libro, un libro d’amore che riscuote un grande successo. Spinto dal suo editore, Albert prova a rintracciare Clémentine, anche se non ne conosce nemmeno il nome.

Il punto di forza del libro: è il candore che caratterizza i personaggi, estremamente positivi e felici. Un candore che potrebbe rischiare di essere lezioso, se la scrittura della Petit non ne dimostrasse la sincerità e l’effetto quasi terapeutico. Qualche dubbio possono suscitare all’inizio il titolo e la copertina, così simili a quei romanzi d’amore fatti in serie, di così poco spessore e ancora meno coraggio. Ma bastano alcune pagine per avvertire il benefico influsso di questo libro, un libro dove la violenza resta fuori dalla porta e il dolore viene affrontato con pacifica determinazione.

Perché leggere Qualcosa che somiglia al vero amore: perché leggere questo romanzo è come fare un bel tuffo nella bontà, in quel sentimento sdolcinato e appiccicoso, ma anche irrinunciabile e miracoloso. E perché trovare una scrittrice italiana che sappia parlare di amore e di vita in modo così suggestivo è sempre una bella scoperta.

Genere: romanzo d’amore

Qualcosa di vero, di Barbara Fiorio

“Qualcosa di vero” (Feltrinelli, 2015) è l’ultimo libro di Barbara Fiorio, già autrice del saggio “C’era una svolta”, rilettura in chiave ironica delle fiabe vere, ossia quelle nella loro versione originale (inCopertina libro Qualcosa di vero, Barbara Fiorio molti casi profondamente diversa da quella disneyana).  E sono proprio le fiabe vere quelle che Giulia, disincantata pubblicitaria, racconta alla sua vicina di casa di nove anni, Rebecca, trasferitasi da poco nello stesso palazzo. Rebecca e Giulia si conoscono una sera, sul pianerottolo, dopo che la bambina si è chiusa per sbaglio fuori di casa. La mamma di Rebecca è al lavoro e per Giulia non c’è alternativa che accogliere la ragazzina nel suo appartamento. Tanto Rebecca è quasi troppo assennata e matura per i suoi nove anni, quanto Giulia è imprevedibile e spiazzante per essere un’adulta: una combinazione perfetta per un’amicizia. Ogni sera in cui la bambina è a casa da sola, Giulia le racconta una fiaba, ma non una fiaba “per bambini”, bensì una “fiaba vera”, dove le principesse non sono poi così ingenue, né tantomeno intelligenti, e i baci non servono né a svegliare belle addormentate, né a trasformare ranocchi in principi. E se di notte rivivono le “fiabe vere”, di giorno scorre la vita vera, che per Rebecca significa una scuola e dei compagni nuovi, mentre per Giulia, divisa tra Fabio, galante corteggiatore e Lorenzo, fidato amico di vecchia data, vuol dire capire chi è veramente il suo principe azzurro, per non rischiare di accontentarsi di uno stalliere qualunque.

Il punto di forza del libro: è lo stile della Fiorio: originale, emozionante, vivace, fresco, spiritoso, in una parola splendido. Brevi descrizioni, dialoghi veloci e brillanti, e i personaggi sembrano materializzarsi fuori dal libro, coinvolgendo intensamente il lettore. Ci si affeziona in un attimo a Rebecca, ci si identifica in Giulia, si tifa per Lorenzo (ma anche un po’ per Fabio), si viene insomma intrappolati in questo libro come per una magia, la magia dei bravi scrittori.

Perché leggere Qualcosa di vero: perché il senso pratico di Giulia, quando narra a Rebecca la fiaba di Raperonzolo (“ceduta per un mazzo di erbette, con un nome da deficiente e allevata da un’incantatrice senza il senso della misura”) è esilarante. E perché il romanzo stesso è una favola, una favola in cui gli orchi esistono, ma esistono anche le fate madrine, senza bacchetta e formule magiche e, proprio per questo, più reali e coraggiose.

Genere: romanzo umoristico

Innamorarsi. Istruzioni per l’uso, di Cecilia Ahern

“Innamorarsi. Istruzioni per l’uso”, traduzione italiana del più azzeccato titolo originale How to fall in love, è un romanzo rosa di Cecilia Ahern, pubblicato da Rizzoli nel 2015. Protagonista è Copertina libro Innamorarsi Istruzioni per l'uso, Cecelia AhernChristine, irlandese di Dublino (come l’autrice), trentatré anni e un matrimonio fallito alle spalle. Seguendo i consigli di uno degli innumerevoli manuali di autoaiuto in cui è convinta di trovare la soluzione a tutti i problemi della sua vita, Christine è sull’Ha’penny Bridge proprio nel momento in cui un bellissimo sconosciuto, Adam, decide di tentare il suicidio. Christine lo persuade a non saltare, ma si ritrova coinvolta in uno strano quanto improbabile patto: avrà a disposizione due settimane per convincerlo a non provarci di nuovo. Due settimane a stretto contatto, in cui i dolori sopiti di entrambi verranno lentamente a galla; due settimane in cui rimettere a posto le loro vite e i loro cuori.

Il punto di forza del libro: è lo stile fresco e divertente della Ahern, che tratteggia scene e personaggi in modo vivace e moderno, senza però mai cadere nelle storture del linguaggio colloquiale. I protagonisti principali sono, ovviamente, belli, e interessanti, e simpatici, e intelligenti, e ricchi, e forse un po’ troppo perfetti per la vita reale. Ma in fondo è un romanzo e va bene così.

Perché leggere Innamorarsi. Istruzioni per l’uso: perché è un libro scritto molto bene, con una trama godibile e buoni spunti originali, come l’utilizzo di improbabili “manuali” per risolvere ogni dubbio si presenti a Christine. E perché è un libro positivo, ricco di ironia e buoni sentimenti, un libro in grado di regalare più di un sorriso.

Genere: romanzo d’amore

La contessa segreta, di Eva Ibbotson

“La contessa segreta”, pubblicato in Italia nel 2009 da Salani, é la riedizione di un romanzo di Eva Ibbotson del 1981, dal titolo A Countess Below Stairs. La storia inizia intorno al 1900, a SanLa contessa segreta Pietroburgo, ma si sposta presto nella campagna inglese. La Prima Guerra Mondiale e la rivoluzione bolscevica costringono infatti la protagonista, la contessina ventenne Anna Grazinskij, a fuggire con la sua famiglia in Inghilterra. Qui Anna, improvvisamente povera, deve trovarsi un lavoro e si propone come cameriera a Mersham, tenuta dei conti Westerholme. Anna non sa nulla del nuovo lavoro, se non quello che ricava da un vecchio manuale (il fantomatico “Manuale della servitù domestica” di Selina Strickland). Ma la sua spontaneità, e la carenza di personale in vista del ritorno di Lord Rupert dopo la fine della guerra, convincono il maggiordomo Proom ad assumerla. L’inesperta nuova cameriera porterà non poco scompiglio nelle abitudini di Mersham, ma soprattutto nella vita del conte Rupert, promesso sposo della ricchissima quanto arida Muriel, ma sempre più attratto dallo sguardo limpido di Anna.

Il punto di forza del libro: è la scrittura elegante, quasi aristocratica, della Ibbotson, che riesce, quasi da sola, a ricostruire le atmosfere della nobiltà inglese e russa del ‘900. Una scrittura piacevole, accurata senza essere noiosa, poetica ma non stucchevole, la scrittura di una grande narratrice.

Perché leggere La contessa segreta: perché, se l’ironia di Eva Ibbotson é stata paragonata a quella di Roald Dahl, le ambientazioni ricordano molto Oscar Wilde, con una buona dose di solarità e ottimismo in più. E perché è un libro romantico, uno di quelli che strappano sorrisi e sospiri, un libro adatto a chi, per dirla come Audrey Hepburn in Sabrina, “guarda il mondo con degli occhiali colorati di rosa”, o almeno ci prova.

Genere: romanzo d’amore